Ne sono noti appena quattro esemplari, del tremisse carolingio di Lucca, e uno è stato recuperato al patrimonio dello Stato dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio Culturale di Cagliari nell’ambito di una complessa operazione di indagini volta a stroncare un traffico illegale di reperti numismatici.
I carabinieri, coordinati dal procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, hanno sequestrato la moneta dopo una consegna avvenuta a Olbia. Il recupero del tremisse carolingio di Lucca si configura come uno dei maggiori successi di uno dei filoni della della cosiddetta Operazione Numisma i cui risultati sono stati illustrati il 25 marzo scorso.


Manca di parte del tondello e il resto è frazionato in tre parti, ma resta di grade rarità la moneta sottratta al mercato illegale dalle indagini condotte in Sardegna
Coniato a nome di Carlo Magno tra il 773 e il 781 dalla zecca di Lucca, il tremisse – pur frazionato in tre parti e mancante di una parte del tondello, è – come sottolineato in conferenza stampa – “un tesoro di inestimabile valore di proprietà dello Stato che viene ora restituito alla collettività e alla storia”.
Battuto dopo la sconfitta di Desiderio nel 774, il tremisse carolingio di Lucca riporta al dritto la legenda + FL • A VI • A • LVC • A con al centro una stella a sei punte e piccole foglie tra le punte; al roverscio D • N CAR VLVS RЄX e al centro un mezzo busto di fronte.

L’esemplare di tremisse carolingio di Lucca, dello stesso tipo di quello recuperato in Sardegna, andato all’asta da CNG nell’asta Triton XXVIII del 2025
Uno dei quattro esemplari noti, integro, è apparso sul mercato legalmente e battuto all’asta negli USA, nel 2016, nel catalogo Triton XIX realizzando 180.000 dollari. Un altro è invece andato all’asta nel 2025 nell’incanto Triton XXVIII di Classical Numismatic Group con base di 18.000 dollari, spuntando un prezzo di “appena” 25.000 dollari.
“Questo sequestro – ha sottolineato il procuratore Capasso – ha una rilevanza pubblico sociale grandissima. La moneta stava per passare di mano nei pressi di Olbia e questo ha consentito il nostro intervento, grazie all’ausilio dei carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio culturale. È patrimonio dello Stato e sarà ora custodita nel museo di Sassari”. Ulteriori indagini sono ancora in corso e non sono stati forniti altri dettagli.






































