Sarà ricordata come l’estate bollente della numismatica italiana: a scaldare gli animi dei collezionisti sono state, infatti, le tre autorità emittenti della Penisola – IPZS, la zecca del Vaticano e quella di San Marino – a proposito delle quali ci sono giunte una serie di lettere che vogliamo presentarvi, per evidenziare come alcune politiche commerciali non siano state affatto gradite dagli appassionati.
Once olimpiche italiane da 6 euro, quali tirature?
Iniziamo dall’Italia, a proposito delle cui emissioni numismatiche ci scrive Giuliano Saccani: “Sono un vostro accanito lettore e collezionista da molti anni. Vorrei richiamare la vostra attenzione sulle monete commemorative da un’oncia del valore di 6 euro coniate in vista delle olimpiadi di Milano Cortina (approfondisci qui).
Nel sito di IPZS quando sono state presentate (e anche ora) la tiratura annunciata era di 2500 pezzi (diversa per le Paralimpiadi), anche il decreto di emissione citava una tale tiratura, invece se guardate il foglietto interno alla confezione della moneta la tiratura è indicata in 5000 pezzi. Vi sembra un errore possibile da parte di una delle zecche più importanti e famose al mondo?”.

Chiarito il “mistero” sulla tiratura delle once olimpiche in argento per Milano Cortina 2026: basta leggere con attenzione i decreti emanati dal MEF
In effetti, le once d’argento da 6 euro per Milano Cortina 2026 dedicate a sport e località dei Giochi invernali nel sito di IPZS sono indicate con tiratura di 2500 esemplari, a parte la moneta per Tesero e lo sci di fondo paralimpico che è data come prodotta in 2400 pezzi. Tuttavia, spulciando i decreti relativi ai contingenti pubblicati in Gazzetta Ufficiale, scopriamo che nei certificati abbinati alle monete non c’è nessun errore: infatti, la tiratura totale è di 5000 esemplari per tutte le coniazioni.
Di questi – come indicato nello shop online di IPZS – 2500 sono disponibili in confezione, mentre i restanti 2500 sono confezionati in capsula per il mercato del bullion, che bada ben poco alle confezioni, e non vengono venduti in modo diretto. L’unico “refuso” che possiamo imputare a IPZS è quel contingente di 2400 euro per la moneta dedicata a Tesero, che nel sito andrebbe corretto in 2500 come da decreto.
Vaticano, più chiarezza su prezzi e tasse?
L’estate bollente della numismatica italiana fa tappa in Vaticano dove la CFN ha riattivato il sito di vendite online dopo quasi un anno, il 24 luglio scorso (approfondisci qui) lasciando tuttavia più di una perplessità nei collezionisti.
Ci scrive il lettore Giancarlo Pelliccia: “Per diverse nuove emissioni numismatiche vaticane si è registrato un considerevole aumento di prezzo, come è accaduto ad esempio per le monete da 25 euro (dedicate a Marconi e al Natale). Inoltre a differenza del passato il prezzo non è quello finale, in quanto questo deve essere poi soggetto a tassazione (credo IVA, o equivalente). Pertanto per ognuno degli esemplari da 25 euro, rispetto alle simili emissioni del passato, l’aumento finale del prezzo è di circa 50 euro.
Volevo chiedere se, in merito a questi aumenti e all’applicazione ulteriore della tassazione, il Governatorato avesse fornito delle informazioni dato che molti collezionisti sono rimasti abbastanza perplessi”.

Dopo la riapertura del sito il 24 luglio la CFN del Vaticano ha ancora disponibili alcune monete del 2024: basta registrarsi e procedere all’acquisto online
Ecco cosa possiamo rispondere su un altro punto cruciale nell’estate bollente della numismatica: il Governatorato e la CFN non hanno inviato alcuna comunicazione alla stampa specializzata né in merito alla riapertura del portale, né in relazione ai futuri programmi numismatici o, tanto meno, ad aspetti come quello sottolineato dal lettore.
Anche in questo caso, tuttavia, analizzando con attenzione il testo delle condizioni di vendita della Commercializzazione filatelica e numismatica vaticana (approfondisci qui) si riesce a fare un po’ di chiarezza. All’articolo 2, Modalità di acquisto, paragrafo 4, si legge infatti: “Una volta selezionati gli articoli che intende acquistare, il Cliente potrà chiudere il carrello virtuale. Comparirà successivamente una pagina riepilogativa contenente le informazioni relative alla richiesta di acquisto, tra cui l’elenco degli articoli selezionati, il prezzo unitario e complessivo, le imposte applicabili e le spese di spedizione”.
Nelle pagine che illustrano le singole monete, invece, accanto al prezzo di emissione compare solo la laconica dizione “Tasse escluse”; dunque, il “minimo sindacale” per comunicare che gli importi di acquisto indicati sono da considerare non quelli finali è stato fatto, anche se un po’ di comunicazione in più sarebeb stata opportuna.
Collezionisti divisi sul nuovo portale della CFN
Anche l’autentica rivoluzione nelle modalità di informazione e vendita delle monete ai privati non ha lasciato indifferenti i collezionisti del Vaticano, spaccando a metà la platea. Ecco cosa ci scrive il signor Antonio Riondino sul nuovo sito di e-commerce della CFN: “Per noi vecchi clienti è un passo indietro perché prima, ad ogni nuova emissione si riceveva una comunicazione epistolare postale con i relativi bollettini delle emissioni ed il modulo di ordinazione. Successivamente il Governatorato ci contattava online aprendoci il link per il pagamento digitale.
Viceversa dopo l’aggiornamento della piattaforma in cui tutto è consistito nel maggiorare il prezzo delle emissioni dell’IVA, non riceveremo più i periodici bollettini delle novità con il modulo delle ordinazioni e saremo costretti, periodicamente, a collegarci al sito per visionarle con il pericolo di non trovare più le disponibilità.
Da aggiungere infine, specialmente per chi ha una certa età e per le emissioni filateliche – le cui vendite sono state sospese a settembre dell’anno scorso – che il doverle visionare online è cosa non agevole, soprattutto per chi ha poca familiarità con le nuove tecnologie”.

L’estate bollente della numismatica passa dal Vaticano: collezionisti divisi tra chi plaude alla nuova piattaforma di e-commerce e chi vorrebbe un ritorno alle procedure del passato
Diversa l’opinione del lettore Andrea Poli: “Come molti, ho dovuto sudare sette camicie per registrarmi come cliente nel nuovo sito della Commercializzazione filatelica e numismatica del Vaticano ma alla fine ci sono riuscito e finalmente ho ricevuto la notizia che potevo di nuovo accedere al sito e all’e-shop.
Ci sono entrato e il primo acquisto che ho fatto è stato molto fluido: si scorrono le pagine con gli articoli, si aggiungono i lotti al carrello e si paga subito con la stessa pagina pagamento elettronico che era attiva anche in precedenza. La differenza è che si fa tutto in una manciata di minuti invece che in svariati giorni fra l’invio della prenotazione, il link ricevuto per pagare e l’invio del lotto in tempi imprecisati. Ora vedremo i tempi di invio del pacco col nuovo sistema.
L’interruzione di servizio dei mesi scorsi ha dato fastidio anche a me come a molti e pure il processo di identificazione ha richiesto più tempo del necessario. Però ora inizio a vedere un deciso passo in avanti e una funzionalità assolutamente migliore. Se la CFN riuscirà ad avvertire in tempo per ogni nuova emissione ed eviterà i fastidiosi ingorghi del sito IPZS in occasione delle nuove emissioni credo davvero che si potrà iniziare a fare acquisti più serenamente di prima”.
San Marino, lo scivolone sulla 2 euro reverse proof
Ce n’è per tutti, anche Poste San Marino, in questa estate bollente della numismatica. Al centro delle polemiche, per quanto riguarda il Titano, la 2 euro dedicata a Michelangelo in versione reverse proof. Ecco la lettera ricevuta dal signor Francesco Falleroni: “Quest’anno, San Marino ha fatto ‘un bel regalo’ a noi semplici collezionisti: a dicembre 2024 ci hanno inviato un modulo di prenotazione delle monete 2025 ma non era inserita la 2 euro reverse proof di Michelangelo. Con mia sorpresa, e credo di tanti altri nella mia situazione, non siamo stati avvertiti della nuova emissione. Ho chiamato l’ufficio e mi hanno risposto che quest’anno tale moneta era destinata solo ai commercianti!
Il prezzo ovviamente è andato alle stelle, si parla di oltre 200 euro. Condanno questo modo di operare della DFN sammarinese che ha ‘abbandonato’ noi abbonati fedeli solo per favorire i commercianti (che ovviamente fanno il loro lavoro). La mia non è una lettera contro i commercianti, ma contro chi si comporta in modo scorretto verso i propri clienti affezionati che pagano le monete con un anno di anticipo”.

Soli 4000 pezzi, di fatto tutti venduti a grossisti e commercianti, per la 2 euro di San Marino in versione reverse proof dedicata a Michelangelo
Due aspetti vanno considerati nel rispondere al signor Falleroni: il primo riguarda il programma numismatico annuale di San Marino che, pur definito in gran parte alla fine dell’anno precedente, è suscettibile di integrazioni come accade, del resto, anche per l’Italia (si pensi alla moneta per il G7) e per molti altri paesi. Quindi, nessuno “scandalo” o dimenticanza per il fatto di non aver trovato la 2 euro reverse proof nelle comunicazioni di Poste San Marino della fine del 2024: la moneta, in quella versione, non era ancora prevista.
Di ben diversa portata, invece, il fatto che le 4000 monete da 2 euro Michelangelo reverse proof (approfondisci qui) siano state solo vendute ai commercianti (in realtà, poche decine di pezzi erano disponibili al dettaglio, allo shop di San Marino Città il giorno di emissione, e sono andate a ruba). Anche noi siamo dell’avviso che ogni moneta dovrebbe essere messa a disposizione anche degli abbonati, almeno per una parte ragionevole del contingente.
A oggi, in rete si vedono esemplari della bimetallica sammarinese nella scintillante e inedita versione proposti a 150, 200, perfino 299 euro sia da operatori commerciali che da privati su piattaforme tipo eBay. Nel peggiore dei casi, dunque, il prezzo di emissione di 27 euro risulta moltiplicato per più di dieci volte e il confine tra “legge domanda-offerta” e “speculazione” appare superato. Dunque, ci auguriamo che Poste San Marino faccia tesoro delle motivate critiche degli abbonati e in futuro torni a riservare loro quell’attenzione che meritano, anche in presenza di novità così particolari e appetibili.






































