a cura della redazione | Dopo 113 anni il relitto dell’incrociatore corazzato Dimitrii Donskoi è stato rinvenuto al largo delle coste sud coreane. Ad annunciare la scoperta la compagnia Shinil Group. A rendere speciale questo incrociatore – affondato nel 1905 nel corso della Guerra russo-giapponese – è la leggenda che riguarda il presunto tesoro che si troverebbe ancora a bordo. Secondo i racconti dell’epoca, infatti, la nave avrebbe trasportato tutto l’oro necessario alla flotta russa per assicurare lo stipendio di ufficiali e marinai e pagare le tasse d’ormeggio. Quindi lingotti e migliaia di monete per, si stima, una cifra superiore ai cento milioni di euro (altre fonti favoleggiano di 200 tonnellate d’oro e di monete stoccate in 5.500 cassette, ma si tratta evidentemente di informazioni non attendibili).
L’incrociatore in una foto d’epoca
Molti studiosi rimangono scettici sulla consistenza del presunto tesoro, poiché ritengono improbabile che gli alti comandi militari avessero deciso di trasportare tutte le riserve di denaro all’interno di una sola nave.
Nel frattempo i media riportano che la Shinil Group non ha ancora avanzato una formale richiesta alle autorità marittime di Seoul per il recupero del relitto. Questo perché, suggeriscono i corrispondenti locali della Bbc, la compagnia dovrebbe versare un acconto troppo alto per una piccola società come la Shinil.

Il Dimitrii Donskoi, impostato nel 1881 e varato nel 1883 dai cantieri dell’Ammiragliato si San Pietroburgo, misurava 93,4 metri di lunghezza per 5.882 tonnellatge di stazza. I suoi motori a vapore sviluppavano 7.000 cavalli di potenza e per la navigazione aveva bisogno di un equipaggio di 592 uomini. L’incrociatore, che era costato la bellezza di 3.421.468 rubli, venne affondato il 29 maggio 1905 durante la battaglia di Tsushima.