La Banca Nazionale Croata, in collaborazione con la zecca di Zagabria, ha presentato tre monete per Ivan Vučetić, che proseguono la serie sugli innovatori croati. Chi era dunque costui? La risposta, è il caso di dirlo, l’abbiamo sulla punta delle dita. Ivan Vučetić nacque a Hvar, in italiano sarebbe Lesina, in Dalmazia, nel 1858, quando la regione era ancora un regno sotto l’Impero Asburgico. All’età di 26 anni Vučetić emigrò in Argentina dove trascorse il resto della vita professionale in polizia e dove sviluppò le idee che lo resero famoso nel campo della criminologia.
Vučetić, che intanto aveva cambiato il nome Ivan in un più locale Juan, sviluppò quindi un sistema pratico per la classificazione delle impronte digitali e introdusse il cosiddetto riconoscimento delle impronte a dieci dita, apportando un contributo fondamentale allo sviluppo della moderna scienza forense.


Un’oncia d’argento, 4 euro di nominale: ecco una delle tre monete per Ivan Vučetić, padre della dattiloscopia forense, emesse dalla Croazia
Prima delle ricerche di Vučetić, l’identificazione dei criminali si basava sul sistema sviluppato dall’antropologo francese Alphonse Bertillon. Si trattava di un metodo complesso, lento e spesso impreciso che teneva in conto le misure delle varie parti del corpo umano adulto, il cui scheletro non è più soggetto a cambiamenti, come la lunghezza delle ossa craniche, delle dita, delle braccia o l’ampiezza delle orecchie. Ma con questo metodo eravamo ancora nella sfera dell’antropometria e – come detto – lontani da risultati privi di dubbi.
Con Vučetić si passò invece alla dattiloscopia, cioè alle ricerche sull’impronta dei polpastrelli e alla scoperta che, in termini statistici, ogni individuo ne possiede una propria, non riscontrabile in altri. Vučetić creò nel 1891 il primo archivio basato sulle impronte digitali e nel 1896 brevettò il suo metodo, due anni dopo aver risolto il primo caso di omicidio proprio grazie alle indagini condotte tramite rilevamento e confronto di tracce digitali.
E ora veniamo alle tre monete per Ivan Vučetić che la sua natia Croazia, benché ai tempi non esistesse ancora, ha deciso di dedicargli, magari con quel briciolo in più di orgoglio nazionale derivante dalle origini, indubbiamente croate, del nostro. Si tratta di due coniazioni in oro e una in argento, tutte con un disegno comune. L’autrice è Miriam Mazzali, proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Firenze e dalla Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Roma.


Sono solo 50 le once d’oro del valore nominale di 100 euro coniate dalla zecca di Zagabria per questa nuova puntata della serie dedicata gli innovatori e inventori croati
Il dritto delle tre monete per Ivan Vučetić entra subito in tema e mostra una mano il cui pollice lascia un’impronta digitale, mentre sulla parte alta del tondello la figura è accompagnata da altre cinque impronte, lasciate dalle cinque dita, e conservate nelle nicchie di una scheda dattiloscopica dei tempi di Vučetić. Sul rovescio invece, tra una serie di piccole sagome umane anonime, spicca quella di una persona ritratta di fronte. Ma sull’intera superficie di questa figura non compaiono dettagli se non una grande impronta digitale. E proprio questa soluzione artristica ideata da Miriam Mazzali lega in modo armonioso i concetti di anonimato e identità, oltre a spiegare bene l’innovazione di Vučetić, pur senza includere il ritratto del protagonista.
Il taglio in argento da un’oncia ha un valore di 4 euro ed è coniato in edizione limitata di 1000 esemplari in finitura proof. Più particolari le due pezzature in oro puro 999,9 millesimi: quella da un’oncia d’oro con valore 100 euro è uscita dalla zecca in soli 50 esemplari, volendo una tiratura quasi ridicolmente bassa, che potrebbe scontentare molti e incentivare antipatiche speculazioni. Sempre in oro 999,9 esiste infine una micro moneta di 18 millimetri di diametro e dal peso di 3,88 grammi, ovvero un ottavo di oncia, con tiratura di 150 esemplari. In questo caso il valore nominale è di 20 euro. Entrambe le monete in oro sono in versione fior di conio.

Molto curato e moderno anche il packaging di queste monete la cui modellazione è opera della brava artista italiana Miriam Mazzali
La serie dedicata agli inventori e innovatori croati – di cui entrano a far parte le tre monete per Ivan Vučetić da poco emesse – è stata lanciata nel 2023 con un’emissione celebrativa per Faust Vrančić e per le sue invenzioni, fra cui un primitivo paracadute (eravamo nel XVII secolo). È poi proseguita nel 2024 con monete dedicate all’inventore Mario Puratić e alla sua famosa carrucola per il recupero delle reti da pesca, mentre la terza emissione, presentata nel 2025, ha voluto omaggiare Slavoljub Penkala, uno dei più importanti inventori croati dell’inizio del XX secolo che operò nei campi dell’ingegneria, della chimica e dell’aviazione, brevettando oltre ottanta creazioni, fra cui la matita meccanica che porta il suo nome.
Le tre monete per Ivan Vučetić – o Juan Vučetić, che dir si voglia – sono tutte presentate in eleganti cofanetti, accompagnati da un libretto e da una custodia esterna per metterle al riparo… da sgradite impronte! E per leggere tutti i nostri articoli dedicati alle euro monete della Croazia vi basta cliccare qui.






































