Tipi e varianti di questa tipologia di moneta censiti da Pirani in un nuovo catalogo dedicato alle coniazioni del capoluogo marchigiano

 

di Roberto Ganganelli | Si arricchisce, dopo il volume dedicato alla zecca comunale e del legato pontificio di Ancona firmato da Renato Villoresi (leggi qui), la collana numismatica Le monete delle Marche inaugurata da Edizioni D’Andrea e Numismatica Picena.

Il secondo volume è a firma di Vladimiro Pirani e prende in esame una produzione apparentemente limitata – un solo tipo monetale per un solo pontefice – ma quanto mai interessante, ossia quella dei testoni coniati dall’officina monetaria di Ancona durante il pontificato di Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585).

Infatti, durante quegli anni la zecca del capoluogo marchigiano fu la più attiva dello Stato Pontificio dopo quella di Roma e coniò scudi d’oro, testoni e giuli in argento, quattrini e mezzi quattrini. Basandosi sulla bibliografia e sullo studio di collezioni private, Pirani è riuscito a sequenziare in modo cronologico i testoni anconetani e a puntualizzare aspetti poco noti o fraintesi di molte emissioni senza data.

La copertina del libro di Vladimiro Pirani dedicato ai testoni coniati ad Ancona durante il pontificato di papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585)
La copertina del libro di Vladimiro Pirani dedicato ai testoni coniati ad Ancona durante il pontificato di papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585)

Fa notare l’autore come non sempre sia stato possibile reperire immagini di qualità delle diverse tipologie e varianti, stante l’apparizione di alcune solo in aste di molti decenni or sono oppure la loro presenza esclusiva in medaglieri di difficile accessibilità.

Nonostante ciò, Pirani è riuscito a effettuare uno spoglio certosino che, ad esempio, ha permesso di identificare – ad esempio – tutte le tipologie di chiavi che ornano lo stemma Boncompagni, o le fogge del piviale sul ritratto del papa, per soffermarsi poi sul catalogo vero e proprio, che si apre con la parte dedicata ai testoni con data.

L’autore, di ogni moneta, fornisce scheda e immagini e anche una valutazione di rarità (basata sui passaggi in asta e la presenza in collezioni pubbliche e private) ad iniziare daiu testoni coniati nei primi anni di pontificato di Gregorio XIII fra iquali si distinguono, per abbondanza di varianti, i testoni dell’Anno santo 1575 al tipo della Porta santa.

Seguono rari e importanti testoni “pittorici” come quello con la scena del Cristo e della Maddalena, oppure quello con Gesù e la Samaritana, senza contare tipologie più “standardizzate” e di ampia produzione, come il testone con busto e stemma o quello con lo stemma papale e san Pietro (in piedi o seduto).

Concludono questo interessante studio di Vladimiro Pirani, frutto di anni di attente ricerche, i riferimenti fotografici e la bibliografia. L’opera è disponibile al prezzo di 45 euro nel sito delle Edizioni D’Andrea cliccando qui.