Venezia, le monete papali e quelle del Regno d’Italia sotto i riflettori nell’incanto Nomisma Aste Verona che offre anche prestigiose coniazioni mondiali, medaglie napoleoniche di pregio e banconote d’eccezione

 

informazione pubblicitaria | Dopo il grande successo della prima vendita all’incanto del 13-14 maggio, Nomisma Aste Verona torna ad offrire ai collezionisti numismatici un nuovo catalogo di vendita ricco di ben 1372 lotti con monete e medaglie italiane e straniere di grande interesse, pronte a soddisfare tutti i collezionisti.

Nomisma Aste Verona è specializzata nell’acquisto e vendita all’asta di monete, medaglie e cartamoneta con particolare attenzione per i pezzi di rara apparizione sul mercato. Inoltre, si occupa anche di altre tipologie di oggetti da collezione: orologi, gioielli, libri, penne e accendini di pregio oltre ad avere un dipartimento dedicato espressamente a vini e distillati.

L’incanto Nomisma Aste Verona n. 2: tutte le informazioni

nomisma aste veronaOrari in sala e live: sessione I, sabato 22 ottobre 2022 dalle ore 15.00 (lotti 1-479); sessione II, domenica 23 ottobre 2022 dalle ore 9.30 (lotti 480-973); sessione III, domenica 23 ottobre 2022 dalle ore 14.30 (lotti 974-1372).

Termine offerte pre-asta: 22 ottobre alle ore 14,00 per i lotti  1-479; 23 ottobre alle 8.30 per i lotti 480-973; 23 ottobre alle 13.30 per i lotti 974-1372. Esposizione dei lotti presso la nostra sede sabato 22 ottobre 2022 dalle ore 9.30 alle ore 13.00; durante le tornate d’asta sarà esposto il materiale della tornata in corso.

Visitate il nostro sito all’indirizzo www.nomisma-aste.it o scriveteci a info@nomisma-aste.it. Siamo a vostra disposizione anche per contatti telefonici al numero di cellulare 345 3257359. L’asta verrà battuta presso la sede di Nomisma Aste Verona in Via Legnago 144 a Verona e live su Bidinside (clicca qui per accedere al catalogo). Ma è ora il momento di mostrarvi alcune delle monete in offerta: rare, di eccellente conservazione, di difficile apparizione sul mercato, queste monete non sono che una selezione del catalogo d’asta, che vi invitiamo a visionare con attenzione.

Collezione R.P.: i tesori numismatici di un eclettico appassionato

La prima parte del catalogo n. 2 di Nomisma Aste Verona è appannaggio della Collezione R.P. che comprende, all’insegna della multiforme passione di un numismatico, sterline e marenghi, monete dall’antichità ai giorni nostri, italiane e straniere, con esemplari papali e di Casa Savoia. Di questa sezione della vendita vi presentiamo innanzi tutto due marenghi: il primo, quello “capostipite” di questo fortunato tipo, al lotto 109 è proposto Bb/Spl a 2000 euro mentre quello da 20 lire Aratrice del 1912, in Spl+/qFdc è al lotto 107 alla base di 1000 euro.

Passando alle monete medievali della Collezione R.P., ecco un saluto d’oro ma non italiano, bensì di Enrico VI di Francia (1422-1461) al lotto 210 a base 1000 euro mentre viene dal Giappone, periodo 1860-1867, il curioso manen koban in oro del lotto 257, base 400 euro.

Molto raro il ducato ungherese di Wladislaus II (1490-1516) al lotto 345, stima di partenza 500 euro, e ancor più raro il piccolo dollaro USA ottagonale del 1870, offerto in conservazione Bb al lotto 357 alla base di 100 euro.

nomisma aste veronaTra le monete di zecche italiane, ecco invece un’eccezionale ottavino genovese, R3 e Spl, che al lotto 371 parte da una base di 1000 euro: si tratta di una “piccola” genovese del periodo 1139-1339 che quasi mai appare sul mercato, specie in questa conservazione. Al lotto 409, invece, ecco un altro saluto d’oro, stavolta quello napoletano a nome di Carlo II d’Angiò (1285-1309) offerto Spl dalla base di 1500 euro.

Invitandovi a visionare gli altri lotti di monete italiane e le papali della Collezione R.P., tra le sabaude vi segnaliamo con piacere due argenti di Vittorio Emanuele III: al lotto 476 la 20 lire del 1936 in Spl/Spl+ con base di 700 euro e al lotto 477 le celebri e 5 lire Cinquantenario del 1911 in Spl con base di 500 euro.

Rarità e monete in alta conservazione da zecche di tutto il mondo

Il catalogo n. 2 di Nomisma Aste Verona (vendita del 22-23 ottobre) prosegue con una selezione di monete estere e, fra queste, scintilla in assoluto – non solo per l’oro con cui fu coniata – la prestigiosa 5 ghinee a nome di Gugliemo III d’Inghilterra (1694-1702): rarissima, con rilievi eccellenti, in conservazione Spl questo massimale d’Oltremanica merita una base di 30.000 euro (lotto 542).

nomisma aste veronaLe medaglie di Napoleone e dei napoleonidi, cartoline di un’epoca

L’epopea del Bonaparte ha rappresentato, tra la fine del XVIII e il primo ventennio del XIX secolo, un formidabile passaggio storico che ha cambiato il volto dell’Europa e lasciato segni profondi anche nel periodo successivo. Non a caso, le medaglie di quegli anni riscuotono sempre grande successo, specie se rare come il lotto 590 – medaglia del 1796 per il passaggio di fiumi Po, Adda e Mincio da parte dell’Armeé d’Italié – che parte, in argento, da 1500 euro. Il conio del 1808 con ritratto di Gioacchino Murat per la presa di Capri, invece, per la sua raffinatezza e rarità ne merita invece, al lotto 601, ben 10.000 anche per la conservazione perfetta dell’esemplare.

Due capolavori in filigrana dalla sezione cartamoneta

La sezione del catalogo Nomisma Aste Verona n. 2 dedicata alla moneta cartacea annovera appena 13 lotti ma, fra questi, troviamo alcuni biglietti di esimia rarità e quasi mai apparsi sul mercato come, al lotto 627, le 20 lire 1872 della Banca nazionale Toscana (R5, Spl, 8000 euro) oppure, al lotto 630, il biglietto già consorziale da 250 lire del 1881 (R6, Bb, base 20.000 euro): due esempi di come anche le banconote possano rappresentare dei veri tesori storici e numismatici.

Eccellenze di zecche italiane, con particolare attenzione a Venezia

Lasciando per la parte successiva di questa preview la segnalazione di alcune monete sabaude e del Regno d’Italia, tra le coniazioni preunitarie iniziamo col mostrarvi una eccezionale coniazione della zecca di Casale a nome di Guglielmo Gonzaga (1566-1587), ossia la doppia in oro del 1578, con magnifico ritratto e stemma araldico: al lotto 634 la moneta, di estrema rarità e in Spl/Fdc, è offerta dalla base di 14.000 euro.

nomisma aste veronaRicca la scelta di monete fiorentine e toscane più in generale mentre per Mantova, al lotto 724, lascia letteralmente senza fiato il tallero del 1622 di Ferdinando Gonzaga (1616-1626), “esemplare non circolato” che porta in modo superbo i suoi quattro secoli di età: R4, qFdc, è stimato 14.500 euro. Al lotto 737, invece, il doppio ducato milanese con ritratti di Bona di Savoia e di Gian Galeazzo Maria Sforza, periodo 1476-1481, R5 e Spl parte dalla base di 20.000 euro.

Passando alle coniazioni veneziane, altro settore di punta del catalogo d’asta n. 2 di Nomisma Aste Verona, è da sottolineare come in questo incanto siano proposte monete che vanno dalla fine del Duecento alla chiusura della zecca e come, fra queste, vi siano esemplari – anche di nominali minori – in eccellente conservazione (grossi, la lira Tron e altre tipologie).

Particolarmente ampia la scelta di oselle, moltissime in argento; non mancano tuttavia esemplari d’eccezione in oro di questa moneta donativo consegnata ogni anno dai dogi della Serenissima, come ad esempio al lotto 912 (R4, Spl/Fdc, 15.000 euro di base), quella del 1700 a nome di Alvise II Mocenigo (1700-1709). Al rovescio la Fortuna, illuminata da raggi, velata nei lombi, capelli al vento, il volto e le braccia alzati verso l’alto, con un vessillo pendente dal braccio destro e col piede destro sui frammenti di una ruota. La legenda si riferisce alla contrastata elezione del doge, che attribuisce la sua ascesa al dogato non ai suoi meriti ma alla volontà di Dio.

nomisma aste verona

È R5 e merita – inedita al Paolucci – ben 25.000 euro di base l’osella del 1728 di Alvise III Mocenigo (1722-1732) al lotto 921 che al rovescio mostra l’Abbondanza con una cornucopia colma di frutti ed un ramo di ulivo. Sullo sfondo truppe e una nave da guerra. Venezia si affida alla sua forza bellica e alla sua ricchezza per garantire la neutralità (l’ulivo) in vista dei contrasti nella Penisola per la successione di Parma e Toscana.

Medesima la base d’asta per un’altra osella in oro, quella al lotto 956 e che risale al 1785, nell’ultima fase di libertà e indipendenza di Venezia prima dell’arrivo di Napoleone e del periodo austriaco: la moneta a nome del doge Paolo Renier (1779-1789), penultimo doge, mostra il prospetto dell’arsenale con due torrette tra le quali una nave e allude alla visita fatta dal doge all’arsenale, durante la quale erano stati rilevati irregolarità e abusi, subito repressi e puniti.

Sotto il segno di chiavi e tiara, le monete dei papi e degli Stati pontifici

Nomisma Aste Verona, nella sua asta battuta del 22-23 ottobre, farà felici anche molti appassionati di monete papali, un’altra delle serie più amate dai collezionisti italiani e non solo sia per la varietà delle raffigurazioni che per la raffinatezza dei coni. Dall’ampia scelta di nominali – soprattutto in argento – ecco dunque la mezza piastra 1693 al tipo del pellicano, regnante Innocenzo XII (1692-1700) al lotto 1203 a 2000 euro in qFdc; oppure, al lotto 1029, la piastra pittorica di Clemente XI (1700-1721) con san Pietro nella tempesta, conio dell’anno VI, in qFdc/Spl+ a 6500 euro.

Tra le medaglie dei romani pontefici, invece, R4 in quanto coniata in soli 15 esemplari è la “lavanda” in oro di Pio IX (1846-1878) dell’anno XVII di pontificato al lotto 1104: migliore di Spl, è offerta in catalogo da una base di 5000 euro.

nomisma aste veronaMonete e medaglie di Casa Savoia nel catalogo Nomisma Aste Verona

Altra sezione di punta dell’asta del 22-23 ottobre è quella dedicata alla dinastia sabauda, le cui monete più antiche offerte in catalogo risalgono all’inizio del XVI secolo. Dalla lira INSTAR MONIVUM alla quadrupla della Reggenza 1641, dalla doppia 1797 alle ultime monete pre riforma del 1816 è davvero ampia la scelta.

Venne coniata nel 1859 a Torino, invece, sul piede mutuato dal franco napoleonico, la 5 lire di Vittorio Emanuele II al lotto 1191 di cui un esemplare in Fdc con fondi lucenti – un vero piacere per gli occhi, oltre che una moneta R3 – è offerta alla base di 15.000 euro. Al lotto 1202, invece, troneggia il massimale della monetazione post unitaria, una 100 lire oro 1872 in Spl/Spl+ con base d’asta di 18.000 euro.

Nella sezione sono presenti pressoché tutti i nominali della monetazione sabauda per il Regno d’Italia, anche gli “spiccioli”, naturalmente selezionati per conservazione eccellente o per rarità: monete – ad esempio una “normale” 10 centesimi in rame – che per la loro perfezione acquistano il fascino del piccolo capolavoro.

nomisma aste veronaConcludiamo questa anteprima della vendita Nomisma Aste Verona del 22-23 ottobre con due capolavori del “re numismatico”, del quale il catalogo offre quasi tutte le tipologie e date: la prima è la moneta da 5 lire del 1901 al lotto 1314, in Fdc e in slab NGC, di grande rarità e anche per questo valutata a una base di 60.000 euro; la seconda, al lotto 1326, è invece la più bella 2 lire 1903 in assoluto certificata da NGC, un esemplare Fdc meritevole di ben 25.000 euro di base.