Il Museo Bottacin lancia un’iniziativa di raccolta fondi per restaurare un’opera del maestro di Possagno e riallestire importanti reperti, tra cui le oselle

 

a cura della redazione | È una storia di intrighi, politica ed arte da riscoprire quella del busto del doge Paolo Renier, opera di Antonio Canova conservata nel Museo Bottacin a Palazzo Zuckermann. Un capolavoro a lungo dimenticato a seguito di un’amicizia politica tradita, sullo sfondo di una Serenissima ormai al tramonto: quella tra il nobile Angelo Querini, committente dell’opera e Paolo Renier, penultimo doge di Venezia.

Per farlo l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova promuove un progetto di valorizzazione del Museo: fino al 15 gennaio 2021 sia cittadini sia imprese potranno sostenere la campagna di crowdfunding con una donazione di qualsiasi importo sulla piattaforma Rete del Dono bit.ly/SostieniMuseoBottacin.

Busto del doge Paolo Renier (1710-1789, doge dal 1779) scolpito da Marco Pasato dopo dopo la metà del XIX secolo e conervato presso l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Busto del doge Paolo Renier (1710-1789, doge dal 1779) scolpito da Marco Pasato dopo dopo la metà del XIX secolo e conervato presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Nel 1779 il nobile veneziano Angelo Querini, dopo aver visto l’Orfeo di Canova, dà l’incarico al giovane scultore, allora ventiduenne, di realizzare il busto dell’amico Paolo Renier, appena divenuto doge, da cui spera di ottenere un incarico politico. Inizialmente conserva con cura la scultura, di fronte allo scrittoio nel suo palazzo veneziano.

Querini non vede però soddisfatte le sue aspirazioni e il rapporto con Renier si inasprisce fino a sfociare nel disprezzo: di conseguenza egli fa spostare l’opera, inizialmente a terra all’angolo del portone, dov’era lo scolatoio per le urine e successivamente la fa portare nella sua villa di Altichiero, mettendola nella parte del parco denominata Tempio delle Furie e usata come gabinetto dalla servitù.

Dopo la morte di Angelo Querini nel 1795 si perdono le tracce del busto canoviano, la memoria dell’uomo che rappresentava e dell’artista che lo aveva fatto, finché nel 1864 viene acquistato da Nicola Bottacin, che poco dopo lo lascia al Museo Civico di Padova insieme alla sua collezione.

La dottoressa Valeria Vettorato, conservatrice del Museo Bottacin di Padova
La dottoressa Valeria Vettorato, conservatrice del Museo Bottacin di Padova

Il progetto di valorizzazione, avviato in attesa del bicentenario della morte di Antonio Canova, nato a Possagno il primo novembre 1757 e spentosi a Venezia il 13 ottobre 1822, prevede il completo riallestimento delle sale dov’è esposta la collezione di dipinti e sculture.

Tra gli interventi in programma,  l’installazione di un sistema di illuminazione a led, una nuova finitura di pareti e vetrine, l’esposizione di ulteriori reperti, un rinnovato apparato di comunicazione anche multimediale per garantire una maggiore accessibilità.

“L’iniziativa – ci spiega Valeria Vettorato, attivissima conservatrice del museo – avrà anche un risvolto numismatico; infatti nel progetto di nuovo allestimento abbiamo previsto l’esposizione di una selezione di oselle veneziane, dal momento che la collezione di oselle del Bottacin risulta essere una tra le più complete nei medaglieri italiani ma attualmente, purtroppo, questi materiali non hanno un loro spazio nell’esposizione permanente”.

Esemplare in argento dell'osella veneziana del 1757, anno di nascita del maestro Antonio Canova
Esemplare in argento dell’osella veneziana del 1757, anno di nascita del maestro Antonio Canova

I cittadini e le aziende che vorranno contribuire al progetto con una donazione verranno menzionati in una targa collocata a fine campagna all’interno del Museo Bottacin.

I donatori riceveranno inoltre dei reward o ricompense commisurati all’entità della donazione: da un’immagine della scultura con il volto del donatore, ad ingressi gratuiti ai musei e ad eventi culturali esclusivi, da visite guidate a pubblicazioni del Museo Bottacin.

L’obiettivo di raccolta fondi da raggiungere entro il 15 gennaio è di 6 mila euro. Qualora la campagna promossa dal Comune raggiunga questo obiettivo e sia tra le prime tre per donazioni raccolte, potrà aggiudicarsi un premio in denaro di 3 mila euro messo a disposizione da UBI Banca.

Sarà possibile donare con carta di credito, PayPal, Stripe, Satispay o con bonifico bancario. Questo il link diretto per sostenere la campagna bit.ly/SostieniMuseoBottacin.