Ha misure compatibili con la prima “Grande M” | Mostra elaborati fregi e un profilo elmato, forse di Roma | Il ritrovamento in una raccolta privata

 

di Roberto Ganganelli | La prima, celeberrima banconota da 1000 lire a nome della Banca d’Italia entra in circolazione nel Regno con data di decreto del 17 luglio 1896 e sarà stampata senza modifiche, se non per le date dei provvedimenti legislativi e le firme, fino al 1920. Posta fuori corso il 30 giugno 1953 e prescritta dal 30 settembre 1954, rappresenterà a lungo per l’Italia un simbolo di ricchezza e benessere.

Le 1000 lire Barbetti o “Grande M”, una banconota storica

Stampato nelle officine di Via dei Serpenti, a Roma, il biglietto da 1000 lire Barbetti, chiamato anche “Grande M”, creato da Rinaldo Barbetti e stampato su carta prodotta a Fabriano con lastre incise da Ernesto Ballarini si ispira, nei decori delle cornici, alle grottesche di Pompei.

Personificazioni e simboli popolano le due facce del famoso biglietto. Al fronte puttini e mitologiche donne alate, decori architettonici e vegetali, mentre al retro troviamo in alto, al centro, la personificazione del Credito e, ai lati, quelle dell’Industria, del Commercio e dell’Agricoltura con i loro attributi classici.

Il tutto, a simboleggiare l’attività della banca centrale che favorisce e supporta sia la vita quotidiana dei cittadini che ogni attività produttiva ed economica della Nazione, anche fornendo moneta cartacea degna di fiducia e universalmente accettabile.

Complessivamente, la 1000 lire Barbetti con matrice ha una produzione di 10,45 milioni di pezzi con successive serie decretate dal 17 luglio 1896 già citato al 18 agosto 1920. Delle 1000 lire Barbetti esistono emissioni di difficile reperibilità, altre note solo dai documenti.

Per avere un’idea del potere d’acquisto di questa banconota al momento della sua prima emissione, basti pensare che un biglietto ferroviario Roma-Milano costa circa 35 lire, che serve una lira per spedire un telegramma e appena 5 centesimi per un quotidiano.

Caratteristiche tecniche della prima “millelire” di Bankitalia

La 1000 lire Barbetti con matrice misura mm 240×142 (mm 210×120 le vignette a stampa, matrice esclusa) e riporta in filigrana, al centro, il valore numerico 1000 e, nell’ellisse di destra, vi è un profilo dell’Italia rivolta a sinistra, con i capelli oranti da una stella e da un diadema. Il supporto cartaceo è in origine di colore bianco.

La filigrana ideata per le 1000 lire Barbetti matrice e non approvata: a nome della Banca d'Italia, reca fregi, il valore in lettere e una testina elmata di Roma di profilo, con fregi di greche e palmette
La filigrana ideata per le 1000 lire Barbetti matrice e non approvata: a nome della Banca d’Italia, reca fregi, il valore in lettere e una testina elmata di Roma di profilo, con fregi di greche e palmette

Alla scelta della carta, del suo colore, della consistenza e delle impronte in filigrana si giunge – come è facile immaginare – dopo l’attenta analisi di vari campioni di carta speciale; allo stesso modo le caratteristiche finali delle impronte a stampa della banconota vengono formalizzate con decreto solo dopo la visione di bozzetti diversi, prove di impressione, prove di colore. Tutte fasi di cui, probabilmente, rimangono tracce negli archivi della Banca d’Italia che sarebbe interessante studiare.

Un inedito esperimento di filigrana da una collezione privata

Ciò in cui ci siamo imbattuti nello studio di una collezione privata, invece, è un foglio filigranato di carta spessa, di colore rosa spento, delle misure di 300-305×175 millimetri che per sue le caratteristiche può essere catalogato come un esperimento – non approvato – per le 1000 lire Barbetti con matrice.

La parte con impronta filigranata ha misure di 260 per 147 millimetri e, oltre alle iscrizioni BANCA D’ITALIA a tono chiaro e LIRE MILLE a tono scuro, presenta due decori – uno rettangolare, grande, e uno verticale, a sinistra – ornati di greche a chiare e delimitati da linee esterne e interne scure.

Le linee tratteggiate mostrano la sovrapposizione tra il foglio filigranato e gli elementi base del biglietto Barbetti: l'ellisse della filigrana, la vignetta stampata, i margini esterni (matrice esclusa)
Le linee tratteggiate mostrano la sovrapposizione tra il foglio filigranato e gli elementi base del biglietto Barbetti: l’ellisse della filigrana, la vignetta stampata, i margini esterni (matrice esclusa)

All’esterno del rettangolo corre sui quattro i lati un sottile fregio a palmette; all’interno nell’ovale di destra vi è inveceun profilo femminile elmato (Roma?) rivolto a sinistra. Una filigrana molto elaborata, dunque, e tale da rivelare anche eventuali imperfezioni di rifilatura o danni ai margini di ciascun biglietto.

Considerazioni sulla filigrana definitiva e quella “scartata”

Da un confronto stilistico tra l’Italia con diadema delle 1000 lire Barbetti matrice definitive e il profilo con elmo del nostro foglio è ragionevole pensare che l’autore – il “maestro di filigrane” – sia lo stesso. Solo la collocazione della testina elmata appare inadatta, troppo in alto e troppo a destra per quello che sarebbe stato il biglietto definitivo.

Elaborazione grafica per confronto tra la filigrana definitiva delle 1000 lire Barbetti con matrice e quella dell'esperimento: lo stile dello stesso, ignoto artista è lo stesso
Elaborazione grafica per confronto tra la filigrana definitiva delle 1000 lire Barbetti con matrice e quella dell’esperimento: lo stile dello stesso, ignoto artista è lo stesso

Oltre a questo elemento si possono fare varie ipotesi sul perché il tipo di carta qui presentato non venne adottato: forse per il colore – ma sarebbe l’elemento meno importante – o forse venne reputata non abbastanza bella, oppure si pensò che fosse inutile rendere tanto elaborata la carta con elementi anche lungo i margini e in corrispondenza della matrice.

A ben riflettere, tuttavia, si trattò forse, soprattutto, di una scelta simbolica, quella di effigiare l’Italia “intera” al posto di un profilo guerriero, fosse anonimo o quello di Roma. In fondo, si trattava della prima 1000 lire della Banca d’Italia, una banconota destinata a fare epoca, e nulla poteva essere lasciato al caso.

Link e approfondimenti

Per la pagina del sito della Banca d’Italia dedicata al Museo della banconota clicca qui. Per quella dedicata al Museo della moneta invece clicca qui. E se vuoi leggere, infine, un altro articolo su misteriose filigrane per banconote clicca qui.