Monete in cupronichel, argento e oro da Pobjoy Mint per i 180 anni del primo francobollo | Un omaggio ad una rivoluzionaria invenzione del XIX secolo 

 

di Mathias Paoletti | Tante, tante monete per festeggiare cosa? Ma il primo francobollo, quel famosissimo Penny Black con il profilo giovanile della regina Vittoria che debuttò nel Regno Unito, passando ben presto alla storia, il 1° maggio del 1840.

Niente monete da Londra, ci pensa la piccola Gibilterra

Due storiche regine, Vittoria ed Elisabetta II, sulle monete per i 180 anni del primo francobollo coniate per conto di Gibilterra
Due storiche regine, Vittoria ed Elisabetta II, sulle monete per i 180 anni del primo francobollo coniate per conto di Gibilterra

A rendere omaggio ad uno dei francobolli di più famosi e desiderati dai collezionisti filatelici, tuttavia, non è la Royal Mint quanto il servizio numismatico di Gibilterra che, attraverso la londinese Pobjoy Mint, ha appena messo sul mercato un’intera gamma di coniazioni commemorative dedicate all’oggetto che rivoluzionò le comunicazioni postali nel XIX secolo.

Comuni, i soggetti, a tutte le monete della serie che commemora i 180 anni del primo francobollo: da un lato la regina Elisabetta, dall’altro la vingetta del celebre Penny Black nella sua eleganza senza tempo. Un francobollo in moneta i cui dettagli e il cromatismo vengono valorizzati da un accurata incisione a rilievo e da finiture di nuovo tipo, dette “diamond black” e “pearl black” che conferiscono un effetto scuro, anticato, affascinante sia applicate alla coniazione fior di conio che a quella fondo specchio.

Il folder in cui Pobjoy Mint ha confezionato la 50 pence in cupronichel (mm 27,30 per g 8,00) dedicata al "Penny Black"
Il folder in cui Pobjoy Mint ha confezionato la 50 pence in cupronichel (mm 27,30 per g 8,00) dedicata al “Penny Black”

Ben cinque le versioni con nominale da 50 pence e forma di poligono a sette lati prodotte: si va da quella in cupronichel a due argenti (normale e piedfort) ad altrettanti ori con medesimi formati e finiture, per prezzi alla fonte da 12,46 per il cupronichel (già esaurito) a ben 895,00 sterline per la 50 pence in oro. Il prezzo della moneta in oro piedfort, che è stata prodotta in soli 99 pezzi al peso di 16,00 grammi a 22 carati, non infine è nemmeno “dichiarato” da Pobjoy Mint.

Oltre alle 50 pence, la Gibraltar National Mint ha anche fatto coniare, sempre dalle officine londinesi Pobjoy, una moneta da 5 corone in argento da ben 5 once di peso (come già fatto cinque e dieci anni fa): davvero un modo solenne, per la millenaria numismatica, di onorare gli “appena”  180 anni della “cuginetta” filatelia.

I 180 anni del primo francobollo, un po’ di storia

La storia del Penny Black risale a tre anni prima della sua introduzione, avvenuta nel 1840. Nel 1837, a causa delle tariffe postali britanniche, elevate e disomogenee nell’applicazione, Sir Rowland Hill suggerì al governo di cercare di creare un nuovo sistema di pagamento per il servizio pubblico di trasporto della corrispondenza.

Una quartina di bordo foglio di "Penny Black", reperto filatelico ambito da collezionisti di tutto il mondo
Una quartina di bordo foglio di “Penny Black”, reperto filatelico ambito da collezionisti di tutto il mondo

Dopo un’indagine durata due anni, venne deciso che i francobolli prepagati costituivano un’alternativa ideale al sistema esistente che addebitava i costi ai destinatari della posta in base al peso delle lettere o dei pacchi e alla distanza percorsa per completare la consegna. Fu così creato un ritratto di profilo della allora principessa Vittoria e scelto per abbellire il francobollo. Quando il Penny Black entrò in uso, nel maggio del 1840, era salita al trono come regina Vittoria.

L’introduzione del Penny Black ha rivoluzionato e semplificato il sistema postale pubblico nel Regno Unito. Ora, i mittenti potevano acquistare il timbro prepagato da apporre su lettere fino a 14 grammi di peso. Ciò significava che ora le lettere potevano essere spedite per un importo forfettario, indipendentemente dalla distanza da percorrere.

L’utilizzo del francobollo, in seguito, prese piede in tutto il mondo e il resto, come si suol dire, è storia (da approfondire, se volete, in un articolo di qualche tempo fa apparso sul Corriere della Sera cliccando qui).