In tempi di crisi petrolifera, una nazione che riesce ad affrancarsi dagli approvvigionamenti esteri fa sicuramente notizia e il traguardo diventa motivo di orgoglio, come in Lituania dove è stata emessa una moneta da 2 euro per l’indipendenza energetica del paese.
Vilinus che ha voluto ricordare l’importante conquista sulla prima delle sue bimetalliche commemorative 2026. Il disegno del tondello al lato dritto, firmato dall’artista Tomas Dragūras, è semplice ed evocativo allo stesso tempo. Vi si vede un uccello che spicca il volo in verticale e lascia dietro di sé una scia di simboli che si sovrappongono. Quelli più in basso ricordano fulmini o scariche elettriche e sono un chiaro riferimento a una qualche forma di energia, tema principale della coniazione.

La faccia nazionale della moneta da 2 euro per l’indipendenza energetica raggiunta dalla Lituania
Tuttavia, in questo simbolismo si fonde anche un altro motivo grafico, meno evidente a chi lituano non è: si tratta di una rappresentazione stilizzata delle cosiddette Colonne di Gediminas, uno dei primi emblemi della Lituania e fra gli stemmi storici più celebri della nazione. Si tratta di un simbolo araldico in forma di linee verticali parallele, che fu adoperato nel Granducato di Lituania, inizialmente dai sovrani e in seguito anche da famiglie aristocratiche a partire dal tardo medioevo.
Il nome deriva da quello del granduca Gediminas, vissuto nel XIV secolo e il simbolo fu battezzato in questo modo dallo storico Teodor Narbutt 500 anni dopo. Sulla moneta questa parte è rappresentata a metà del tondello e si fonde con il corpo del volatile. A completare il design della 2 euro commemorativa figurano la legenda LIETUVA e il segno di zecca della Lithuanian Mint (o, più propriamente, Lietuvos Monetų Kalykla).

L’antico simbolo delle Colonne di Gediminas viene riproposto nel concept grafico della moneta
La moneta da 2 euro per l’indipendenza energetica lituana è stata coniata in 500.000 esemplari, di cui 495.000 destinati alla circolazione, mentre 5000 saranno diretti solo ai collezionisti in versione brilliant uncirculated.
E parliamo allora del tema della coniazione. La Lituania è riuscita a raggiungere l’importante traguardo dell’autosufficienza energetica soprattutto affrancandosi dalle importazioni russe già dal marzo del 2022, ma è stato nel 2025 che il processo si è completato con la connessione totale alla rete elettrica europea.
Questa, infatti, garantisce lo scambio transfrontaliero di energia fra paesi UE, gestisce l’uso delle energie alternative al combustibile fossile (solare ed eolico) e rientra nell’ambizioso progetto europeo Agenda 2030 per la transazione verso le rinnovabili.
Sempre nel 2030 la Lituania dovrebbe anche diventare – secondo i piani del governo – un esportatore netto di energia, mentre per il 2050 si è posta l’obiettivo di arrivare a una neutralità climatica al 100%, cioè a un impatto zero sull’ambiente per quanto riguarda le emissioni di gas serra. Temi importanti e al passo con i tempi, degnissimi quindi di essere rappresentati su una moneta.






































