La riconiazione del grosso d’argento, una conferenza di Andrea Cavicchi e l’esposizione delle monete del tempo di Braccio arricchiscono Perugia 1416

 

a cura della redazione | Per Perugia l’anno 1416 rappresenta uno snodo fondamentale, il passaggio tra Medioevo e Rinascimento: in quell’anno, infatti, il capitano di ventura Braccio Fortebracci da Montone entra in città dopo un sanguinoso assedio.

È il 19 luglio e i Perugini offrono al condottiero la signoria. Seguono Todi, Narni, Terni e Orvieto: Braccio domina un gran territorio e chiede a Martino V il titolo di vicario papale. La risposta è negativa e inizia una feroce guerra contro le truppe pontificie.

Il grosso d'argento della zecca di Perugia, la principale moneta in uso - assieme al bolognino e al denaro piccolo - nella città umbra fra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo
Il grosso d’argento della zecca di Perugia, la principale moneta in uso – assieme al bolognino e al denaro piccolo – nella città umbra fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo

L’anno seguente, nel tentativo di creare un forte stato in Italia centrale, Braccio muove verso il Montefeltro e nel maggio 1423 raduna tremila fanti e mille cavalieri per entrare nel Regno di Napoli percorrendo Campania, Calabria e Puglia e puntando, infine, su L’Aquila.

Nella battaglia sotto le mura aquilane viene ferito e nella notte fra il 4 e il 5 luglio 1423 Braccio muore, all’età di cinquantasei anni e Martino V, che lo ha scomunicato per la seconda volta, ordina di seppellirlo in terra sconsacrata. Solo nel 1432 i suoi resti vengono traslati a Perugia, nella chiesa di San Francesco al Prato.

Il conio di dritto e il dritto della versione 2022 del grosso realizzata per le rievocazioni storiche Perugia 1416 in programma nel capoluogo umbro
Il conio di dritto e il dritto della versione 2022 del grosso realizzata per le rievocazioni storiche Perugia 1416 in programma nel capoluogo umbro

La rievocazione storica Perugia 1416, che per l’appunto si ispira a quegli anni cruciali e che è giunta quest’anno alla sesta edizione, per la prima volta apre alla numismatica riscoprendo, con la riconiazione del grosso d’argento perugino con la croce e la grande P fiorata, la monetazione dell’epoca di Braccio.

La “rinascita” della moneta in uso tra il Trecento e il Quattrocento è merito del professionista e storico della moneta Andrea Cavicchi e di Mauro Belia, uno degli animatori del palio e degli eventi culturali che arricchiscono il calendario di Perugia 1416.

Il professionista numismatico Andrea Cavicchi ha fornito al comitato Perugia 1416 la consulenza sulle monete perugine e tenuto una conferenza sulle coniazioni in uso in città fra '300 e '400
Il professionista numismatico Andrea Cavicchi ha fornito al comitato Perugia 1416 la consulenza sulle monete perugine e tenuto una conferenza sulle coniazioni in uso in città fra ‘300 e ‘400

Il 1° giugno la medaglia gettone – che sarà coniata nelle giornate del palio, dal 9 al 12 giugno, e venduta al pubblico – è stata presentata nella sede di Perugia 1416 APS nel corso di un evento che ha visto sia una interessante conferenza di Andrea Cavicchi sul tema Il grosso e le monete in uso a Perugia durante il periodo di Braccio che l’esposizione del grosso, del bolognino e del denaro piccolo, i tre nominali di produzione locale più diffusi.

Sul conio di rivescio della riproduzione del grosso spicca in alto il logo della rievocazione storica Perugia 1416, giunta quest'anno alla sua sesta edizione
Sul conio di rivescio della riproduzione del grosso spicca in alto il logo della rievocazione storica Perugia 1416, giunta quest’anno alla sua sesta edizione

Il “grosso” di Perugia in versione 2022 reca al rovescio, sopra la grande P fiorata della città, il logo della manifestazione Perugia 1416 e, nelle intenzioni degli organizzatori del palio, intende riscoprire un aspetto fondamentale, quello della monetazione, nella realtà dell’epoca e nella vita della città al tempo di Braccio.

Chissà che il prossimo anno non tocchi al grosso agontano, una delle massime rarità della zecca umbra coniata in pochissimi esemplari verso la fine del Trecento? Se, nel frattempo, volete approfondire la storia di questa rarità cliccate qui.