Live il 29 maggio su BIDINSIDE l’asta Thesaurus “SEVERINA”

informazione pubblicitaria | Si articola su 1098 lotti, con rarità dal mondo antico alla numismatica italiana moderna e alla medaglia, l’asta Thesaurus “Severina”

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Appuntamento per tutti i collezionisti e gli appassionati di numismatica mercoledì 29 maggio alle ore 15.00 per l’asta Thesaurus “Severina” che verrà battuta live sulla piattaforma BidInside.com. Le offerte pre asta – per questo incanto che conta ben 1098 lotti – possono essere invece sottoposte anche tramite le piattaforme Biddr.com e SixBid.com, in tutti i casi previa registrazione gratuita.

Il ricco catalogo dell’asta Thesaurus “Severina” comprende monete di Magna Grecia e Sicilia (27 lotti), Grecia continentale (44 lotti). Esemplari di aes grave (12 lotti), monete romane repubblicane (65) e imperiali (ben 426). Seguono una nutrita selezione di esemplari di zecche italiane medievali e moderne (289 lotti), di monete di Casa Savoia (80 lotti), oltre ad alcuni interessanti pezzi relativi a Repubblica Italiana e a prove e progetti (rispettivamente, 6 lotti per categoria). A chiudere il catalogo le medaglie, di cui 46 italiane, 7 del periodo fascista, ben 55 papali, 17 devozionali e 7 provenienti dall’estero.

Thesaurus Aste è a vostra disposizione per ogni richiesta di informazione: si riceve per appuntamento nella sede di Via Bernardo Strozzi 6 a Domagnano (Repubblica di San Marino). Per contattarci: tel. 0549 960027, mail thesaurusaste@gmail.com. E passiamo ora a presentarvi dieci lotti top dall’asta Thesaurus “Severina” del prossimo 29 maggio, con l’invito ai collezionisti a visionare il resto del catalogo online.

Lotto 54: una rarissima tetradramma dall’antica Potidaia

Fra le monete delle Grecia continentale, questo esemplare – molto raro e qSpl, alla base di 1800 euro – risale al periodo 400-480 a.C. circa e riporta sul dritto Poseidone Hippios con tridente, a cavallo, con sotto una stella a otto raggi. La fattura arcaica si evidenza nel rovescio, su cui è impresso un semplice quadrato incuso con due linee intersecanti che lo dividono diagonalmente in quattro triangoli.

Classificata AGCG 471, questa moneta fu coniata della zecca di Potidaia, colonia corinzia fondata alla fine del VII secolo a.C. Successivamente, la città si associò Lega di Delo, ma in seguito si ribellò contro Atene nel 432 a.C. Gli Ateniesi assediarono la città per quasi due anni, fino al 430 a.C., quando capitolò e molti dei suoi abitanti fuggirono. Nel 380 a.C., invece, Potidaia si unì alla Lega Calcidica, ma fu conquistata dall’ateniese Timoteo nel 364-363 a.C. Le fortune di Potidaia continuarono a declinare con l’ascesa di Filippo II, che, nel 356 a.C., costrinse la città ad arrendersi e la sua popolazione venne ridotta in schiavitù.

Lotto 56: un esemplare di Terone di rara apparizione sul mercato

Risale al 490-480 circa, questa moneta di area macedone che sul dritto riporta il fine soggetto dell’anfora ornata ai lati da due grappoli d’uva e al rovescio un quadrato incuso tripartito con fondi puntinati (ANMG III, n. 9 var.) . L’anfora vinaria posta nel dritto di questa moneta rende evidente la grande importanza  economica che la produzione di vino aveva per questa  prospera città. In generale, i  tetradrammi arcaici di Terone raramente s’incontrano nel mercato numismatico vista la loro grande rarità e ciò fa meritare alla moneta, in conservazione Bb, una base di 1800 euro.

Lotto 152: Tiberio in quadriga su un raro aureo imperiale

Parte da 2000 euro in conservazione Bb, nell’asta Thesaurus “Severina”, questa bella moneta imperiale romana del periodo 14-37 (Cal. 308) sulla quale il sovrano è ritratto per due volte, con volto laureato a destra sul dritto (legenda TI CAESAR DIVI  AVG F AVGVSTVS) e in quadriga a destra sul rovescio, con iscrizioni TR. POT. XVII (a destra, lungo il bordo) e IMP. VII (in esergo).

Lotto 156: magnifica patina per il sesterzio di Caligola con le sorelle

Si tratta probabilmente di uno dei sesterzi imperiali romani più conosciuti: parliamo di quello a nome di Caligola (37-41) sul quale, alla testa laureata a destra con legenda CCAESAR AVG GERMANICVS PON MT R POT, si abbina il rovescio con le tre sorelle dell’imperatore – Agrippina, Drusilla e Iulia – a figura intera, coi rispettivi nomi e la consueta sigla SC in esergo. Classificato RIC 33, questo sesterzio è da noi proposto in conservazione Spl alla base di 2800 euro. Per quanto riguarda il soggetto, le fonti ci tramandano come i rapporti fra Caligola e le sorelle furono tutt’altro che “normali”: se volete scoprire di più su questi amori proibiti leggete qui un approfondimento.

Lotto 227: una suggestiva dracma alessandrina di Antonino Pio

Molto rara, in conservazione qSpl e proposta alla base di 800 euro, questa moneta fu battuta ad Alessandria d’Egitto nel periodo 138-161 e ci mostra sul dritto il busto laureato, drappeggiato e corazzato a destra di Antonino Pio  con legenda greca CEB AVT K T AIL AÐP ANTONEINOC EVC. Al rovescio, invece, Eracle in piedi a sinistra, nudo con la sola pelle leonina sulla spalla destra tiene la briglia di una delle cavalle di Diomede con l’altra mano solleva la clava nell’atto di colpirla, dietro una cavalla caduta con il muso a terra dietro Eracle, parte anteriore di Diomede disteso a faccia in giù.

Nella mitologia greca le “cavalle di Diomede”” o “”cavalle della Tracia” erano quattro feroci giumente che si nutrivano di carne umana.  Bestie splendide e incontrollabili, appartenevano al gigante Diomede che viveva sulle rive del Mar Nero.

Lotto 477: è raro, il doppio sesterzio a nome diTraiano Decio

Ci spostiamo a cavallo della metà del III secolo, esattamente al periodo 249-251, per questo esemplare in bronzo di notevole conservazione (qSpl/Spl, Cohen 39, base 900 euro) che al busto radiato e corazzato a destra con iscrizione IMP CMQ TRAIANVS DECIVS AVG abbina una delle figurazioni di rovescio più diffuse nella numismatica imperiale, quella della Felicitas  stante a sinistra con caduceo e cornucopia (legenda FELICITAS SAECVLI).

Lotto 804: una testimonianza numismatica del Sacco di Roma

Come detto, anche la sezione dell’asta Thesaurus “Severina” dedicata alle monete di zecche medievali e moderne italiane è ricca e interessante: per primo, segnaliamo un rarissimo quarto di ducato Spl+ del pontificato di Clemente VII Medici (1523-1534). Si tratta di una moneta ossidionale in argento realizzata durante il Sacco di Roma quanto il pontefice, arroccato a Castel Sant’Angelo, dovette dichiarare la resa e pagare cifre esorbitanti ai Lanzichenecchi per aver salva la via propria e quella della corte pontificia.

Il quarto di ducato qui illustrato riporta al dritto lo stemma a targa gigliato sormontato da triregno e chiavi decussate (legenda CLEMENS VII •PONT• MAX• o o  o o) mentre sul rovescio, entro due rami d’alloro, troviamo la scritta: • Q • | VAR | T | • DVC |  e il segno dello zecchiere (F inversa su crescente). Classificato Munt. 30 var., la moneta parte da una base di 2000 euro.

Lotto 885: un classico di Casa Savoia, le 100 lire Aratrice 1912

Indubbiamente elegante, nato dal talento nella modellazione di Luigi Giorgi e da coni incisi da Domenico Trentacoste, questo massimale di Vittorio Emanuele III (Pagani 641) rappresenta di fatto l’ultima 100 lire in oro del Regno nata anche per una potenziale circolazione effettiva. Di lì a poco la Grande guerra e poi la difficile situazione economica globale post bellica avrebbero reso queste monete impossibili da produrre nuovamente, se non nelle edizioni “per numismatici” del 1926 e 1927, in pochi pezzi. Molto rara, in conservazione qFdc, l’Aratrice da 100 lire del 1912 è in catalogo a partire da 3500 euro.

Lotti 953-954: due rarissime prove delle 50 e 100 lire repubblicane

Concludiamo questa selezione dall’asta Thesaurus “Severina” del 29 maggio 2024 con due prove di monete (entrambe Fdc e proposte alla medesima base, 1000 euro) che raccontano invece la fase di rinascita dell’Italia dopo la fine della monarchia e del fascismo. Si tratta delle 50 lire Vulcano e delle 100 lire Minerva (autore dei modelli Giuseppe Romagnoli, incisore Pietro Giampaoli) millesimate 1954 e con piccola iscrizione PROVA sul rovescio. Coniate in acmonital, sono classificati da Pagani (volume su prove e progetti) rispettivamente ai nn. 693 e 715.