Una splendida placchetta fusa effigia il genio di Leonardo da Vinci: è l’unica opera medaglistica che lo ritrae mentre era ancora in vita

 

di Roberto Ganganelli | A Zurigo, nel 2006, passò in vendita pubblica Astarte una stupenda placchetta uniface risalente all’inizio del 1500 e raffigurante niente meno che Leonardo da Vinci. Fusa in bronzo, opera di ignoto artista, la medaglia misurava 49,59 x 40,27 mm e pesava 69,52 grammi.

Per la descrizione e la storia di questo stupendo esemplare, a quanto pare l’unica opera medaglistica con ritratto del grande genio realizzata quando egli era ancora in vita, vale quanto riportato in catalogo.

Dal catalogo di vendita: un’opera unica al mondo

La suggestiva placchetta fusa in bronzo, di ignoto incisore, che rappresenterebbe il vero volto di Leonardo da Vinci
La suggestiva placchetta fusa in bronzo, di ignoto incisore, che rappresenterebbe il vero volto di Leonardo da Vinci

“Busto a sinistra con lunga capigliatura ondulata divisa nel mezzo e ricadente sulle spalle; lunga barba.

Probabile pezzo unico; nessun testo da noi consultato riporta questa medaglia. Splendida fusione originale di gran carattere.

L’unico ritratto metallico di Leonardo eseguito durante la sua esistenza. Il ritratto sulla medaglia mostra una fisionomia di Leonardo molto vicina a un disegno contemporaneo in carboncino rosso eseguito da uno dei suoi allievi (attribuito a Francesco Melzi, The Royal Collection of H. M. Queen Elisabeth II, Windsor Castle, RL 12726).

Le sole piccole differenze che si riscontrano sono nei ricci della barba e dei capelli. La capigliatura e la barba fluente di Leonardo erano insolite per i suoi tempi. Si preferiva di solito il viso rasato.

Peter Voltz scoprì la medaglia nella collezione di un aristocratico inglese attorno al 1970. Egli informò due esperti del suo importante ritrovamento, Paul Grotemeyer (1904-1975), direttore del Staatliche Münzsammlung di Monaco, e Ulrich Middeldorf (1901-1983), direttore del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Entrambi volevano pubblicare la medaglia a quei tempi, ma il proprietario stesso ne progettava la pubblicazione nel 2002, in occasione del 550mo della nascita di Leonardo. Comunque, questa pubblicazione non fu mai portata a termine.

Gli esperti erano concordi nella loro convinzione che la medaglia rappresentasse senza dubbio Leonardo e che fu fusa durante la sua vita. Essi pensavano che era concepibile che Leonardo stesso avesse incoraggiato la realizzazione della medaglia, per inserirla nella sua varietà di interessi. Leonardo si accostò per la prima volta alla fusione del bronzo quando era apprendista presso Verrocchio a Firenze”.

Una placchetta capolavoro di autore sconosciuto

Il ritratto di Leonardo realizzato da Francesco Melzi e oggi conservato nelle collezioni reali di Elisabetta II
Il ritratto di Leonardo realizzato da Francesco Melzi e oggi conservato nelle collezioni reali di Elisabetta II

Strano? Affatto, anche perché era lo stesso celeberrimo pittore, disegnatore, scultore, architetto, ingegnere, musicista e naturalista a sostenere che “l’ingegno senza esercizio si guasta”.

E’ perciò verosimile che il disegno del Melzi sia servito come base ad all’ignoto incisore per realizzare la matrice e fondere questa bella placchetta come è probabile che il genio nato a Vinci nel 1452 e morto ad Amboise, in Francia, cinque secoli fa abbia avuto un ruolo attivo nella sua realizzazione.

Il ritratto usato come modello per la fusione è opera di Francesco Melzi, allievo di Leonardo e suo erede universale (fatto, questo, che diede adito alle voci su una presunta omosessualità di Leonardo) che realizzò il disegno a sanguigna (mm 275 x 190) dopo il 1510 a partire, secondo alcuni, dal celebre autoritratto del maestro.