di Roberto Ganganelli | Aveva lo stesso titolo, Ars Metallica, la grande mostra che nel 2008, nel complesso dell’Altare della Patria, celebrò il secolo di vita della Scuola dell’Arte della Medaglia. Oggi, a due lustri di distanza, quella scuola d’eccellenza che il mondo ci invidia esiste ed opera ancora sfornando ogni anno giovani diplomati, ricevendo riconoscimenti da tutto il mondo e operando in stretta collaborazione con le Istituzioni dello Stato, per le quali è chiamata a ideare medaglie speciali, talvolta carte valori, oggetti di rappresentanza e premiali.

Era giusto perciò che i mesi a cavallo tra il 2018 e il 2019, in una sorta di nuovo ponte ideale verso il futuro, celebrassero la SAM nel 110° anniversario dalla sua fondazione. E lo si è fatto con una originale mostra che, inaugurata il 5 dicembre scorso, rimarrà visitabile da parte delle scuole fino al 5 marzo, salvo proroghe.

In alto a s. lo storico orologio con statue che orna la ex Zecca di via Principe Umberto a Roma; in basso a s. lezione di disegno dal vero agli albori della SAM, circa un secolo fa; in basso a d. la medaglia di Attilio Motti del 1927 con il prospetto completo della Zecca

A rendere affascinante e inedito il percorso espositivo è, innanzi tutto, il fatto che il Poligrafico e Zecca dello Stato abbia deciso per la prima volta di aprire al pubblico le porte delle ex officine all’Esquilino con un allestimento che si snoda tra antichi macchinari, strumenti, sculture e installazioni multimediali che tracciano la storia della Zecca ed espongono le produzioni della Scuola dell’Arte della Medaglia fondata nel 1908.

Storia, cultura, sapienza artistica e rinascita urbana. È su queste quattro direttrici che nasce e si sviluppa Ars Metallica, la materia, la tradizione e la creatività contemporanea, la mostra in cui si coniugano “la materia, la tradizione e la creatività contemporanea” e che rappresenta anche l’occasione per entrare all’interno di un tesoro architettonico nel cuore di Roma che sta rinascendo. Per il complesso di via Principe Umberto sarà infatti realizzato un progetto di riqualificazione che è in fase di definizione definito attraverso un concorso di progettazione internazionale. Nel 2023 l’edificio sarà così riconsegnato alla città, ai romani e al quartiere rinnovato ma conservano i valori di un luogo che ha contribuito a definire l’identità non solo di Roma ma del nostro Paese; proprio lì, infatti, ha preso forma la moneta nazionale e da fabbrica ormai abbandonata diverrà uno spazio di archeologia industriale vivo e aperto.

La modernità dell’allestimento di “Ars Metallica” è testimoniata dalla collocazione e illuminazione dei macchinari negli ex locali di produzione, dalla rievocazione di grandi progetti come la copia del Marco Aurelio e da proiezioni multimediali che rievocano le attività di conio durante i decenni di attività dello stabilimento

Sei sale storico-didattiche sono a disposizione dei visitatori di Ars Metallica dal titolo, rispettivamente, di Lo sguardo sulla moneta; La coniazione; La fonderia e la fusione d’arte; La pressa monetaria Taylor; la sala multimediale Saper fare e la sala dedicata alla mostra Ars Metallica. Ogni ambiente conduce il visitatore nelle atmosfere e nei luoghi della Zecca.

L’amministratore delegato, Paolo Aielli ha sottolineato con forza che “i contenuti ed il luogo della mostra Ars Metallica, nell’edificio che ha ospitato la prima Zecca dello Stato unitario, sono la migliore testimonianza dell’impegno del Poligrafico per il recupero e la valorizzazione del patrimonio artistico e tecnologico della coniazione e, quindi, della moneta simbolo e segno di un valore garantito dallo Stato; questo impegno di tutela della memoria si coniuga perfettamente con il lavoro che oggi il Poligrafico svolge per lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente innovative per l’anticontraffazione di monete e documenti per l’identità fisica e digitale”.

Il “saper fare” di ieri e di oggi: in alto a s. una selezione di gessi, medaglie, filigrane; in alto a d. una bellissima medaglia francescana di Filippo Sgarlata; in basso a s. la bella medaglia calendario 2018 opera di Sandra Deiana; in basso a d. le solenni medaglie premio per i Mondiali di nuoto tenuti a Roma nel 2009

Il presidente di IPZS, Domenico Tudini, invece, ha posto l’accento sul fatto che – come tante vole ama ripetere la direttrice della SAM Rosa Maria Villani, anche curatrice della mostra – che “il percorso racconta la storia e le caratteristiche del ‘saper fare’ che da sempre caratterizzano l’attività del Poligrafico. E lo da nel luogo simbolo dove, per l’Italia, ha preso forma per tanto tempo la moneta, uno degli elementi distintivi dell’identità del Paese”. Ma, a questo punto, è venuto il momento di approfondire le sezioni della mostra.

La Fonderia e la Fusione d’Arte | È una installazione realizzata all’interno della ex fonderia della Zecca, un luogo magico che conserva e trasmette il racconto del mito di Prometeo che rubò il fuoco al cielo per donarlo agli uomini. Alla fine degli anni ‘90 la Scuola dell’Arte della Medaglia e la Zecca hanno realizzato la copia del monumento di Marco Aurelio, con un lavoro importante che ha rappresentato l’unione del sapere antico con la tecnologia e la scienza moderne. In questa installazione si evoca la maestosità del monumento, il lavoro del fuoco, delle forme e della realizzazione plastica. Gli elementi, tratti dalle forme di fusione, ossia il volto dell’Imperatore, la testa del cavallo e il braccio destro di Marco Aurelio nel gesto oratorio sono metafora dell’arte della scultura e del metallo. Sul forno fusorio, collocato nella posizione originaria del 1911, viene proiettata la ricostruzione 3D del processo di fusione. Un fondale riproduce le fasi di lavoro dal modello plastico all’assemblaggio del monumento in bronzo.

In alto a s. il maestro Laura Cretara con l’amministratore delegato e il presidente di IPZS, Paolo Aielli e Domenico Tudini; in alto a d. la direttrice della SAM e curatrice della mostra, la professoressa Rosa Maria Villani; in basso a s. il primo docente di incisione della SAM, Luigi Giorgi (1848-1912); in basso a d. due modelli per monete di Laura Cretara

Ars Metallica | La sala si siìviluppa come ambiente espositivo diviso in tre sezioni nelle quali si ripercorre la storia dell’edificio e della Scuola dell’Arte della Medaglia con le opere della collezione storico-didattica che in 110 di attività la Scuola ha raccolto e conservato. Nella prima parte La Zecca dell’Italia unita e l’istituzione della Scuola dell’Arte della Medaglia, la fabbrica, gli artisti e i giovani allievi si racconta la costruzione dell’edificio della Zecca italiana nella capitale del Regno attraverso le opere di artisti e di docenti della Scuola. La sezione ospita anche le opere degli allievi formati nella scuola nei primi anni di attività: Publio Morbiducci, Aurelio Mistruzzi, Bernardo Morescalchi e tanti altri. Un focus particolare è riservato al pantografo tridimensionale Janvier, recentemente restaurato, acquisito dalla Zecca nei primi anni del ‘900, strumento che ha rivoluzionato la creazione artistica delle medaglie e monete.

La seconda parte, La Repubblica italiana, il racconto della nazione e nuove visioni, la Scuola dell’Arte della Medaglia, tradizione e innovazione, Laura Cretara, l’arte e nuove idee, è dedicata agli artisti che hanno raffigurato la Repubblica italiana in medaglie e in monete e allo sviluppo della Scuola dell’Arte della Medaglia, la cui evoluzione a partire dalla fine degli anni Settanta ne ha determinato la realtà attuale. Viene valorizzata in particolare l’arte di Laura Cretara, prima donna incisore in Italia e direttore della Scuola dal 1976 al 2004 che ha contribuito allo sviluppo e l’ampliamento delle attività della SAM.

Laminatrici, godronatrici, presse e contatrici: sono solo alcuni esempi del patrimonio di arcehologia industriale e teconologica che, ancora oggi, IPZS conserva nel Museo della Zecca e che, in parte, sono esposte nel percorso di “Ars Metallica”

L’ultima parte è dedicata alla realtà attuale: “Scuola dell’Arte della Medaglia, il ‘saper fare’ come ricerca e risorsa”. In questa sezione sono esposti i lavori realizzati negli ultimi anni, progetti destinati alla produzione e attività di ricerca artistico-didattica. In questa sezione sono presenti anche espositori ispirati alla funzione del tavolo da lavoro con i materiali, progetti, strumenti e artefatti: l’incisione, la modellazione, la formatura, la glittica, l’incisone calcografica, l’incisione di pietre dure, lo smalto a grande fuoco, lo sbalzo e cesello, la modellazione in cera, il restauro. Tutto ciò per mostrare il “saper fare” nella fase realizzativa, la cultura di progetto e i mestieri nei quali la perizia tecnica si realizza attraverso la produzione-creazione di un oggetto.

La pressa monetaria Taylor | Nell’ambiente industriale dedicato allo smistamento dei materiali e delle merci è esposta una pressa monetaria, la Taylor & Challen degli anni Cinquanta che ha operato fino alla fine degli anni Settanta. Una macchina imponente che coniava 100-120 monete al minuto (a fronte delle presse attuali che realizzano 750-800 pezzi al minuto) e che vuole rappresentare la suggestione e la maestrosità del lavoro di coniazione: il tappeto sonoro richiama i suoni della pressione dei conii sui tondelli e l’atmosfera dell’officina che porta a compimento il processo di produzione di una moneta oppure di una medaglia.

A s. la facciata della ex Zecca di via Principe Umberto come appare oggi: entro il 2023 sarà completamente riqualificata. A d. Una veduta d’insieme del salone principale del percorso di “Ars Metallica” che rimane aperta fino al prossimo 5 marzo

Il saper fare | Nell’ultimo ambiente un’installazione mostra l’operatività e la magia dei processi artistici della Scuola: un grande velario percorribile e fluttuante al centro della sala ospita immagini in movimento che ci immergono nel “saper fare”. “Mani che operano – sottolinea, appassionata, la direttrice della SAM Rosa Maria Viallini – materia che si trasforma, strumenti dell’arte che coinvolgono lo spettatore in uno spazio immersivo. A completare l’allestimento, alcune macchine utensili adibite alla produzione: una cesoia, un pantografo piano per incisioni, un tagliolo per metalli, una macchina contatrice, tutti strumenti che idealmente collegano, anche in questo ambiente, l’arte con il processo di officina”. Completa in bellezza la mostra Ars Metallica e ne fa compendio per il futuro uno splendido catalogo illustrato di grande formato del quale vi presenteremo a breve una recensione.

Per ragioni di accessibilità, salvo aperture straordinarie la mostra Ars Metallica è visitabile solo il mercoledì e il venerdì su prenotazione scrivendo una mail a info@arsmetallica.it o telefonando al 342 .0049743. Al momento della visita è preferibile portare con sé prova cartacea o biglietto digitale da mostrare all’ingresso. Si ricorda che, nei due giorni di apertura, l’ingresso riservato alle scuole: dalle ore 10 alle 11 (primo turno) e  dalle ore 11 alle 12 (secondo turno). L’ingresso al n. 4 di via Principe Umberto a Roma è gratuito ed consentito solo con un documento valido.

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