Raffigura San Giovanni dei Fiorentini la mezza piastra di Clemente XII del 1736, moneta epigone delle emissioni papali dedicate ai monumenti di Roma

 

di Roberto Ganganelli | Papa Clemente XII (Lorenzo Corsini, 1652-1740), sul trono di Pietro dal 1730 è stato un pontefice affatto secondario nella storia della Chiesa dal momento che, nonostante eletto quando era già piuttosto anziano, impresse un nuovo corso al governo degli Stati Pontifici.

Clemente XII e le “grandi opere” per gli Stati Pontifici

Papa Clemente XII Corsini ritratto in marmo dallo scultore Pietro Bracci (Galleria Borghese, Roma)
Papa Clemente XII Corsini ritratto in marmo dallo scultore Pietro Bracci (Galleria Borghese, Roma)

Papa Corsini, infatti, diede l’impulso alla costruzione o al completamento di numerose opere pubbliche, tra cui la Fontana di Trevi e la nuova facciata di San Giovanni in Laterano.

Inoltre, promosse l’apertura alla cittadinanza dei Musei Capitolini, il primo museo pubblico del mondo, e volle  l’ampliamento del porto di Ancona e la realizzazione della Strada Clementina.

Da buon fiorentino, inoltre, Clemente XII non mancò di sollecitare il completamento di quella che era la chiesa madre dei suoi concittadini nella Città eterna, ossia la Basilica di San Giovanni dei Fiorentini che si ammira all’estremità dell’odierno Corso Vittorio Emanuele, lungo il Tevere, nei pressi di Ponte Principe Amedeo.

Una grande chiesa per la potente comunità fiorentina a Roma

La chiesa fu costruita per la numerosa comunità fiorentina che viveva in quella zona, col supporto di due grandi papi di casa Medici, Leone X e Clemente VII. La comunità era così influente che arrivò ad avere un proprio tribunale, proprie leggi, un console con relativo Consolato ed addirittura un proprio carcere.

La Basilica di San Giovanni dei Fiorentini di Roma, dedicata al Battista e chiesa madre di tutti coloro che vivevano e lavoravano nell'Urbe e provenivano dal capoluogo toscano
La Basilica di San Giovanni dei Fiorentini di Roma, dedicata al Battista e chiesa madre di tutti coloro che vivevano e lavoravano nell’Urbe e provenivano dal capoluogo toscano

A inizio XVI secolo, i fiorentini di Roma demolirono la chiesetta di San Pantaleone e costruirono la basilica che dedicarono al patrono di Firenze e fra i progetti presentati, tra gli altri, da Michelangelo, Raffaello e dal Peruzzi, il pontefice scelse quello del Sansovino, che iniziò la costruzione nel 1519.

La chiesa richiese un secolo per essere completata e il cantiere venne seguito via via da Antonio da Sangallo il Giovane, Giacomo Della Porta e dal Maderno, al quale si deve la cupola (1614) di forma allungata, detta dai romani “il confetto succhiato”.

Curata nei minimi dettagli, l'incisione di Ottone Hamerani per il rovescio della mezza piastra di Clemente XII dekl 1736 mostra l'armoniosa facciata della chiesa dei fiorentini a Roma
Curata nei minimi dettagli, l’incisione di Ottone Hamerani per il rovescio della mezza piastra di Clemente XII dekl 1736 mostra l’armoniosa facciata della chiesa dei fiorentini a Roma

La facciata è opera dell’architetto fiorentino Alessandro Galilei e fu completata nel 1734, come indicato dall’iscrizione sopra l’ingresso centrale, che recita CLEMENS XII PONT MAX A S MDCCXXXIV.  Sopra lo stesso ingresso svetta le stemma di Clemente XII Corsini.

Come in ogni “grande opera” che si rispetti, anche nel caso di San Giovanni dei Fiorentini la gloria andò non tanto a coloro che avevano voluto, iniziato o proseguito il progetto, ma a colui che ne poté consegnare il risultato finale agli occhi del mondo, ossia il papa regnante il quale, “pro domo sua”, volle onorare l’opera anche con una moneta.

Realistico e solenne, ecco il mezzo busto di papa Corsini inciso sul dritto della moneta, magnifico in questo esemplare che è fra i meglio conservati che si conoscano
Realistico e solenne, ecco il mezzo busto di papa Corsini inciso sul dritto della moneta, magnifico in questo esemplare che è fra i meglio conservati che si conoscano

La mezza piastra di Ottone Hamerani del 1736

Si tratta di una mezza piastra, l’ultima emissione a tema architettonico nella monetazione papale. Coniata in argento, datata 1736 anno VII di pontificato, la bella moneta venne bulinata da Ottone Hamerani, uno degli ultimi esponenti della celebre dinastia di incisori, e al dritto ci mostra Clemente XII – dall’arcigno e aristocratico profilo – con camauro, mozzetta e stola.

Le parole URBE NOBILITATA, su questo testone di Clemente XII, ricordano sia il completamento di San Giovanni dei Fiorentini che della maestosa Fontana di Trevi
Le parole URBE NOBILITATA, su questo testone di Clemente XII, ricordano sia il completamento di San Giovanni dei Fiorentini che della maestosa Fontana di Trevi

Al rovescio l’elegante facciata della basilica in cui i fiorentini vedevano riflesso tutto il prestigio della loro città d’origine, la ricchezza delle banche e dei mercanti, lo splendore dei secoli di gloria quando Firenze era fra le città più importanti del mondo occidentale. La legenda DECVS PATRIAE è esplicita nel suo significato: a maggior decoro della “sua” patria – Firenze – il papa aveva infatti elargito cospicui fondi per veder completato l’edificio.

Il testone URBE NOBILITATA e le medaglie per Fontana di Trevi

A dir la verità, anche un’altra moneta del periodo – più prosaica, con stemma Corsini e la legenda URBE | NOBILITATA in cartella – ci ricorda in modo ancor più tempestivo il completamento della basilica, oltre che quello della monumentale Fontana di Trevi. Si tratta del testone coniato nell’anno V di pontificato, il 1735, un altro frammento prezioso nella serie monetale dei pontefici romani.

Nessuna moneta, solo medaglie per la spettacolare scenografia architettonica della Fontana di Trevi: eccola effigiata sulla medaglia annuale dell'anno V, 1736, di Clemente XII Corsini
Nessuna moneta, solo medaglie per la spettacolare scenografia architettonica della Fontana di Trevi: eccola effigiata sulla medaglia annuale dell’anno V, 1736, di Clemente XII Corsini

Per Fontana di Trevi il papa preferì far battere delle medaglie, magnifiche a onor del vero, sulle quali Ottone Hamerani superò se stesso nella riproduzione del maestoso monumento idraulico, tanto che si tratti dell’annuale dell’anno V – con ritratto del pontefice con camauro e mozzetta – che della straordinaria datata anno VI in cui Clemente XII appare rivestito con paramenti solenni e triregno. Tutto a maggior gloria dell’Urbe, dei fiorentini e, va sa sè, del pontefice regnante.

Altri approfondimenti sulle monete di Clemente XII

Clemente XII Corsini è importante nella storia della monetazione papale perchè fece coniare l’ultima piastra della storia: per scoprirne la storia leggi qui.

Inoltre, il pontefice toscano coniò anche monete per celebrare sant’Andrea, Corsini come lui, illustre “santo antenato”: leggi qui il nostro appronfondimento.