Dal Gabinetto numismatico al museo virtuale, uno studio sui medaglioni romani del Museo Correr e non solo

 

di Leonardo Mezzaroba |  Lo scorso 11 ottobre è stato presentato, presso il Museo Correr di Venezia, il volume Dal gabinetto numismatico al “museo” virtuale, dal disegno alla nuvola di punti. La collezione di medaglioni romani imperiali del Museo Correr di Venezia.

L’opera, a firma di Michele Asolati (professore di numismatica presso l’Università di Padova) e Cristina Crisafulli (responsabile delle Collezioni numismatiche del Museo Correr), si avvale dei contributi di Simone Berto, Armando De Guio, Emanuela Faresin, Luigi Magnini e Giuseppe Salemi.

Si tratta del XIV volume della collana Numismatica Patavina, frutto di una fattiva collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Padova.

I medaglioni imperiali, quale collocazione?

Oggetto di questo ampio studio è la preziosa collezione di medaglioni romani imperiali, conservata presso il gabinetto numismatico del Museo Correr, costituita da un numero contenuto di pezzi ma estremamente rari, se non unici (ad esempio quello di Adriano con la raffigurazione del ponte Elio).

Il volume affronta dunque un argomento di grande interesse, dato che i cosiddetti “medaglioni” imperiali hanno costituito, fin dall’epoca rinascimentale, un campo di indagine stimolante per studiosi e collezionisti, impegnati a comprenderne la natura e le finalità.

Come ha illustrato il professor Giovanni Gorini (autore anche della prefazione al volume) nel corso della presentazione, i “medaglioni” non hanno ancora trovato una sicura collocazione nel panorama della monetazione romana imperiale anche se si propende per considerarli monete con una funzione commemorativa e propagandistica, paragonabile alle moderne medaglie.

Pur potendo essere spesi, dunque, i medaglioni avevano la funzione principale di celebrare le glorie e le virtù dell’imperatore e della sua famiglia. Realizzati con stile raffinato e spesso ampliati da un cerchio di bronzo o di altro metallo che ne favoriva l’applicazione su insegne, corazze o altri supporti mobili, erano probabilmente destinati a una ristretta élite sociale, in primo luogo ai più alti ufficiali dell’esercito (come sembra confermare il loro ritrovamento in località con stanziamento di militari).

Venendo specificamente al volume di Asolati e Crisafulli, esso è costituito da due parti che si propongono di analizzare i singoli esemplari dal punto di vista storico-numismatico e da quello tecnico-fotografico.

La premessa, a cura di Asolati e Crisafulli, che chiarisce il particolare taglio dato al presente volume; si entra poi nel vivo della trattazione con l’articolato saggio di Cristina Crisafulli che ospita il catalogo completo della collezione e ne viene ricostruita la formazione, partendo dal nucleo acquisito da Teodoro Correr nel 1798.

Segue uno studio di Asolati e Crisafulli dedicato a un medaglione di Adriano con la raffigurazione del ponte Elio a Roma; particolarmente suggestiva l’ipotesi che esso possa essere servito da prototipo nella rappresentazione del ponte stesso nell’affresco di Giulio Romano e Giovan Francesco Penni, nelle stanze di Raffaello nei Musei Vaticani.

Rappresentare la moneta, prima del digitale e oggi

A Michele Asolati poi si deve l’ampio saggio che costituisce in pratica una monografia su I modi di rappresentare la moneta prima e dopo l’introduzione della stampa e dell’era digitale, argomento particolarmente delicato e complesso e che viene affrontato da Asolati passando attraverso le rappresentazioni nel mondo antico e medievale, in epoca rinascimentale e dopo la nascita della stampa sino ad arrivare al XIX secolo.

La seconda parte del volume, quella scientifica, si apre con due contributi, entrambi a firma di Emanuela Faresin e Giuseppe Salemi, che propongono i risultati dell’analisi dei medaglioni del Museo Correr condotta tramite scansione tridimensionale, che ha consentito una più approfondita lettura del manufatto. Tale procedimento si è avvalso anche della metodologia a luce strutturata e della High Dynamic Range per lo studio di quattro medaglioni della collezione stessa.

Segue lo studio di Simone Berto e Giuseppe Salemi che offre un esempio di applicazione del rilievo fotogrammetrico su di un medaglione di Massimiliano Erculeo, con risultati davvero incoraggianti per la conoscenza del medaglione stesso (e, potenzialmente, di tanti altri) da parte di un pubblico più vasto.

Del tutto innovativo il contributo proposto, a conclusione del volume, da Armando De Guio e Luigi Magnini: Bitcoin? Why not? Linee di un approccio remoto ai “paesaggi monetali”. Si tratta di un saggio di “numismatica digitale” che parte dalle premesse del Remote Sensing (RS) per applicarle in un settore apparentemente del tutto estraneo, quale della moneta.

Nel caso specifico viene analizzato un medaglione di Adriano con una serie di algoritmi che interessano anche la restituzione virtuale di una moneta usurata. È evidente che una tale metodica prefigura una prospettiva del tutto inedita allo studio di una moneta antica.

Il volume, certamente di grande interesse, è stato stampato da Esedra Editrice con i contributi della NIP e di Crippa Numismatica, ed corredato da una ricca documentazione fotografica a colori che accompagna e arricchisce i testi proposti, nonché da una ampia bibliografia.