Federico Fioravanti, giornalista e divulgatore, dal 2015 organizza il Festival del Medioevo a Gubbio

a cura della redazione | Dopo tre edizioni caratterizzate da sempre crescente attenzione da parte di studiosi e pubblico, dopo aver affrontato la nascita dell’Europa, i rapporti tra Islam e Vecchio Continente, ed aver infine preso in esame l’evoluzione delle città, il Festival del Medioevo di Gubbio (Perugia) quest’anno, fra il 26 e il 30 settembre, sarà dedicato all’affascinante tema Barbari. La scoperta degli altri.

Un affascinante percorso di indagine e divulgazione storica – quello che vede protagonisti Ostrogoti e Vandali, Visigoti e Longobardi – nel quale gli organizzatori, quest’anno, hanno voluto includere anche la numismatica, riservando a monete ed economia dei popoli cosiddetti “barbari” un focus nella mattinata di domenica 30 settembre e altri eventi spot nel corso della manifestazione.

Un eccezionale e rarissimo tremisse longobardo in oro a nome di Rachis e ascrivibile al primo periodo del suo regno (744-749)

Aprirà la serie degli eventi a tema numismatico sarà una conferenza del professor Helmut Rizzolli presso la Sala Azzurra del Centro Santo Spirito (Piazzale Arturo Frondizi 17); mercoledì 26 settembre alle ore 15.30, infatti, l’eminente studioso parlerà de Le monete dei barbari: nuove evidenze a nord e a sud del Brennero.

Da segnalare poi, venerdì 28 settembre alle ore 15.00 nella stessa location, la conversazione a due che terranno il professionista Andrea Cavicchi e il giornalista Roberto Ganganelli su una ricerca condotta da quest’ultimo sul Milione di Marco Polo, riletto come opera densa di citazioni numismatiche, monetarie ed economico commerciali. Il titolo, non a caso, sarà Un Milione di monete! e la conferenza, pur non espressamente dedicata ai popoli barbarici, è stata voluta dall’organizzazione per la profonda affinità del viaggio poliano con il tema della “scoperta degli altri” che pervade tutti i secoli e gli scenari del Medioevo.

La fibula di Domagnano, uno degli oggetti simbolo dell’arte barbarica nella Penisola italiana

Lo stesso Roberto Ganganelli, presidente dell’Accademia italiana di studi numismatici, nella mattinata di domenica 30 settembre presso il refettorio del monastero di san Francesco in piazza Quaranta martiri, a partire dalle ore 9.30 aprirà il focus dal titolo Barbari, monete ed economia con una relazione dal titolo Una pecora per un tremisse prendendo in esame i tratti fondamentali dell’attività economica e dello scambio monetario e non fra i popoli barbari.

A seguire Raffaele Iula, anch’egli giovane socio dell’Accademia italiana di studi numismatici, terrà invece una relazione su Le monete del Ducato di Salerno e Benevento mentre Stefano Conti presenterà un quadro storico e delle emissioni de Gli Ostrogoti di Ravenna.

Subito dopo, il professionista numismatico ed editore Fabio Gigante parlerà de La classificazione delle monete barbariche e, di seguito, toccherà allo studioso Alain Gennari sviluppare il tema I regni romano barbarici attraverso le monete; concluderanno la sessione di lavori il segretario dell’Accademia Andrea Cavicchi con un intervento dal titolo Bizantini, Longobardi e Ostrogoti: monete e culture e il ricercatore Daniele Gambarara con Legende in lingue barbare sulle monete italiane.

Venti nummi in bronzo per Roma a nome di Atalarico (526-534) con l’effigie di Roma elmata, la Lupa e i gemelli: l’iconografia classica incontra il potere barbarico

Anche Cronaca numismatica, a partire da quest’anno, è tra i media partner del Festival del Medioevo di Gubbio e vi terrà informati, nelle prossime settimane, sulle iniziative in corso. Compatibilmente con le disponibilità dei relatori, inoltre, pubblicheremo nei mesi successivi alla manifestazione le relazioni di argomento numismatico che saranno presentate.

Per accedere alla home page del Festival del Medioevo clicca qui.

Per consultare il programma degli eventi clicca qui.

Per conoscere i protagonisti dell’edizione 2018 clicca qui.

Puoi seguire la roadmap verso il Festival del Medioevo anche su Facebook.