Il 5 marzo è il giorno di debutto sul mercato di due novità numismatiche italiane, gli attesissimi 2 euro Pinocchio dedicati al bicentenario dalla nascita di Carlo Lorenzini (Collodi), autore del famoso racconto, e della serie annuale 9 pezzi che include la moneta da 5 euro in argento che omaggia le bellezze architettoniche di Lecce.

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Davvero accattivamente la confezione dei 2 euro Pinocchio 2026 che ricordano i duecento anni dalla nascita del creatore del famoso burattino, lo scrittore Collodi

Modellata da Marta Bonifacio, la faccia nazionale dei 2 euro Pinocchio raffigura al centro – e non poteva essere altrimenti – il burattino protagonista del libro pubblicato nel 1881 e da allora divenuto celebre in tutto il mondo. Nel campo, a destra, l’ombra di Pinocchio che guarda attonito il grillo parlante sulla punta del suo lungo naso che, come tutti sanno, sta crescendo per aver detto una delle sue bugie. In alto è posto il nome CARLO COLLODI insieme alle date 1826 e 2026, rispettivamente anno di nascita dello scrittore celebrato e anno di emissione della moneta. A sinistra la R della Zecca di Roma, a destra il monogramma RI, acronimo della Repubblica Italiana. In basso la scritta PINOCCHIO e, in basso a destra, il monogramma dell’autrice.

La moneta – interessante novità – è stata coniata in 10 mila pezzi fior di conio confezionata in coincard a 17 euro di prezzo di emissione, in versione proof nello stesso numero di esemplari e con prezzo di 32 euro, nonché in 5 mila pezzi reverse proof (rilievi satinati, fondo lucido) ad identico prezzo. Completa l’offerta dei 2 euro Pinocchio il rotolino di 25 monete fior di conio, commercializzato alla fonte a 70 euro e che sarà disponibile dall’11 febbraio.

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Sono confezionate in astuccio, e in capsula protettiva, le versioni proof e reverse proof della moneta disponibile ufficialmente dal 5 marzo

Collodi e Pinocchio torneranno protagonisti anche nella divisionale 12 monete – novità assoluta di quest’anno – che comprenderà le bimetalliche per Collodi e san Francesco sia in proof che reverse proof e per la quale, tuttavia, dovremo aspettare il 9 aprile. Il 4 novembre è invece la data fissata per il debutto della 10 euro “ciambella” destinata ad ospitare i 2 euro Pinocchio, altro conio molto atteso.

È già evidente che i 2 euro Pinocchio e la “ciambella” andranno a ruba e che più di un collezionista – non riuscendo ad acquistarli nello shop elettronico della Zecca – augurerà ad IPZS di “finire nel ventre della balena” o, peggio, fra le grinfie di Mangiafuoco…

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I 10 euro “ciambella” 2026, modellati da Emanuele Ferretti e destinati ad ospitare i 2 euro Pinocchio in versione proof a creare un oggetto numismatico di sicuro successo

Seconda novità in pista dal 5 marzo 2026, la divisionale fior di conio 9 monete che, oltre agli spiccioli dal centesimo ai 2 euro standard, è impreziosita da una 5 euro in argento opera di Monica Ciucci e dedicata ai tesori architettonici di Lecce.

Il conio (925 millesimi, 32 millimetri per 18 grammi) al dritto con una veduta prospettica dal basso, rappresenta un particolare della facciata della Basilica di Santa Croce, monumento simbolo dell’arte barocca a Lecce, e del suo rosone. Nel giro in alto REPUBBLICA ITALIANA e in basso 2026, anno di emissione della moneta.

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Ecco i 5 euro d’argento che impreziosiscono, con un tributo alle eccellenze architettoniche di Lecce, la serie divisionale italiana 2026 in versione fior di conio

AL rovescio, in primo piano, in basso, è rappresentato l’anfiteatro romano di Lecce, completato da un’ellisse che riporta al suo interno, nella parte alta, il valore nominale 5 EU | RO. Sulla destra è raffigurata la colonna di Sant’Oronzo con una porzione di meridiana, funzione svolta dalla statua del santo sulla sommità. Nel giro, in alto a sinistra l’iscrizione LECCE; In basso il segno di zecca e la firma dell’autore  M. CIUCCI.

Confezionata in numibox, in 7000 serie, la divisionale rappresenta di fatto l’unico modo per gli appassionati di mettere in collezione le monete da 1, 2 e 5 centesimi: i due tagli più bassi, infatti, da anni non vengono più coniati per la circolazione e anche lo spicciolo da 5 risulta in coda ai contingenti di produzione di IPZS.

Il prezzo della divisionale, alla fonte, è fissato in 90 euro. La moneta dedicata all’arte romana e barocca di Lecce è anche prevista in uscita singolarmente, a far data dal 9 aprile prossimo, in 4000 esemplari a 80 euro ciascuno.