Trecento monete d’oro rinvenute a Como: un tesoro per tanti misteri

In pieno centro storico, nei pressi dell'edificio ottocentesco sede del teatro cittadino edificato nel sito di un antico convento, è riemerso un eccezionale insieme di reperti numismatici

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Trecento monete d’oro rinvenute a Como

a cura della redazione | È un prezioso gruzzolo di circa trecento monete d’oro – al momento si suppone di epoca romana in un’anfora, perfettamente conservate – quello venuto alla luce mercoledì scorso a Como. Le monete si trovavano a circa un metro di profondità e sono riemerse durante lo scavo nell’area dell’ex Teatro Cressoni, poi Cinema Centrale, effettuato per la realizzazione di una palazzina in via Diaz, in pieno centro.

L'edificio di Via Diaz a Como, già sede del Teatro Cressoni e poi del noto Cinema Centrale
L’edificio di Via Diaz a Como, già sede del Teatro Cressoni e poi del noto Cinema Centrale

Della vicenda si sta occupando la Soprintendenza per i Beni archeologici di Milano, che ha fermato i lavori nel cantiere nel punto del ritrovamento e che mantiene il più stretto riserbo in attesa di ulteriori accertamenti, ma le foto delle monete, pubblicate dal quotidiano La Provincia, fanno pensare a un ritrovamento di livello assoluto, del potenziale valore almeno un milione di euro.

“Como è stata fondata dai Romani ed è naturale trovare reperti, ma questo potrebbe essere uno dei tesoretti romani più importanti mai ritrovati”, ha spiegato al quotidiano il presidente della società Archeologica di Como Giancarlo Frigerio. “La zona del ritrovamento ospitava le abitazioni private dei nobili romani: l’anfora potrebbe essere stata nascosta nei muri della casa per evitare furti, probabilmente all’epoca delle invasioni”.

Discordanti, al momento, le voci sulla cronologia delle monete rinvenute: La Provincia parla di un tesoretto “probabilmente risalente al IV secolo o all’alba della prima epoca bizantina” mentre su La Repubblica si dice testualmente che il tesoro “potrebbe risalire a due secoli avanti Cristo, o addirittura prima”. Altre fonti ipotizzano addirittura che nell’insieme si trovino degli esemplari medievali.

L’auspicio è che gli studi sul complesso di materiali e la loro pubblicazione possa portare al più presto conoscenze più esatte su questo importante rinvenimento, uno dei più significativi in Italia negli ultimi anni.