Criticare un’istituzione del settore, mettendo il dito nella piaga di cosa non va nei premi COTY (Coin of the Year) è sempre un azzardo. Tuttavia, abbiamo ricevuto numerose lettere da appassionati di numismatica che si dichiaravano favorevoli a una riforma del contest COTY. Ne pubblichiamo due a titolo esemplificativo: sono quelle che analizzano più nel dettaglio le problematiche del premio e offrono ulteriori riflessioni rispetto all’articolo originale Cosa non va nei premi COTY? Qualche suggerimento per una riforma. Entrambe provengono da dirigenti esperti e ben inseriti nel settore numismatico.

 

Il parere di Antonello Galletta, patron di Power Coin


Scrive Antonello Galletta, di Power Coin: “Ho appena letto il vostro articolo e desidero congratularmi con voi. Concordo pienamente con ogni singola parola che avete scritto. Abbiamo vissuto questa situazione in prima persona più volte. Alcune delle nostre monete più innovative e belle sono state nominate, ma alla fine i premi sono andati ai “soliti noti”.

Facciamo solo un esempio: la nostra prima candidatura al premio Coin of the Year è arrivata proprio con la nostra prima moneta: la moneta da 5 dollari delle Isole Cook Nano Sistine Chapel del 2012. Questa moneta incorporava un nanochip. Osservando attraverso una lente d’ingrandimento – o meglio ancora al microscopio – è possibile ammirare l’intera Cappella Sistina con una straordinaria ricchezza di dettagli su una superficie grande più o meno quanto un’unghia.

 

Antonello Galletta, imprenditore nel settore numismatico con la sua compagnia Power Coin

 

La moneta è stata candidata nella categoria Most innovative coin. Tuttavia, il premio è stato assegnato a una moneta dedicata ai dinosauri, di fattura piuttosto semplice e realizzata dalla Royal Canadian Mint con vernice luminescente: una tecnologia nota sin dagli anni ’70 e già impiegata in precedenza su altre monete, come ad esempio quella dedicata al faro emessa da CIT nel 2006.

Quando si parla di design, comprendo che i giudizi possano essere soggettivi e influenzati dal gusto personale. Tuttavia, ritengo che, trattandosi di tecnologie innovative, i criteri di valutazione dovrebbero essere più oggettivi e chiaramente definiti. Per fare un paragone semplice: sarebbe come confrontare un fax con uno smartphone. Il gusto personale può influenzare la preferenza estetica, ma non dovrebbero esserci dubbi su quale dei due dispositivi rappresenti una maggiore innovazione tecnologica.

Una forte domanda da parte dei clienti, un rapido esaurimento delle scorte e l’aumento dei prezzi sul mercato secondario sono, naturalmente, la prova migliore del successo di una moneta tra i collezionisti. Ciononostante, è un peccato che un premio destinato a celebrare l’eccellenza del settore perda così tanta credibilità. Grazie ancora per questo articolo e per i numerosi altri contributi eccellenti che pubblicate; li leggo sempre con grande piacere”.

 

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La moneta con nano chip dedicata alla Cappella Sistina da Cook Islands nel 2012 e candidata ai COTY per la sua tecnologia innovativa

 

Una lettera firmata rrivata tramite la piattaforma LinkedIn


“Desidero congratularmi sinceramente con lei per aver avuto il coraggio di affrontare pubblicamente un tema noto a molti nel settore, ma di cui pochi parlano apertamente. A mio avviso, il concorso ha raggiunto un punto in cui non può più essere preso sul serio. Esso sminuisce il lavoro di numerose aziende e artisti che hanno investito anni nella ricerca e nello sviluppo di nuovi progetti, tecnologie e concetti artistici innovativi, per poi vedere i propri risultati completamente ignorati.

Nel corso degli anni ho contattato più volte gli organizzatori per mettere in discussione alcune decisioni e condividere le mie osservazioni. Ho persino offerto il mio aiuto, in particolare nella selezione delle monete per categorie come l’innovazione tecnologica, dove alcune delle caratteristiche spacciate per innovative erano state introdotte già 10 o addirittura 15 anni prima. Purtroppo, non ho mai ricevuto una risposta soddisfacente alle mie perplessità o proposte.

So di non essere il solo: diversi colleghi del settore hanno condiviso esperienze e frustrazioni analoghe. Per questo motivo ho trovato il suo articolo particolarmente importante e coraggioso. Qualcuno doveva finalmente dire come si è ridotto questo concorso e quanto scarso sia il riconoscimento riservato al reale impegno e ai risultati di tanti professionisti di talento del nostro settore.

Le sono molto grato per aver intrapreso questa iniziativa e per aver reso pubbliche tali preoccupazioni. Ancora complimenti per l’eccellente articolo, il suo impegno a favore della numismatica e, soprattutto, per il coraggio dimostrato nell’affrontare un tema così delicato.

Spero vivamente che il suo articolo possa stimolare cambiamenti significativi e contribuire a ripristinare la credibilità e l’integrità che un concorso come il Coin of the Year dovrebbe rappresentare. Tra l’altro, non credo che una soluzione basata sul voto pubblico sia molto più credibile. È facile da manipolare. Ricevo regolarmente messaggi da aziende e amici che mi chiedono di votare per le loro monete; a volte mi inviano persino elenchi dei contributi che vorrebbero vedermi sostenere.

Alla fine, si trasforma più in una gara di popolarità in cui spesso vince chi riesce a mobilitare più voti, anziché chi ha svolto un lavoro che merita davvero riconoscimento. A mio avviso, abbiamo bisogno di qualcosa di completamente nuovo e indipendente, libero da interessi finanziari, come lei ha giustamente osservato. Credo che solo così si possa creare un concorso davvero credibile e rispettato”.