Il GRADING numismatico verso l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE?

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Negli USA iniziano ad apparire app di grading numismatico basate su algoritmi, ma la vera numismatica è fatta di professionalità ed esperienza

 

di Roberto Ganganelli | Un tempo la chiamavamo “classificazione delle monete”, da qualche tempo è diventata “grading numismatico” anche per la maggior parte di quei validi professionisti del settore che continuano a identificare gli esemplari da collezione, determinandone autenticità e stato di conservazione – quindi, anche il possibile valore commerciale – usando libri e cataloghi, lenti e microscopi, calibro, bilance di precisione e tanta, tanta esperienza.

Cosè l’intelligenza artificiale?

Tuttavia, a quanto pare, l’AI (acronimo di Artificial Intelligence, ossia intelligenza artificiale) è in agguato anche nel mondo della numismatica. Ma cosa si intende quando si parla di intelligenza artificiale? Nella versione online dell’Enciclopedia italiana Treccani leggiamo che “Si chiama intelligenza artificiale (IA) quel settore dell’informatica che studia la possibilità di costruire computer che siano in grado di riprodurre il funzionamento di alcune capacità della mente umana o, nel caso della cosiddetta intelligenza artificiale forte, dell’intero pensiero umano”. Insomma, un software che “ragiona” e “apprende”.

grading numismaticoEcco, negli Stati Uniti sta succedendo proprio questo: iniziano cioè ad essere disponibili, in formati più o meno sperimentali, delle app, ossia dei programmi applicativi per computer o smartphone, che dovrebbero effettuare il gradingnumismatico in modo automatico a partire da semplici foto.

Non faremo alcun nome di queste app, e non per una forma di par condicio ma, all’opposto, per una sfrenata partigianeria che stavolta ci permettiamo di sbandierare, dal momento che pensiamo che nessun algoritmo potrà mai sostituire la capacità professionale dei numismatici di mestiere, dei collezionisti d’esperienza, dei cultori di monete che si sono visti passare per le mani migliaia di pezzi e che, alla fine, riconoscono d’istinto la bontà o meno di un esemplare e ne sanno determinare in modo affidabile lo stato di conservazione e darne una valutazione mercantile attendibile.

Con l’AI è possibile fare grading numismatico?

Affidare a una macchina, anzi affidare a un software immateriale il compito di identificare le monete e stabilirne l’usura o la perfezione, individuarne pregi e difetti, formalizzarne una carta d’identità ci sembra infatti qualcosa che ci avvicina alla morte della numismatica come antica, nobile e autentica passione.

Il professionista numismatico, o anche il cultore riconosciuto e il collezionista navigato, godono di una reputazione costruita nel tempo; molti li apprezzano e li stimano, qualcuno li contesta nelle loro classificazioni. Sul mercato troviamo monete sigillate da fior di periti scomparsi anche da qualche decennio e che nessuno osa infrangere, né tanto meno sostituire con altri, tanta è ancora oggi la stima che quelle persone si sono costruite nel settore della numismatica nel corso di una vita.

Con le app di grading numismatico basate su intelligenza artificiale, con appena pochi tocchi sullo schermo dello smartphone dovremmo ottenere descrizioni accurate, individuazione di difetti come tracce di pulizia, graffietti e colpi al bordo, o viceversa elementi di valorizzazione come la presenza di tracce del lustro originale, di una patina di particolare pregio senza contare, naturalmente, l’indicazione della rarità degli esemplari.

grading numismaticoDi più: con le app “intelligenti” realizzate per il grading numismatico ci verrebbe indicato anche un valore commerciale della moneta, o un range di valutazioni plausibili da sbattere sotto il naso di ogni collega collezionista, con buona pace degli attuali cataloghi e prezziari (anche questi, frutto di umana e professionale esperienza) e, soprattutto, della fluida realtà del mercato collezionistico.

Fine del collezionismo come umana passione, fine della poesia. E questo non significa che le tecnologie digitali, i big data, gli archivi online non siano utili allo studio della moneta, al commercio e al collezionismo; è solo che affidare a un’app – per quanto “intelligente” – il compito di classificare autenticità e conservazione delle nostre amate monete ricorda tanto quei controlli di qualità sullo scatolame che nelle megafabbriche – al ritmo di centinaia al minuto – analizzano barattoli di pomodoro scartando quelli non perfettamente sigillati.

Una prospettiva lontana e non adatta all’Italia

Vedremo cosa ci riserva il futuro, anche perché la sterminata varietà e la produzione delle zecche italiane non sono paragonabili alla monetazione a stelle e strisce: per non destare nei nostri lettori troppe preoccupazioni, vi dirò solo che da alcuni test su monete USA del XIX-XX secolo, in un caso l’app ha scambiato una 5 centesimi Buffalo del 1913 per una del 1915 mentre  in un altro – un mezzo dollaro Draped Bust del 1806 – il range di valore commerciale è risultato “oscillare” fra il 2470 e i 143.750 dollari… Alla faccia di un grading risolutivo e intelligente!