L’importante asta numismatica Varesi 86 si svolgerà il 5 e 6 novembre 2025 con due sessioni in sala e live dalle ore 14.30 (lotti 1-454) di mercoledì 5 novembre e dalle ore 13.30 (lotti 454-1151) di giovedì 6 novembre. A seguire, sabato 7 novembre alle ore 10.00 una terza sessione solo live su BidInside vedrà esitare i lotti 1152-1834 del ricco catalogo autunnale della ditta pavese.

Il termine per le offerte pre asta è fissato mercoledì 5 novembre alle 13.30 per la prima sessione, giovedì 7 alle ore 12.30 per la seconda e venerdì 7 alle ore 10.00 per la sessione live internet. L’esposizione dei lotti sarà presso la sede dell’asta (Villa Botta Adorno in Piazza della Libertà a Torre d’Isola, in provincia di Pavia) mercoledì 5 novembre dalle 10.00 alle 13.00 (lotti 1-454) e giovedì 6 dalle 9.30 alle 12.00 (lotti 455-1151). La visione é possibile anche presso i nostri uffici dal 15 ottobre al 3 novembre, solo su appuntamento.

Vi ricordiamo che è gradita la conferma della partecipazione in presenza all’asta da parte dei clienti. Per informazioni è possibile telefonare allo 0382 570685 o scrivere una mail a info@varesi.it. Ma vediamo ora alcuni degli esemplari più importanti in catalogo; catalogo che comprende monete antiche, medievali e moderne, medaglie, selezioni di Casa Savoia, napoleoniche, papali e interessanti lotti multipli.

Monete antiche, fascino intramontabile

L’asta numismatica Varesi 86 si apre con 76 lotti di numismatica classica per i quali, contrassegnati dal simbolo §, la casa d’aste ricorda che non si effettuano pratiche di esportazione. Iniziamo presentando al LOTTO 2 un magnifico statere di Lisimaco (323-291 aC) coniato in Tracia e offerto da 6500 euro di base e proseguiamo con il raro denario repubblicano di Roma a nome di M. Aemilius Lepidus del LOTTO 7, coniato nel 61 aC con volto di Alessandria e Lepido che incorona Tolomeo V (base 2000 euro).

Il magistrato C. Memmius C.f. firma invece il LOTTO 27, un altro splendido denario del 56 aC con ritratto di Cerere e prigioniero sotto un trofeo d’armi (base 500 euro) mentre, passando all’Impero Romano, al LOTTO 47 ecco un eccellente aureo di Antonino Pio coniato nel 138-161 alla base di 4000 euro, in alta conservazione.

Di grande rarità, al LOTTO 51 troviamo un tremisse per Mediolanum a nome di Magno Massimo (335-338), base 12.000 euro.  Nominale più raro di questo effimero regnante, il tremisse è presente nelle grandi collezioni del passato solo nella Montagu e nella D’Amecourt ed assente nelle più recenti tra cui la Biaggi De Blasys. Tra le numerose monete longobarde in catalogo, invece, ci piace mostrarvi il LOTTO 74, un tremisse di Aistolfo (749-756), molto raro e pienamente leggibile alla base di 2500 euro.

Medaglie d’arte, arte e bellezza in metallo

Passiamo ora ad alcuni lotti della sezione medaglistica tra i quali spicca ad esempio al LOTTO 235 una fusione antica dell’opera di Bertoldo di Giovanni che, con i ritratti di Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano, ricorda la congiura dei Pazzi del 1478 a Firenze: bi buona fattura, la medaglia parte da 300 euro. Ne servono invece almeno 400 per il LOTTO 238, che ha per protagonista una fusione di Giovanni Zanobio Weber del 1776 per la poetessa Maria Maddalena Morelli, magistralmente ritratta al dritto.

Rarissima, al LOTTO 246, la medaglia di Publio Morbiducci in argento per la Fiera di Tripoli del 1930, meritevole di 300 euro di base mentre al LOTTO 248 ecco un’altra coniazione del medesimo autore e nello stesso metallo, altrettanto rara e realizzata come premio per mostre avicole (base 350 euro).

I Savoia, una millenaria dinastia numismatica

Non potevano mancare, nell’asta numismatica Varesi 86 del 5-6 novembre, le coniazioni di Casa Savoia: per prima vi mostriamo quella al LOTTO 252, la storica quadrupla della Reggenza anno 1639 zecca di Torino, a 4000 euro e rarissima. Altra moneta di fascino quella al LOTTO 254, passata in asta una sola volta: si tratta della doppia di re Carlo Emanuele III del 1768 che in splendido stato merita 7000 euro di prima offerta.

Molto raro, l’argenteo scudo da 5 lire di Carlo Felice del 1822 per Torino è al LOTTO 262 in conservazione splendida a 1500 euro e, a seguire, al LOTTO 288 ecco una “piccola” di pregio, la mezza lira T BN del 1867, di notevole rarità e alla base di catalogo di 1200 euro.

Passando a Vittorio Emanuele III, l’incanto di novembre propone fra le altre una bellissima 100 lire Vetta d’Italia (LOTTO 321) a 6500 euro di prima offerta e, subito dopo, una curiosità: al LOTTO 322 infatti troviamo una 10 centesimi Ape 1925 battuta fuori virola, errore meritevole di 150 euro di base d’asta.

Altra notevole rarità sono i 10 centesimi di lek PROVA per l’Albania Italiana con millesimo 1940-XVIII: al LOTTO 336, richiedono una prima offerta di 1000 euro mentre ne servono almeno 350 per mettere in collezione la superba rupia per la Somalia Italiana del 1913 al LOTTO 337: un fior  di conio di assoluto pregio.

Monete di zecche italiane: la Penisola in tondelli

Nucleo forte dell’asta numismatica Varesi 86, le monete italiane preunitarie comprendono centinaia di esemplari tra i quali, in ordine alfabetico, segnaliamo per primo il LOTTO 355, un eccezionale giulio bolognese di Clemente VII (1523-1534) in quasi fior di conio a 3000 euro. Restiamo in Emilia con il LOTTO 376 che presenta un magnifico mezzo scudo ferrarese per Ercole II d’Este del 1546 a 3000 euro: si tratta del tipo con al rovescio Ercole che atterra un guerriero, opera dell’incisore Bartolomeo Nigrisoli.

Fra le tante monete di Firenze in catalogo al LOTTO 388 spicca il mezzo giulio di Alesandro de’ Medici (1532-1537) battuto su coni di Benvenuto Cellini e citato dall’artista anche nella propria autobiografia (base 1000 euro) mentre al LOTTO 416, a 4000 euro, ecco un eccellente 80 fiorini 1827 a nome di Pietro Leopoldo di Lorena.

Eccelle per rarità, al LOTTO 444, il testone ferrarese con il Monte Olimpo di Federico II Gonzaga (1519-1540), leggermente poroso ma meritevole di 5000 euro di base e, a seguire, al LOTTO 556, tra le tante interessanti monete di Milano in catalogo, eccone una di grande importanza, il ducato d’oro con ritratto di Francesco I Sforza (1450-1466) con stima di 2500 euro.

Passando al periodo spagnolo, al LOTTO 628 spicca uno scudo di Filippo II (1554-1598) in splendida conservazione e a 2000 euro di base, mentre la moneta di copertina dell’asta numismatica Varesi 86 la troviamo al LOTTO 675: si tratta di un magnifico filippo d’argento di Filippo IV, anno 1657, di modulo largo e dalla bellissima patina (base d’asta 1500 euro).

Da Milano a Napoli, dagli Asburgo agli Angiò per il saluto d’oro di Carlo II (1285-1309) proposto al LOTTO 873: moneta iconica del medioevo meridionale, ambita da tanti, è proposta in fior di conio alla base di 4000 euro. A seguire, sempre per Napoli, al LOTTO 879 ecco la doppia al motto MAGNA OPERA DOMINI di Carlo V (1516-1554) a 3000 euro di stima e in eccellente conservazione.

Altra zecca di spicco nell’asta del 5-6 novembre, Napoli vede la propria monetazione rappresentata per intero, fino al XIX secolo, ad esempio con la superba piastra da 12 carlini di Gioacchino Murat del 1810 al LOTTO 909, offerta a 2000 euro, oppure con gli aurei 30 ducati 1854 al LOTTO 957, a nome di Ferdinando II di Borbone, che richiedono una prima offerta di almeno 6000 euro.

Eccezionale poi, al LOTTO 1010, il giulio per la zecca di Ravenna a nome di Leone X (1503-1513) con al rovescio il Cristo risorto: moneta di esimia rarità ben centrata e completamente leggibile, si attesta a 10.000 euro di base d’asta essendo una delle monete più prestigiose e introvabili della zecca romagnola. Sempre in tema di papali, ci spostiamo a Roma con il LOTTO 1031, il raro giulio con la bombarda di Innocenzo XII Pignatelli, coniato nel 1694 e proposto splendido dalla base di 200 euro.

Prima offerta a 850 euro, invece, per la rara piastra con veduta di San Pietro in Montorio emessa sotto Clemente X nel 1703-III mentre, passando al XIX secolo, al LOTTO 1060 è proposta una maestosa 10 scudi oro di Gregorio XVI del 1836 in splendida conservazione.

Continuando a sfogliare le zecche italiane in ordine alfabetico, da Torino proviene il primo marengo della storia italiana, quello della Repubblica Subalpina AN. 9 offerto al LOTTO 1093, con fondi brillanti, a 2500 euro di base; ne servono almeno 6000, invece, per l’eccezionale tremisse longobardo di Treviso a nome di Desiderio (756-774) al LOTTO 1098.

Dalla Serenissima, tra le numerose monete in catalogo, al LOTTO 1124 troviamo un eccezionale ducato in oro al peso di 10 zecchini coniato durante il dogato di Alvise Mocenigo II (1700-1709): moneta di grande rarità, merita 20.000 euro di base. E chiudiamo con il LOTTO 1140, con le 20 lire del governo provvisorio del 1848: uno dei simboli numismatici del Risorgimento, qui proposto in alta conservazione con base di 3000 euro.

La sessione live dell’asta numismatica Varesi 86

Vi ricordiamo, per concludere, che le offerte per l’asta numismatica Varesi 86 sono già aperte previa registrazione gratuita e che i lotti della sessione solo live (dal 1152 al 1834) saranno battuti nella giornata del 7 novembre con inizio alle ore 10.00.