di Mathias Paoletti | A dire il vero, si fa fatica a trovare qualche dato in più che non sia una laconica foto di quello che sarà il rovescio del mezzo pound che verrà emesso il prossimo 29 marzo nel Regno Unito, data ufficiale della Brexit che, dal contestato referendum del 23 giugno 2016, ha messo in fibrillazione tanto i paesi al di qua che al di là della Manica.

Al ritratto ufficiale della regina sarà abbinato un rovescio che suona più come un epitaffio che come un auspicio: Peace Prosperity and Friendship with all Nations. 29 March 2019. Nessun accenno – ma era ovvio – né ad alcuna forma di “ritrovata piena sovranità” o ad altre forme di nazionalismo, ma la moneta ci appare simbolicamente importante perché segna un momento storico che – sebbene democraticamente voluto da una risicata maggioranza dei cittadini britannici – non è certo positivo né prelude a scenari che saranno agevoli da gestire, sia per la UE che per il suo ex paese membro.

Una delle versioni umoristiche della moneta per la Brexit. Ovviamente, mai un simile ritratto di Elisabetta II uscirà dalle presse della Royal Mint…

Nessun’altra informazione, ad oggi, trapela dal sito della zecca di sua maestà: solo una pagina – paradossalmente – ospita un “mini sondaggio” che ha quasi del “referendum” per capire l’interesse dei clienti a questa triste emissione “celebrativa”. Per accedere clicca qui.

La notizia dell’emissione di una speciale 50 pence dedicata alla Brexit ha, in ogni caso, dato sfogo alla fantasia di vignettisti e illustratori che hanno prodotto diversi bozzetti umoristici, da quello con il volto esterrefatto della premier Teresa May a quello – forse il più azzeccato – con una Elisabetta II sconsolata che sembra quasi pensare: “Di questo passo, che fine faremo?”.