Gli spiccioli del Lombardo-Veneto di metà ‘800 mostrano insieme la corona d’Austria e quella del Regno d’Italia

 

di Mathias Paoletti | Splendido esempio di oreficeria, la Corona Ferrea o corona del Regno d’Italia è conservata nel duomo di Monza e consiste in un cerchio d’oro composto di sei placche rettangolari, adorno di 22 gemme e 24 brillanti.

I 10 centesimi della zecca di Milano coniati l'anno dopo i moti insurrezionali del 1848
I 10 centesimi della zecca di Milano coniati l’anno dopo i moti insurrezionali del 1848

La corona fu così chiamata per le sei sottili lamine di ferro all’interno battute a martello e congiunte a cerniera.

Ssecondo la leggenda, vennro forgiate a partire da un chiodo della croce di Cristo rinvenuto da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino.

La tradizione la fa risalire alla regina dei Longobardi Teodolinda, ma la sua origine e datazione sono in realtà dubbie.

La Corona Ferrea, un simbolo potente nei secoli

Con la Corona Ferrea furono incoronati Carlo V nel 1530, Napoleone I nel 1805 e Ferdinando I d’Asburgo Lorena nel 1838. Napoleone per ricordare la sua incoronazione istituì per il Regno d’Italia l’Ordine della Corona di Ferro, ripristinato per il Regno Lombardo-Veneto dall’imperatore Francesco I nel 1816. Vittorio Emanuele II nel 1868 istituì l’Ordine della Corona d’Italia.

L’insegna era una croce patente ritondata d’oro, smaltata di bianco, accantonata da nodi sabaudi d’oro e caricata nel centro da un disco cerchiato d’oro e smaltato d’azzurro con la Corona Ferrea.

La splendida Corona Ferrea conservata nel Duomo di Monza e con cui venivano incoronati i re d'Italia
La splendida Corona Ferrea conservata nel Duomo di Monza e con cui venivano incoronati i re d’Italia

La corona imperiale degli Asburgo (conservata nell’Hofburg di Vienna, sala del tesoro) è invece una perfetta fusione di mitra a cupola e corona a cerchio gigliata con archetto, ornata di perle e pietre preziose. Venne realizzata nel 1602 a Praga per l’imperatore Rodolfo II.

Due corone per le monete milanesi di Francesco Giuseppe

Nel Regno Lombardo-Veneto, la zecca di Milano coniò verso la metà del XIX secolo monete 10 centesimi, 5 centesimi, 3 centesimi, 2 centesimi e 1 centesimo a nome Francesco Giuseppe I d’Asburgo-Lorena.

Un bell'esemplare rame rosso del centesimo 1850 con le due corone sovrapposte
Un bell’esemplare rame rosso del centesimo 1850 con le due corone sovrapposte

Al dritto la corona imperiale austriaca e sotto la Corona Ferrea, intorno REGNO LOMBARDO VENETO e all’esergo la lettera M. Al rovescio il valore su due righe; sotto il valore, all’esergo la data. Contorno liscio.

Queste tipologie – gli spiccioli del Lombardo-Veneto di minor valore – vennero definite leglmente con l’ordinanza del 10 maggio 1849. Esistono dei rari esemplari da 10 e 5 centesimi tagliati a forma di scatola con dentro inseriti messaggi o ritratti di personaggi dell’epoca, legati – da una parte o dall’altra – alle lotte risorgimentali.

E on è dunque un caso che, dopo i fatti del 1848 – le Cinque Giornate, il Governo Provvisorio di Lombardia e la violenta ondata anti austriaca – qualcuno, negli ambienti viennesi, abbia avuto l’idea di collocare evidentemente in posizione di inferiorità la Corona Ferrea d’Italia rispetto a quella degli Asburgo.