Monete e lingotti d’oro vennero recuperati da una nave italiana sul fondo della Manica dove giacevano dal 1922, anno dell’affondamento della SS Egypt

 

di Roberto Ganganelli | La SS Egypt era un transatlantico inglese della Peninsular & Oriental Company. Affondò il 20 maggio 1922 dopo un tragico incidente, in cui persero la vita molte persone e che portò alla perdita di un prezioso carico sui fondali della Manica.

La SS Egypt percorreva la rotta tra il Regno Unito e l’India. Costruito nel 1897 lasciò il porto di Tilbury, in Inghilterra, il 19 maggio 1922, diretto a Marsiglia. A bordo c’erano 44 passeggeri e 294 membri dell’equipaggio, la maggior parte dei quali erano indiani che tornavano nella madrepatria dopo un periodo di lavoro in Gran Bretagna.

ss egypt

Il piroscafo britannico SS Egypt in una cartolina di inizio Novecento

Il carico era consistente e prezioso. Oltre alle merci, nei forzieri della nave si trovavano 4500 chili d’oro in lingotti, 43 tonnellate d’argento e 37 casse da 165.000 sovrane inglesi destinate alla grande colonia d’Asia e alla sua amministrazione.

Il giorno dopo la partenza, il 20 maggio 1922, la SS Egypt affondò nel Golfo di Biscaglia, al largo della costa del Finistèrre. All’improvviso, un mercantile francese – La Seine – emerse infatti dalla nebbia ad alta velocità e colpì con violenza la SS Egypt sulla fiancata sinistra.

Una sovrana a nome di Gorgio VI con millesimo 1917: sul piroscafo affondato ne erano state stipate ben 165.000, di varie date, destinate alla colonia d’India

La nave britannica iniziò rapidamente ad affondare e il panico si impadronì dei passeggeri che si accalcarono alle scialuppe salvandosi solo in parte. In soli venti minuti, la SS Egypt scomparve sotto le onde. Furono 86 le persone che morirono nel naufragio e l’intero carico scomparve in fondo alla Manica.

Negli anni successivi furono intraprese varie spedizioni per ritrovare il tesoro della SS Egypt ma fu solo sette anni dopo il naufragio, nel 1929, che fu individuata la posizione del relitto. A fare la scoperta fu la società italiana SO.RI.MA. (Società Ricuperi Marittimi), individuando i resti del piroscafo ad una profondità di 120 metri e, tre anni dopo, due navi specializzate della compagnia, Artiglio e Rostro, iniziarono i tentativi di recupero del tesoro inviando dei palombari a piazzare degli esplosivi sui forzieri.

ss egypt

L’equipaggio della nave recupero italiana Artiglio, protagonista dell’ardito recupero di parte del tesoro della SS Egypt dai fondali del Golfo di Biscaglia

Fatte esplodere le casseforti, un subacqueo in una campana era responsabile di portare tutto in superficie, utilizzando un rampino meccanico e raccogliendo monete e lingotti. Le operazioni durarono tre anni, fino al 1935. Anche se i dati ufficiali non sono noti, si stima che sia stata recuperata solo parte del tesoro della SS Egypt.

Nel 1987, la compagnia danese HH Fadersboell lanciò una nuova spedizione per recuperare il bottino rimanente e, con tecnologie moderne, i sommozzatori riuscirono a riportare a galla 150 chili d’argento, 747 sovrane d’oro e alcuni lingotti d’oro. E i tentativi di strappare all’oceano altre ricchezze continuano ancora.

Giovanni Quaglia, presidente e ammistratore delegato della SO.RI.MA., la compagnia di recuperi marittimi italiana che realizzò l’impresa fra il 1929 e il 1935

Di quando in quando, come per altri naufragi, anche i cimeli numismatici provenienti dalla SS Egypt appaiono sul mercato. Ad esempio, nell’asta numismatica Ghiglione 68 del 15 aprile 2023, al lotto 68 è offerta una rarissima scatoletta d’epoca con una delle sovrane recuperate dalla SO.RI.MA.

ss egypt
Memorabilia dagli abissi: ecco la sovrana recuperata dal tesoro della SS Egypt, nella scatola ricordo della SO.RI.MA., che viene messa all’asta da Ghihlione a Genova

La moneta, coniata nel 1917, come “segno distintivo” presenta i classici colpetti sul bordo dovuti all’azione dei macchinari di recupero e all’esplosione delle cariche usate dai palombari: all’interno del coperchio un cartoncino stampato in cui si ricorda come l’Artiglio è il suo equipaggio abbiano strappato con ardimento e ingegno tutti italiani quella sterlina all’SS Egypt recuperandola da una profondità di 130 metri.

La data è quella del 22 giugno 1932-X e sul cartoncino, con tanto di bandiera della SO.RI.MA., si trova stampata anche la firma dell’allora presidente e amministratore delegato della compagnia, Giovanni Quaglia. Un pezzo di storia della marineria, una testimonianza numismatica di un’impresa italiana che – dopo l’asta Ghiglione del 15 aprile – qualche collezionista potrà presto coccolare nella propria raccolta.