Nella vendita Ranieri spiccano rarità del medioevo e delle zecche italiane, notevoli monete papali e rarità del Regno d’Italia oltre a medaglie, coniazioni estere e lotti multipli

 

informazione pubblicitaria | Si terrà il 21 novembre presso il Royal Hotel Carlton, in Via Montebello n. 8 a Bologna, la quindicesima asta numismatica della ditta Ranieri. Al momento in cui pubblichiamo questa presentazione, lunedì 2 novembre, non sono stati ancora diramati provvedimenti che impediscono lo svolgimento in sala ma, in ogni caso, quanti intendono fisicamente partecipare all’incanto sono pregati di prenotare anticipatamente la partecipazione di persona contattando info@numismaticaranieri.it.

Qualora, a causa delle problematiche o delle limitazioni relative all’emergenza sanitaria da Covid-19, non fosse possibile effettuare l’asta in presenza dei partecipanti, la vendita all’incanto si svolgerà esclusivamente online presso il sito www.biddr.ch previa registrazione e accredito dei partecipanti.

Il catalogo online aperto alle vostre offerte è già disponibile cliccando qui e si compone di 781 lotti che comprendono le sezioni seguenti (accedi direttamente cliccando sui link):

Medaglie italiane, papali, napoleoniche e straniere

Sono soprattutto relative a personaggi che hanno lasciato un segno nella storia, nelle arti e nelle scienze le medaglie proposte in questo incanto: tra le più interessanti citiamo quella per Tommaso de Guadagnis, vissuto fra il XV e il XVI secolo, consigliere di Francesco I di Francia. Al lotto n. 6, con base di 1400 euro, la splendida fusione originale con ritratto ed epigrafe latina è molto rara e merita 1400 euro di base.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 6 e n. 15

Risale invece al 1934 l’altrettanto rara medaglia in oro, con montatura decorata a smalti, per il Campionato monzese di tiro al piccione al lotto n. 13: 900 euro la base per questo esemplare del ventennio. Ce ne vorranno almeno 1500, invece, per aggiudicarsi un’altra premiale, quella in argento per l’Università di Palermo del 1786 al lotto n. 19 mentre è di 500 euro la base per la napoleonica al lotto n. 99 per la Costituzione della Repubblica Cisalpina (1802).

Per quanto riguarda le medaglie papali, ben settanta quelle in catalogo, spicca subito una magnifica premiale per l’Accademia di San Luca del 1708, in bronzo dorato, che al lotto n. 30 è stimata qFDC a 900 euro di partenza. Non all’arte ma al progresso – nella fattispecie, alla prima ferrovia degli Stati Pontifici – è invece dedicata la medaglia di Pio IX al lotto n. 61 che, rarissima in argento e qFDC, parte da 450 euro.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 61 e n. 79

Concludiamo questa selezione con un eccezionale capolavoro di finezza incisoria, la medaglia di Pio X del 1904 per il mezzo secolo dell’Immacolata Concezione: con una veduta di Piazza di Spagna dettagliata fino all’inverosimile, al lotto n. 79 è offerta nella versione in bronzo, onservazione qFDC e con scatola originale, da 300 euro di base.

Monete di zecche italiane

Sono ben 428 le monete di zecche italiane dell’asta Numismatica Ranieri n. 15 che si chiuderà il 21 novembre e la prima rarità viene da Ancona. Si tratta di un eccezionale giulio per papa Marcello II Cervini, sul trono di Pietro nei mesi di aprile e maggio del 1555. Più che SPL, molto rara e con pedigree di tutto rispetto, la moneta parte da 2500 euro di base (lotto n. 108).

Invitandovi a prestare attenzione alle varie monete della Avignone papale in catalogo, passiamo alla sezione delle emissioni bolognesi, come sempre molto ricca anche di rarissimi esemplari in oro. Fra questi, ci piace mostrarvi (lotto n. 127, base 3800 euro) un suggestivo ducato di Giovanni II Bentivoglio inciso da Giovanni Raibolini, detto “il Francia”.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 99 e n. 108

Con un salto in avanti di qualche secolo, poi, spicca lo scudo da 100 bolognini di Pio VI per la visita fatta dal papa a Bologna nel 1782: sulla moneta, sia la legenda che la raffigurazione (il tipo architettonico risponde ad un dupondio di Tiberio) sono d’ispirazione classica. L’iscrizione, nell’antica Roma, voleva commemorare l’arrivo a Roma dell’imperatore sia all’inizio del suo regno che al ritorno da un viaggio in città o provincie dell’impero. Una moneta molto particolare, dunque, che, molto rara e SPL, merita una base di 3000 euro (lotto n. 142).

Da Bologna a Ferrara per mostrarvi un’altra rarità pontificia, il giulio di Sede vacante 1655 che al lotto n. 185 parte da 2500 euro di base mentre è di 4500 euro la base per le 48 lire oro genovesi del 1796 al lotto n. 205: qFDC, introvabile in questa conservazione, la moneta abbina lo stemma della Repubblica alla Vergine col Bambino sulle nubi.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 127 e n. 142

Proseguendo nel catalogo segnaliamo un tremisse pseudo imperiale longobardo al lotto n. 216 (SPL, molto raro, base 1700 euro) e un denaro milanese di Carlo Magno (antesignano medievale dell’euro, in un certo senso) che in SPL, per la sua rarità, al lotto n. 225 parte da 1500 euro.

E’ invece a nome di Alfonso I d’Aragona (1442-1458) il sesquiducato in oro, molto raro e più che BB, al lotto n. 248: con stemma inquartato e re al galoppo, di squisita fattura, parte da 5000 euro. Altre belle e rare monete per Napoli, sia in oro che in argento e rame, fino alla caduta del Regno delle Due Sicilie, vi aspettano in catalogo.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 185 e n. 205

Fu coniato a Ponte alla Sorga ed è passato per l’asta Santamaria 1913 (collezione Martinori, lotto n. 2751) e Santamaria 1922 (collezione Ruchat, lotto n. 123) nonché per l’incanto NAC del 18 dicembre 2010 (lotto 900, realizzo 8500 euro) il grosso clementino del lotto n. 297, di estrema rarità e proposto in buon BB a partire da 5000 euro: una pontificia con una storia collezionistica eccezionale alle spalle.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 225 e n. 248

Un’ennesima rarità numismatica, fra le tante in catalogo, spicca poi al lotto n. 323: si tratta della quadrupla dell’anno III di Paolo V Borghese con busto del papa e san Paolo inginocchiato (buon BB, base 5000 euro). Seguono piastre, mezze piastre, testoni e giuli selezionati, molti in eccellente stato di conservazione come la piastra di Anno Santo 1700 (lotto n. 361) che, FDC e con bordo tagliente, parte da 5000 euro.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 297 e n. 323

Sia le zecche di Sicilia che quella di Venezia sono ben rappresentate e, per la Serenissima, vale la pena soffermarsi sull’osella in oro del 1727 col bucintoro offerta al lotto n. 516, rarissima e qSPL con base di 10.000 euro. Questo capolavoro numismatico porta al rovescio la legenda NON EST INVENTIO SIMILIS ILLI e allude al varo del terzo e ultimo bucintoro, la nave di rappresentanza della Repubblica, costata ben 18.000 ducati, manovrata da 42 remi e da 168 rematori. Fu distrutta nel 1797 dai Francesi, mentre secondo un’altra versione a demolirla fu la folla in rivolta.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 351 e n. 516

Chiudono la sezione delle zecche italiane tre le rarissime coniazioni d’emergenza da 4, 2 e un’oncia d’argento dell’assedio napoleonico di Zara del 1813: ai lotti 532-534, hanno basi rispettive di 5500, 2000 e 1800 euro.

Monete di Casa Savoia

Fra le 92 monete a nome della millenaria dinastia che, partita dai possedimenti sulle Alpi, si fece nel XIX secolo casa regnante dell’Italia unità, nel catalogo Ranieri n. 15 al lotto n. 537 si fa notare una magnifica lira INSTAR OMNIVM del duca Emanuele Fiuliberto (1553-1580) molto rara, qSPL, a 2500 euro di base. Invitandovi, poi, ad ammirare le monete in oro dell’inizio dell’Ottocento, focalizziamo la nostra attenzione su un tondello con impronta del rovescio dei 5 centesimi 1861 Milano: esemplare rarissimo, qFDC, un “semilavorato” di zecca di grande interesse che, al lotto n. 568, parte da 1500 euro.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 532 e n. 537

Fra le varie monete in oro del “re numismatico” Vittorio Emanuele III, al lotto n. 575 spicca una 100 lire Aratrice 1912 in SPL mentre il n. 583 del catalogo vede, a base 2000 euro, la serie completa del Cinquantenario (1911), mediamente più che SPL: un insieme di indubbio fascino. Fascino che, del resto, hanno anche le “monete per numismatici” dell’ultimo re d’Italia e che in catalogo Ranieri n. 15 sono rappresentate dalle 20 lire Littore del 1929, 1933 e 1934 ai lotti 599-601: ciascuna delle tre monete parte da 5500 euro di base ed è in conservazione eccellente.

Asta Ranieri n. 15: lotti n. 568 e n. 575

Monete straniere e lotti multipli

Il catalogo dell’asta n. 15 di Numismatica Ranieri si chiude con 138 lotti di monete estere, ricche di coniazioni in oro del XIX e XX secolo e con alcuni esemplari più antichi (come il doppio excellente dei “re cattolici” al lotto n. 711, SPL e raro, a base 1200 euro); fra i lotti multipli, infine, spicca un album contente 263 monete medievali italiane ed estere in vari metalli, dal XII secolo al XX secolo (lotto n. 766, base 600 euro).