La storia del quattrino di Innocenzo XI per Gubbio con Gesù Bambino nel gesto della benedizione | Un errore d’incisione che oggi non sarebbe stato così grave

 

di Roberto Ganganelli | Correva l’anno terzo di pontificato di Innocenzo XI Odescalchi (1676-1689) quando dalla zecca di Gubbio, al tempo attivissima nella produzione di moneta piccola per gli Stati Pontifici, uscivano dei bei quattrini con al dritto lo stemma papale e al rovescio la Madonna, con in braccio Gesù benedicente.

Peccato, è il caso di dirlo, che il Bambino tenesse sollevata, nel gesto della benedizione, non la mano destra ma la sinistra. Un fatto che venne subito notato e, tra l’imbarazzo dei responsabili dell’officina monetaria e magari qualche minaccia di anatema da parte del clero locale, portò ad un frettoloso ritiro della monetina ritenuta in qualche modo “eretica”.

Quel quattrino, di cui tuttavia parte del coniato rimase in circolazione, è diventato così una delle piccole, interessanti rarità della numismatica dei papi arrivando a superare in asta, in conservazione pur solo BB, anche i 200 euro di prezzo.

Tuttavia, se un errore di incisione del genere fosse capitato oggi, non avremmo avuto di che stupirci. Infatti, se non ci sono impedimenti, il Caeremoniale Episcoporum, in uso nella Chiesa cattolica di rito latino, descrive, dal paragrafo 167 al 169, le modalità della benedizione, che deve avvenire con la mano destra, considerata – nell’antica tradizione biblica – appartenente alla “parte nobile” del corpo.

È ovvio che alla norma generale ci possano essere eccezioni. Se un sacerdote non può usare la destra, benedice con la sinistra, così come un sacerdote astemio è dispensato dal bere il vino dal calice eucaristico. Inoltre, anche la benedizione con la sinistra ha dei precedenti. Già nell’Antico Testamento, Giobbe benedice i figli di Giuseppe con la sinistra mentre in tempi più recenti, Giovanni Paolo II, quando si lussò la spalla destra nel novembre 1993, usò per alcune settimane la sinistra, anche per le benedizioni.

Simili “eccezioni”, tuttavia, non potevano essere considerate accettabili alla fine del Seicento; fu così che gli incisori della zecca di Gubbio misero mano – destra o sinistra, chissà – alla realizzazione di un nuovo tipo di quattrino sul cui rovescio Gesù Bambino, stavolta senza alcun rischio, abbraccia teneramente la Vergine.