L’inquisitore san Pietro MARTIRE e le MONETE, quali legami?

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Lucia Travaini approfondirà l’aspetto numismatico dell’uccisione di san Pietro martire avvenuta nel 1252 in un convegno a Milano il 21-22 novembre

 

a cura della redazione | Si volgerà nella Sala napoleonica di via Sant’Antonio 15 a Milano, nelle giornate del 21-22 novembre, un convegno di studi dal titolo Anatomia di un inquisitore. Frate Pietro da Verona – San Pietro martire organizzato dal Dottorato di ricerca in Studi storici.

Un cold case del medioevo, la vicenda di Pietro da Verona, dal momento che il predicatore e inquisitore domenicano venne ucciso a Seveso nel 1252 da un gruppo di sicari. E nella scaletta del convegno ci sarà spazio anche per la storia della moneta.

Nel convegno su Pietro da Verona – poi divenuto san Pietro Martire – Lucia Travaini parlerà infatti del santo e di monete, con un’angolazione in parte poco nota se osservata dal punto di vista numismatico. Si conosce infatti dai documenti la somma precisa che fu pagata ai sicari incaricati dell’omicidio di Pietro da Verona nel 1252.

In secondo luogo si conoscono le somme di denaro ricevute dai frati predicatori di Sant’Eustorgio per realizzare una degna sepoltura di questo inquisitore e martire che fu canonizzato nel 1253, poco dopo la sua morte.

Una bella medaglia in bronzo argentato dal diametro di mm 32 coniata a nome di Clemente X (1670-1676) ad inizio pontificato e con al rovescio l'effigie di frate Pietro da Verona, ossia san Pietro martire
Una bella medaglia in bronzo argentato dal diametro di mm 32 coniata a nome di Clemente X (1670-1676) ad inizio pontificato e con al rovescio l’effigie di frate Pietro da Verona, ossia san Pietro martire

Tutte fonti che permettono di gettare una nuova luce su un fatto di sangue e su un uomo di fede di otto secoli fa il quale finì anche in moneta, ad esempio sul giulio in argento di Clemente X Altieri del 1670, anno I di pontificato, raffigurato nell’immagine di apertura e sul quale il martire compare al rovescio con la legenda COLLES FLVENT MEL DE PETRA (“I colli stillano miele dalla pietra”).

Oltre a questo nominale, san Pietro martire si trova anche sui due scudi d’oro, lo scudo d’oro, il testone e il grosso. Perché tanta devozione da parte di Clemente X? Perché si riteneva che la sua morte risalisse al 29 aprile, lo stesso giorno in cui nel 1670 era stato eletto Clemente X. I “colli” citati nell’epigrafe sono dunque quelli di Roma dai quali il nuovo pontefice avrebbe diffuso nel mondo il “miele” della Clemenza.

Per il programma completo del convegno di studi del 21-22 novembre dal titolo Anatomia di un inquisitore. Frate Pietro da Verona – San Pietro martire clicca qui.