Il World Gold Council ha diffuso da poco i dati sulla domanda di oro nel secondo trimestre 2026 a livello globale che, si sottolinea innanzi tutto nel report, inclusi investimenti e variazioni delle scorte si è mantenuta stabile a 1269 tonnellate. Ciò ha portato la domanda del primo semestre dell’anno a 2522 tonnellate (con un +2% su base annua).

 

Lingotti e monete stabili, ETF in contrazione


Gli investimenti in lingotti e monete nel secondo trimestre sono rimasti stabili su base annua a 307 tonnellate. Questo dato segnala una sorta di “normalizzazione” della domanda dopo due trimestri straordinariamente positivi. E non poteva essere altrimenti.

Gli ETF garantiti dall’oro, invece, hanno subito pressioni di vendita nel secondo trimestre. Le riserve globali sono diminuite di 45 tonnellate nel corso del trimestre, a causa dei deflussi combinati dai fondi quotati in Nord America e in Asia.

 

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Bene le banche centrali, soffre la gioielleria


Proseguendo nell’analizzare i settori della domanda di oro nel secondo trimestre 2026 si nota invece che le banche centrali hanno effettuato acquisti significativi di metallo prezioso. Dopo un notevole rallentamento nel primo trimestre, gli acquisti da parte di questi grandi soggetti istituzionali si sono ripresi bruscamente, raggiungendo livelli tipici degli ultimi quattro anni.

Per contro, guardando l’oro come materia prima del settore gioielleria – che applica un forte sovrapprezzo alla già elevata quotazione del metallo – la domanda di manufatti in oro nel secondo trimestre è stata la più bassa dall’inizio della pandemia, attestandosi ad appena 278 tonnellate a livello mondiale. In confronto, la spesa per gioielli in oro è aumentata del 14% su base annua, raggiungendo i 40 miliardi di dollari.

 

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Un trimestre stabile e alcune prospettive possibili


L’offerta totale di metallo prezioso è rimasta invariata su base annua. Un aumento del 2% della produzione mineraria nel secondo trimestre ha compensato un calo del 6% su base annua dell’oro proveniente da recupero, dovuto al calo dei prezzi dell’oro rispetto al trimestre precedente, che ha scoraggiato la vendita di vecchi gioielli.

In prospettiva, il World Gold Council prevede che gli investimenti rappresenteranno la principale fonte di crescita della domanda per il resto del 2026, sostenuti in misura crescente dagli acquisti asiatici. Anche le banche centrali dovrebbero rimanere acquirenti significativi. I prezzi elevati continueranno a pesare sui volumi di vendita di gioielli, ma susciteranno solo una reazione contenuta da parte della produzione mineraria e del riciclo.