di Gerardo Vendemia | Nel 2010, con la pubblicazione del volume II del catalogo La Cartamoneta Italiana di Guido Crapanzano ed Ermelindo Giulianini, venivano rese disponibili notizie precise riguardo la Banca Popolare Senese, una delle prime banche popolari sorte in Italia a partire dal 1864. La banca mise in circolazione una quantità assai limitata di buoni di cassa tra il 1866 e il 1874. Per primo, Cesare Gamberini di Scarfea, nel volume II de La Carta Monetata in Italia, riportava i dati forniti dalla stessa Banca riguardo la circolazione annua: 94.500 lire al 31/12/1866; 250.490 lire al 31/12/1867; 578.163 lire al 31/12/1868; 713.274 lire al 31/12/1870; 729.379 lire al 31/12/1871; 831.327 lire al 31/12/1872; 575.040 lire al 31/12/1873.

I quantitativi elencati erano perlopiù composti da biglietti di piccolo taglio: 20 e 50 centesimi, 1, 5 e 10 lire. Per convenzione questi esemplari, oggi molto rari, sono annoverati tra i biglietti fiduciari. Tuttavia, al 30 luglio 1866, oltre a 6.000 esemplari da 5 lire, risultavano già emessi tre tagli maggiori nei seguenti quantitativi: 700 buoni di cassa da 20 lire; 120 buoni di cassa da 50 lire; 20 buoni di cassa da 100 lire. Dopo la stampa, l’emissione veniva completata a mano con numero di serie, firme e data. I buoni rendevano il 3% annuo “pagabile ogni bimestre posticipato” e il pagamento dell’interesse veniva annotato su una tabella stampata al retro.

L’inedito buono di cassa da 100 lire della Banca Popolare Senese

Degli esemplari in alto taglio è giunto sino a noi un solo buono emesso, da 20 lire, conservato in Banca d’Italia, creato dalla Litografia A. Ricci di Savona. Del taglio da 100 lire, invece, è illustrata sul Crapanzano-Giulianini una prova semi-distrutta in cui appare solo una parte della stampa in colore nero, parzialmente illeggibile e senza sfondo. Si legge che “non è stato possibile rintracciare ulteriori reperti, e nemmeno dettagliate notizie”.

Ebbene, dalla recente vendita di una collezione è stata rivenuta una prova, stampata su cartoncino semirigido di formato 291 x 115 mm e completa di matrice, del taglio da 100 lire, grazie alla quale è possibile svelare per la prima volta la grafica del buono, realizzato su fondo azzurro. La presenza della matrice risulta un inedito assoluto, per una delle banche i cui biglietti rappresentano delle eccezionali rarità numismatiche.