Assomma a 934 monete romane d’argento – per la precisione, dei denari per un peso di circa 3,1 chilogrammi – il nuovo tesoro rinvenuto in Germania nel 2025 e di cui le autorità archeologiche hanno dato notizia solo di recente, dopo aver completato le ricerche nell’area di rinvenimento e i primi studi sui materiali.
Ad imbattersi nell’interessante insieme di monete un archeologo dilettante, tale Oliver Reidl che, con l’ausilio del suo metal detector stava esplorando un terreno nei pressi di Wesserling, a sud di Colonia quando un inconfondibile segnale gli ha fatto ipotizzare la presenza di una consistente massa metallica nel sottosuolo.

Le 934 monete romane d’argento di Wesserling, in Germania, sono l’insieme più consistente di esemplari romani del I-II secolo che si sia stato rinvenuto nel paese
Quando sono emersi i primi denari, il rinvenitore non pensava che alla fine sarebbero state rinvenuto ben 934 monete d’argento romane: si è limitato ad avvisare le autorità e a lasciare che l’Ufficio per la conservazione del patrimonio archeologico della Renania facesse il resto del lavoro fino a rimettere insieme quello che è considerato il più importante tesoro monetale del II secolo ritrovato in Germania.
La moneta più recente del tesoro risulta coniata nel 124/125 d.C., il che fa supporre che la sepoltura del ripostiglio sia avvenuta durante il regno dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.). Tuttavia, quasi tutte le monete sono anteriori e coniate durante la dinastia Flavia (69-96 d.C.), quindi gli archeologi ritengono che il tesoro sia stato raccolto intorno al 100 d.C. e poi sepolto due o tre decenni dopo insieme a quella singola moneta coeva.
Le 934 monete romane d’argento sarebbero state sepolte intenzionalmente, con ogni probabilità per mettere al sicuro una considerevole quantità di denaro, e il tesoretto – con i frammenti del vaso che lo conteneva – è stato presentato al pubblico al LandesMuseum di Bonn dove è ora esposto.

Le monete romane del tesoretto di Wesserling sono state esposte, assieme ai resti del contenitore che le ha celate per diciannove secoli, al museo di Bonn
Per quanto riguarda il valore tesaurizzato, secondo l’archeologa Rahel Otte nel II secolo un legionario romano guadagnava circa 300 denari all’anno, dei quali la metà veniva trattenuta per vitto ed equipaggiamento. Per risparmiare oltre 900 denari, dunque, un soldato avrebbe quindi impiegato almeno sei anni.
Come spesso accade, poi, il proprietario delle monete non le ha mai recuperate. Erich Classen, impegnato nello studio delle 934 monete romane d’argento, ipotizza che il proprietario possa essere morto prima di recuperare il tesoretto, senza trasmettere ad altri alcuna informazione sul luogo di occultamento.
Interessante il contesto geografico della scoperta dal momento che la località di Wesseling si trova a sud dell’attuale Colonia, per secoli uno degli snodi strategici della presenza romana lungo il Reno, frontiera fondamentale dell’Impero difesa anche da una flotta di speciali navi leggere (approfondisci qui). Non a caso, da uno degli insediamenti militari romani della regione sarebbe sorta Colonia Agrippina, l’odierna città di Colonia.





































