Sono appena stati i pubblicati i decreti di emissione di altre quattro monete italiane 2026, che arricchiscono una collezione numismatica già molto articolata di cui vi abbiamo parlato in anteprima nei giorni scorsi (cliccate qui). E la prima emissione – di cui, peraltro – vi avevamo già anticipato il tema – celebra gli 80 anni della Repubblica Italiana e della prima volta in cui, nel nostro paese, anche le donne ebbero diritto di voto.
Gli 80 anni della Repubblica e del suffragio universale
Era il 2 giugno del 1946, infatti, quando il referendum istituzionale per la scelta fra monarchia e repubblica vide ammesse alle urne circa 13 milioni di donne contro 12 milioni di uomini. Da allora, la componente femminile della popolazione italiana ebbe diritto al voto sia attivo che passivo, accedendo nel tempo fino alle massime cariche istituzionali (presidenza della Repubblica esclusa, almeno fino a ora).
Un’oncia d’argento fior di conio (mm 38,61 per g 31,104 a 999 millesimi, bordo liscio) con valore nominale di 6 euro celebra questa ricorrenza con un elegante dritto sul quale, al centro, è raffigurata una Italia giovane con le braccia aperte che tiene nella destra la stella dell’emblema della Repubblica italiana, dalla quale si sprigionano raggi di luce simboli di grandezza.


Un omaggio tutto al femminile per la ricorrenza degli 80 anni della Repubblica Italiana
La figura dell’Italia è rappresentata all’interno di un cerchio e di un quadrato che simboleggiano cielo e terra, stabilità e forza. Nel giro sono poste le scritte 80° ANNIVERSARIO e REPUBBLICA ITALIANA. In basso la firma dell’autrice Silvia Ciucci.
Evocativo ed armonico anche il rovescio: al centro sono rappresentanti volti di tre donne di tre generazioni diverse con a destra la stella della Repubblica italiana dalla quale si irradiano raggi di luce, immagine che evoca la conquista del diritto al voto. Nel giro le iscrizioni FORZA DI DONNA e LUCE DI GIUSTIZIA, rispettivamente, a sinistra e destra. Nel giro in alto l’iscrizione «DIRITTO DI VOTO, in basso le date 1946 e 2026 separate da una bilancia simbolo di giustizia sociale. A sinistra in basso il valore nominale 6 EURO, a destra la R segno della zecca di Roma.
È per il Colosseo la 25 euro “peso massimo” del 2026
Torna, dopo l’emissione dello scorso anno dedicata a Michelangelo, anche la maxi moneta in argento fior di conio (mm 80 per 1 kg di peso a 999 millesimi, bordo rigato) che quest’anno ha come soggetto l’Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto come Colosseo, simbolo principe della Roma imperiale di ieri e dell’intera Italia nel mondo.


Un Colosseo di eterna bellezza e fascino per il chilo d’argento da 25 euro del programma 2026
Affidata all’artista Antonio Vecchio, la 25 euro ci mostra una dettagliata raffigurazione del Colosseo sul dritto, con le sole indicazioni del paese di emissione, della data, della zecca e dell’autore, mentre il campo del rovescio ospita un’altrettanto minuziosa veduta in pianta dell’anfiteatro mentre sullo sfondo è rappresentata una piantina di Roma antica con, in evidenza, la rete delle vie consolari. Nel giro in alto è posta la scritta COLOSSEO – ANFITEATRO FLAVIO mentre in basso si legge ROMA. A destra 25 EURO, valore nominale della moneta.
Una notte all’opera con Verdi e un inedito Falstaff
Tra le quattro monete italiane appena decretate anche un omaggio a Giuseppe Verdi, scomparso 125 anni fa. La moneta proof con elementi colorati ha nominale di 5 euro ed è in argento (mm 26,3×25,0, g 18 a 925 millesimi, bordo liscio) e sul dritto raffigura l’interno del Teatro dell’Opera di Roma con, in alto, il suo logo.
Tutto intorno, una cornice che richiama festoni e decorazione d’epoca. In alto la data 2026. Ai lati la scritta REPUBBLICA, sulla sinistra, e ITALIANA sulla destra. In basso la firma dell’autrice della moneta, Silvia Ciucci.


Omaggio a Verdi, al Teatro dell’Opera di Roma e al Falstaff in argento e a colori
La stessa Silvia Ciucci, sul rovescio, ha creato una personale, intrigante versione di una possibile locandina per l’opera Falstaff di Giuseppe Verdi, andata in scena alla Scala di Milano nel 1893. Anche questa parte colorata è racchiusa in una cornice decorata con, ai lati, il valore CINQUE a sinistra ed EURO a destra. In basso il segno di zecca R.
L’Aquila risorta, Capitale italiana della cultura 2026
Funestata nel 2009 da un terremoto ha causato 309 vittime, oltre 1600 feriti e circa 80 mila sfollati – senza contare più di 10 miliardi di euro di danni – la città de L’Aquila è protagonista dell’ultima fra le quattro monete italiane che vi presentiamo. Il capoluogo abruzzese, infatti, quest’anno è Capitale italiana della Cultura, ruolo al quale, come ormai tradizione, IPZS rende omaggio con una moneta in rame fior di conio da 5 euro (mm 32, g 5,00, bordo rigato) affidata al maestro Uliana Pernazza.
Il monumento simbolo della città, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, campeggia sul dritto nella bella composizione di un prospetto della facciata e di un particolare del maestoso rosone. L’iscrizione REPUBBLICA ITALIANA e il nome dell’autrice U. PERNAZZA completano il tutto.


La moneta di Uliana Pernazza dedicata a L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026
Al rovescio un’altra icona d’arte della città abruzzese, un particolare della Fontana delle novantanove cannelle con le iscrizioni CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA, il nome L’AQUILA, valore, segno di zecca e data di emissione.
Le quattro monete italiane che vi abbiamo appena descritto non completano ancora il programma numismatico 2026 che MEF e IPZS hanno messo a punto e come sempre vi informeremo in anteprima su ogni altra novità. Nel frattempo, se volete approfondire le altre emissioni tricolori dell’anno vi basta leggere i nostri precedenti articoli cliccando qui.





































