Spigolature sulla zecca fiorentina e i suoi incisori in epoca lorenese

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Dai documenti d’archivio, alcune spigolature sulla zecca fiorentina e, in particolare, sulla famiglia Siries

a cura della redazione | Nel prezioso lavoro di Arrigo Galeotti Le monete del Granducato di Toscana l’autore si occupa, come è noto agli appassionati, anche dell’attività svolta dagli incisori presso la zecca di Firenze.

Francescone in argento dal 1771 (mm 41, g 27,35) inciso da Luigi Siries
Francescone in argento dal 1771 (mm 41, g 27,35) inciso da Luigi Siries

Con le brevi notizie che seguiranno ci soffermeremo soltanto su alcuni nomi di incisori citati dal Galeotti, con particolare riferimento a quelli appartenenti alla famiglia Siries e a Giovanni Zanobi Weber, per cercare di approfondire, almeno in parte, alcuni punti ancora oggi interessanti e non del tutto chiari.

Durante il Governo di Francesco II di Lorena, oltre a Luigi Siries (periodo monetazione 1747-1765 circa) l’autore, a p. 364, scrive: “anche un altro artista prestò in questi anni l’opera sua alla zecca, Giovanni Zanobi Weber il quale eseguì il conio del tallero, ma evidentemente ciò avvenne per particolare e straordinario incarico ricevuto, così come successivamente per il Granduca P. Leopoldo poiché non risulta la sua appartenenza ordinaria alla zecca […]”.

Gettone in ottone del 1785 (mm 34, g -) per l'Accademia di Belle Arti di Firenze con monogramma LS
Gettone in ottone del 1785 (mm 34, g -) per l’Accademia di Belle Arti di Firenze con monogramma LS

Per il periodo di Pietro Leopoldo (1765-1790) si legge invece che (pp. 383-384): per la morte di Luigi Siries o comunque per la sua cessata attività, un figlio o congiunto il cui nome cominciava ugualmente con la lettera ‘L’ (forse anche dello stesso nome) gli succedette nell’ufficio di incisore probabilmente dall’inizio del governo di Pietro Leopoldo”.

Inoltre, a p. 434, per le monete di Lodovico I di Borbone (1801-1803) si legge “I pochi coni delle monete d’argento di Lodovico I  furono incisi da L.(?) Siries come da consueta sigla e solo il gettone venne eseguito da Carlo Siries (forse) figlio dell’incisore “ufficiale”.

Carlo Siries tenne l’ufficio di incisore dall’inizio della restaurazione di Ferdinando II (1814-1824) e poi sotto Leopoldo II (1824-1825) come asserisce Galeotti a p. 434 L.(?) Siries risulta ancora attivo alla data del 1812.

Medaglia in stagno (mm 47,0, g 36,2) del 1803 a nome di Carlo Ludovico con reggenza di Maria Luigia
Medaglia in stagno (mm 47,0, g 36,2) del 1803 a nome di Carlo Ludovico con reggenza di Maria Luigia

Trascriviamo qui sotto, dal documento della zecca con data 16 dicembre 1794, il ruolo delle provvisioni da pagarsi ai ministri e lavoranti nella zecca per il mese in questione (regnando Ferdinando III). Tra i ministri troviamo:

  • Direttore Francesco Grobert Provv. Lire 363.6.8
  • Pesatore Legale Massimiliano Soldani  “  “ 56.=.=
  • Computista Leopoldo Chirici “ “ 140.=.=
  • Aiuto Comp. Gius. Guarducci “ “ 100.=.=
  • Apprendista Leopoldo Grobert  “  “ =.=.=
  • Maestro dei Lavori Fir. Traversagnoli “ “ 200.=.=
  • Aiuto del suddetto Leopoldo Ceccherini “ “ 116.13.4
  • 1° Saggiatore Giuseppe Panzani “ “ 58.6.8
  • 2° Saggiatore Ignazio Zuccagni “ “ 50.=.=
  • 1° Incisore Luigi Siries “  “ 116.13.4 (firma per il ritiro della somma Carlo Siries che così annota: “io Carlo Siries per Luigi Siries mio padre”)
  • 2° Incisore Gio. Zanobi Weber “  “ 70.=.=

Da una seconda lista provvisioni e salari della zecca di Firenze da pagarsi il 16 dicembre 1819 si legge invece (periodo della restaurazione di Ferdinando III) che tra i ministri, cioè tra i funzionari e i quadri dell’officina monetaria, figurano:

  • Direttore Fabbroni giovanni Lire 716.16.4
  • Computista Grilli Silvestro “ 175.=.=
  • Cassiere Carducci Andrea  “ 204.3.4
  • Agg. Comp. Agostini Vinco  “ 116.13.4
  • 2° Aiut. Comp. Grilli Ferdinando “ 70.=.=
  • 1 ° Saggiatore Zuccagni Ignazio  “ 133.10.=
  • 2 ° Saggiatore Panzani Niccolò “ 30.=.=
  • Incisore Siries Carlo “ 148.16
  • Direttore dei Lavori Magherini Giuseppe “ 200.=.=
  • Agg. Al Suddetto Montelatici Giuseppe “ 116.13.4
Periodo napoleonico, 1796-1815: medaglia in argento (mm 44,0, g 33,7) per l'Accademia Fiorentina delle Belle Arti
Periodo napoleonico, 1796-1815: medaglia in argento (mm 44,0, g 33,7) per l’Accademia Fiorentina delle Belle Arti

Per quanto sopra, possiamo quindi stabilire che, in non meglio identificato L.(?) Siries che iniziava il suo ufficio all’incirca all’inizio del periodo di regno di Pietro Leopoldo, si chiamava in realtà Luigi ed era, con tutta probabilità, figlio del primo Luigi Siries, e che Carlo Siries era, a sua volta, figlio di Luigi Siries junior.

Inoltre, come abbiamo avuto modo di appurare, Giovanni Zanobi Weber figurava con l’effettivo ruolo di secondo incisore nell’organico nella zecca granducale di Firenze e fu autore dei coni già descritti da Arrigo Galeotti oltre che di quelli del citato “zecchino zanobino” del 1805 (cfr. Galeotti p. 444). Giovanni Zanobi Weber, secondo quanto sostenuto dal Forrer, morì a Firenze proprio alla fine del 1805 (cfr. Galeotti p. 364).