Ricordo della nonna, trovata per caso fra altri spiccioli, una mezza lira del 1861 per Firenze ha dato il via alla collezione del nostro lettore Silvio Anglesio

 

a cura della redazione | Per la rubrica La moneta del cuore ci scrive Silvio Anglesio: “Abito in provincia di Torino e sono collezionista di monete Savoia pre decimali e, nel mio piccolo, numismatico studioso di questa categoria. Sono anche socio e presidente del Circolo numismatico delle Valli di Lanzo dopo la scomparsa del nostro presidente a vita Attilio Bonci, anche lui collezionista e numismatico.

Vi seguo assiduamente e voglio dare, se di interesse, il mio contributo per la vostra iniziativa La moneta del cuore che giudico interessante visto che permette anche alle persone ‘comuni’ di far parte dell’ottimo lavoro che state portando avanti in ambito numismatico. Ancora un sentito grazie per il lavoro che svolgete e che diffondete liberamente a tutti”.

Ringraziando il signor Anglesio, lasciamo al suo racconto Il tesoro ritrovato il modo di svelarci come sia nata un’altra delle tante raccolte numismatiche che esistono nel nostro paese, specchio della curiosità e di altrettante persone e strumenti di arricchimento culturale che hanno valore al di là di ogni considerazione di tipo economico.

La data 1861 e il profilo di Vittorio Emanuele II già ci riportano all'alba della Nazione italiana e questa mezza lira segna un momento storico, quello dell'assunzione ufficiale della corona d'Italia da parte dei Savoia
La data 1861 e il profilo di Vittorio Emanuele II già ci riportano all’alba della Nazione italiana e questa mezza lira segna un momento storico, quello dell’assunzione ufficiale della corona d’Italia da parte dei Savoia

“Per un collezionista è difficile decidere quale sia la moneta del cuore, questo mi pare sia un pensiero comune a tutti. La moneta cercata per tanto, quella strappata a un prezzo irrisorio, quella che non ti stanchi mai di guardare perché la consideri la moneta perfetta, quella regalata da un amico scomparso e che te lo ricorda tutte le volte che la tieni in mano, quella con una storia particolare, mille monete e mille motivi per amarle.

Ma come capita a molti, se non a tutti, la prima è sempre quella che forse ami di più. È il primo passo che ti ha portato in quel lungo cammino, nel mio caso di decenni, che non ti stufi ancora di percorrere. Capitò tutto dopo un triste evento, la morte improvvisa di mia nonna. Quando il primo dolore si era attenuato decisi di mettere mano alle sue cose e svuotando e smontando l’armadio con ancora i suoi vestiti all’interno sfilai un cassetto e notai una strana scatola nascosta dietro quel cassetto.

Furono 1.222.099 le monete da mezza lira d'argento (900 millesimi, 2,5 grammi per 18 millimetri) coniate a Firenze dalla ex zecca granducale toscana, ora divenuta filiale della Regia Zecca
Furono 1.222.099 le monete da mezza lira d’argento (900 millesimi, 2,5 grammi per 18 millimetri) coniate a Firenze dalla ex zecca granducale toscana, ora divenuta filiale della Regia Zecca

Incuriosito la presi, la posai sul tavolo e la aprii. All’interno una settantina di monetine e banconote per centomila lire; erano gli ultimi anni dello scorso millennio, le lire erano ancora in vigore, ma quelle banconote risalivano agli anni ’70: sei banconote da diecimila lire Machiavelli e due banconote da ventimila lire del Tiziano. Un tesoretto nascosto da mio nonno morto più di vent’anni prima!

Ma la cosa che mi intrigava di più erano le monete, allora non ne sapevo veramente nulla e cominciai a cercare di capire cosa avevo in mano. Erano quasi tutte i soliti spiccioli della serie Impero, un paio di 10 centesimi del primo re d’Italia e… una piccolina di argento, una mezza lira 1861 Firenze sempre di Vittorio Emanuele II.

L'arrivo a Firenze di Vittorio Emanuele II 3 febbraio del 1865, giorno in cui il capouogo toscano diventa capitale d'Italia. Lo rimarrà fino al 3 febbraio 1871 quando Roma, presa il 20 settembre dell'anno precedente, subentrerà ufficialmente in questo ruolo
L’arrivo a Firenze di Vittorio Emanuele II 3 febbraio del 1865, giorno in cui il capouogo toscano diventa capitale d’Italia. Lo rimarrà fino al 3 febbraio 1871 quando Roma, presa il 20 settembre dell’anno precedente, subentrerà ufficialmente in questo ruolo

Cercando scoprii che si trattava di una moneta abbastanza rara, una ‘piccolina’, come quelle che mi piacciono ancora adesso, che aveva circolato fra le mani delle persone comuni, che era nata insieme alla Nazione italiana, che nel suo piccolo peso portava un carico enorme di storia.

Da allora la mia ricerca ed i miei interessi si sono spostati indietro nel tempo, sempre nella monetazione sabauda, probabilmente per il legame col mio territorio natio, ma quella mezza lira ha conservato il suo posto privilegiato in collezione, come la prima pietra d’angolo in una costruzione, come ricordo indelebile dei miei nonni che non ci sono più”.

Per leggere le altre storie di “monete del cuore” inviate dai nostri lettori cliccate qui. Per inviarci la vostra personale storia su come e con quale moneta è iniziata la vostra passione scriveteci una mail a contact@cronacanumismatica.com.