La numismatica: una libertà da apprezzare, non un metro per giudicare

La passione per le monete si esprime in un mondo variegato in cui convivono studi e collezionismo ai massimi livelli con il piacere della divulgazione e coniazioni "emozionali" che guiardano al futuro

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di Roberto Ganganelli | Di rado come stamattina, sotto un bel sole che va e viene fuori dalle finestre del mio ufficio, portato e nascosto da nuvole in viaggio sulle ali di una tramontana ancora pungente, mi sono trovato a riflettere sugli “opposti”, stimolato sia da un articolo apparso appena oggi online su Cronaca (dal titolo Inutile tentare di scappare… Sei in trappola!, leggi qui) che da una nuovissima rivista scientifica, dal titolo Progresso numismatico, il cui primo numero è stato pubblicato a Bari, per i tipi della Società mediterranea di metrologia numismatica, nello scorso mese di ottobre.

A dirigere il periodico, di cui probabilmente verrà realizzato un volume l’anno, in tiratura limitata e fuori commercio, è Giuseppe Ruotolo che è anche presidente della Società stessa (si veda il sito a questo indirizzo per maggiori informazioni) e, da pochi mesi, di nuovo a capo anche dell’Accademia Italiana di Studi Numismatici.

Ma torniamo alla moneta Trapped che, al pari di altri prodotti numismatici di CIT e di altre compagnie del settore novità, sublima un concetto che negli ultimi anni ha sconvolto il collezionismo. Fino a qualche decennio or sono, infatti, la maggioranza degli appassionati si dedicava a monete del passato, remoto o più recente, a collezioni per paese, tematiche, alle commemorative – rotonde e monometalliche, quindi assai “tradizionali” – che periodicamente venivano messe sul mercato dalle zecche di Stato. Soggetti principali: anniversari di istituzioni e fatti di storia patria, ricorrenze di nascita o morte di personaggi illustri, omaggi a capolavori artistici o architettonici, al massimo alle principali manifestazioni sportive, dalle Olimpiadi alla FIFA Cup.

Da alcuni anni, invece, si è passati – per quanto riguarda le novità, anche di zecche più “prudenti” come quelle dell’area italiana – all’implementazione di concetti completamente diversi. Intanto, quello di instant coin che, se vogliamo, non è affatto una novità. Accade qualcosa di grande rilievo e, nel minor tempo possibile, si coniano una o più monete a ricordo di quel fatto (vedi la vittoria della Coppa del mondo di calcio italiana nel 2006 ma anche, duemila anni prima, il trionfo di un imperatore qualunque di ritorno a Roma dopo una campagna militare vittoriosa).

C’è poi lo sperimentalismo sul design, sulle tecniche e i materiali di realizzazione, sul mix tra metalli differenti o addirittura con elementi materici mai visti prima sulle monete (almeno, su quelle che taluni considerano “degne di questo onorato nome”): parlo delle monete con applicazioni non solo di colori o elementi in metalli diversi, quanto – ad esempio – di gemme, frammenti di roccia, decori in cristallo se non addirittura in tessuto o cartone colorato. In questi anni, ne abbiamo viste di tutti i colori e, lo ammetto, varie di queste emissioni le ho trovate io stesso esageratamente “innovative”, rivolte troppo al marketing o allo sfruttamento di brand come quelli di aziende del lusso o di personaggi del cinema e dei fumetti.

Esiste però, secondo me, una via di mezzo assolutamente eccellente e positiva per la numismatica e il suo futuro: si tratta di quella che definirei “moneta emozionale” e – tanto per intenderci – mi riferisco proprio a Trapped di Cook Islands come ad altre coniazioni in cui il passo mentale compiuto dal designer – e impresso nella materia, metallo o altro che sia – è quello di passare da un semplice “oggetto” (per quanto comunicatore di valori, storia, arte ecc.) ad una “astrazione”, ad un “concetto” che interiorizza la moneta nella persona, suscita una gamma inattesa di sensazioni ed emozioni, spinge all’acquisto non tanto con lo spirito del “tappare un buco vuoto” nell’ennesimo vassoio – oh, che ansia! – quanto di collocare un nuovo oggetto, una sorgente di meraviglia, nella propria personale wunderkammer.

Vi chiederete a questo punto: cosa c’entra Progresso numismatico. Pubblicazione analitica di monete medaglie e libri (interamente occupato, nel primo numero, da un approfondito e ponderoso saggio di Giuseppe Ruotolo sulla bibliografia numismatica merovingia) con le “monete emozionali” che vengono emesse a migliaia e acquistate a milioni nel mondo?

Semplice, basta alzare gli occhi di nuovo al titolo di questo editoriale, ossia – a prescindere da quale si voglia considerare il “dritto” e quale il “rovescio” – a considerare come la moneta, e con essa la numismatica, diano ancora vita ad un mondo variegato e di grande interesse, ad uno spazio di libertà che ospita senza giudicare (o, almeno, non dovrebbe farlo), sia la ricerca storica, economica, artistica più certosina quanto le espressioni che, in una società sempre più senza moneta concreta, proprio a quel millenario e affascinante oggetto fanno guardare con stupore tante persone che, ormai, nemmeno degnano più di uno sguardo gli spiccioli che portano in tasca.