di Antonio Castellani | Fin dal lontano 1721, i territori dell’attuale Lettonia facevano parte dei governatorati baltici dell’Impero russo e solo durante la Prima guerra mondiale la Lettonia, ceduta dai Russi con la Pace di Brest-Litovsk, fu temporaneamente occupata dalla Germania, unendosi ai territori dell’Ober Ost amministrati da Von Hindenburg.

Giusto un secolo fa, per l’esattezza il 18 novembre 1918, poco dopo la resa della Germania, il Lettonia veniva proclamata l’indipendenza. La Russia, ormai sovietica, tentò di riprendersi i territori ceduti durante la Prima guerra mondiale, ma trovò una forte opposizione e, dopo due anni di aspre battaglie per mantenere l’indipendenza, quest’ultima venne riconosciuta anche da Mosca l’11 agosto 1920.

Ecco la bella moneta-alveare dal profilo esagonale emessa dalla Lettonia per il secolo della prima indipendenza

Da allora, il paese baltico conobbe un periodo di democrazia che durò fino al 1934 quando Kārlis Ulmanis, più volte primo ministro, sciolse il Saeima, il Parlamento, e instaurò una dittatura. Il 23 agosto 1939 la Germania nazista e l’URSS firmarono il patto Molotov-Ribbentrop, che poneva la Lettonia nella sfera d’influenza sovietica, e nell’agosto 1940 il paese venne occupato dall’Armata rossa diventando una delle repubbliche baltiche dell’URSS.

Un nuovo cambio di fronte si ebbe nel 1941, con l’Operazione Barbarossa con cui la Germania invase l’URSS e occupò anche i territori lettoni. Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Unione Sovietica rioccupò la Lettonia, che, nei cinque anni successivi al conflitto, fu sottoposta alle purghe del regime staliniano, subendo una campagna di “russificazione” che mise a rischio l’identità nazionale.

Le finiture differenziate delle superfici placcate in oro esaltano l’originalità della “Honey coin” lettone

Il 4 maggio 1990, finalmente, venne emanata una Dichiarazione di indipendenza transitoria, che divenne definitiva il 21 agosto 1991, data in cui il paese riconquistò la propria indipendenza dall’Unione Sovietica, al momento del suo crollo. E la stessa URSS riconobbe la Lettonia come Stato indipendente il 6 settembre 1991.

Da Allora, Riga ha fatto grandi passi avanti aderendo all’Unione Europea e alla NATO nel 2004 e adottando, dal 1° gennaio di dieci anni dopo, anche la moneta unica comunitaria diventando il 18° paese dell’Eurozona e dimostrando una non comune capacità di rispettare le regole economiche e i criteri di convergenza previsti dalla UE.

Un paese, la Lettonia, che in questo 2018 sta celebrando dunque con legitimo orgoglio il centenario della prima indipendenza con iniziative belle, originali e moderne come la moneta commemorativa che – sotto forma di un simbolico e poetico alveare – esalta il senso di nazionalità e di cooperazione tra i cittadini lettoni, oggi al pari di un secolo fa.

Coniata in soli tremila esemplari in argento 925 millesimi placcato in oro 995 millesimi (grammi 16,50 per 19,00 millimetri), la 5 euro emessa il 22 maggio scorso è, ad esempio, tutta da scoprire dal momento che le celle esagonali sul dritto formano un profilo approssimativo del contorno geografico della Lettonia e quelle sul rovescio il profilo del Golfo di Riga. Solo il valore della moneta, la data e il nome del paese completano le due suggestive composizioni, ideate dall’artista Artūrs Analts.

 

Dall’argento all’oro all’euro, una bellezza senza tempo

I 5 lati in argento del 1929, 1931 e 1932: si conoscono anche rarissimi esemplari proof

Nell’ultima fase di indipendenza democratica prima della dittatura, tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, la Lituania coniò fra le altre una splendida moneta da 5 lati in argento (25,00 grammi di peso lordo, a 835 millesimi, per 37,00 millimetri di diametro) sul cui dritto campeggiava un elegante profilo di donna in abiti tipici (personificazione del paese) mentre il rovescio era occupato dall’emblema nazionale.

La faccia nazionale dell’euro lettone con un profilo di donna in abiti tradizionali

Questa moneta, battuta in un milione di pezzi nel 1929, due milioni nel 1931 e 600 mila esemplari nel 1932, è rimasta talmente nella memoria dei Lettoni da portarli a scegliere quel volto per le monete da 1 e 2 euro emesse dal 2014. Senza contare i 5 lati in oro 999 millesimi del 2003, celebrativi del decennale di restaurazione della valuta nazionale (13,92 millimetri per 1,24 grammi,  20 mila pezzi proof): una micro moneta dal fascino indiscutibile.