Una moneta di Carlo II Gonzaga Nevers ci narra la vita di un duca che portò verso il definitivo declino una delle casate più celebri d’Italia

 

di Antonio Castellani | Carlo II Gonzaga Nevers (1629-1665) fu il decimo duca di Mantova. Era figlio di Carlo di Nevers e Rethel e di Maria Gonzaga. Alla morte del nonno  Carlo I, nel 1637, aveva appena otto anni e, perso il padre nel 1632, era stato designato successore al trono di Mantova sotto la reggenza della madre Maria Gonzaga.

Donna capace, quest’ultima aveva governato il Ducato con equilibrio e saggezza per un decennio ma, al compimento del diciottesimo anno, Carlo II assunse in prima persona il controllo dello stato. Era tuttavia un giovane debole e viziato, le sue decisioni erano dettate da interessi personali e le entrate delle casse pubbliche finivano per foraggiare i suoi non pochi vizi e passatempi.

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Ducatone di Carlo II Gonzaga Nevers con la reggenza della madre Maria Gonzaga

Di positivo, in politica, ottenne solo che Francia e Spagna accettassero che il Monferrato – da lungo tempo conteso fra le due superpotente, venisse controllato dal duca di Mantova. Nel 1656, invece, si disfece senza problemi del Ducato di Nevers e del titolo su quelle terre, cedendole al cardinale Mazarino che acquisì il tutto a favore del proprio nipote.

Fu tuttavia la lunga relazione con la sua amante Margherita Della Rovere a creare a Carlo II i maggiori problemi, soprattutto perché questi si allontanava spesso dalla capitale lasciando in mani poco capaci l’amministrazione del Ducato. Tanta fu l’eco delle “scappatelle” del Gonzaga Nevers che l’imperatore decise di privare il Gonzaga del titolo di vicario imperiale e della carica di generalissimo.

Il ritratto di Carlo II Gonzaga Nevers sul cosiddetto “ducatone della pioggia”, una delle monete più rare dek suo controverso regno

Carlo II morì giovane, nell’agosto del 1665. Alcuni storici del tempo paventarono l’ipotesi di un avvelenamento – c’è chi dice da parte della moglie Isabella Clara d’Austria, complice il di lei amante, il conte Francesco Carlo Bulgarini – mentre secondo altre fonti a portare il duca alla morte sarebbe stata un’intossicazione causata dagli afrodisiaci che Carlo assumeva.

Il suo regno segno l’inizio del tramondo per il sole dei Gonzaga, emblema dei tempi d’oro della casata e della città di Mantova, lo troviamo su un rarissimo ducatone d’argento del 1649 (oltre che sulle 6 doppie sui 10 zecchini in oro, praticamente introvabili): posto sopra nubi dalle quali scende la pioggia, è circondato dal motto latino TV AVTEM PERNANES (“Ma tu perduri”), verso tratto dai Salmi (103, 13) dove si legge  “Tu autem, Domine, in aeternum manes” (“Ma tu, Signore, rimani in eterno”).

Il sole dei Gonzaga sul rovescio della moneta con motto TV AVTEM PERMANES

Con queste parole bibliche, Carlo II Gonzaga Nevers voleva significare che, come il sole vince sempre le nubi foriere di tempesta, così casa Gonzaga, anche dopo una serie drammatici eventi risplendeva ancora di nuova e durevole luce. Come detto, però, llo sciagurato governo e la scomparsa di Carlo II segnarono l’inizio del definitivo declino della dinasastia dal momento che il figlio di Carlo II e Isabella Clara, Ferdinando Carlo (1652-1708), salito al trono appena tredicenne, sarebbe stato l’ultimo duca di Mantova.

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Un’altra moneta di Carlo II con il sole al rovescio, il soldo in mistura del 1661

Anch’egli non certo dotato di grandi doti politiche – aveva ceduto a Luigi XIV la piazzaforte di Casale al Re Sole per 100.000 scudi e il roboante grado di “generalissimo” – sui campi di battaglia dimostro tutta la propria incapacità e, dopo essere stato confitto sonoramente da Eugenio di Savoia nella battaglia di Torino del 6 settembre 1706, il 21 gennaio seguente lasciò infatti Mantova e la dieta di Ratisbona lo dichiarò decaduto dai suoi possedimenti il 30 giugno 1708, liberando mantovani e monferrini da ogni impegno verso di lui. Fu così la fine di quattro secoli nei quali il sole dei Gonzaga aveva brillato nel cielo della storia italiana.