L’asta di monete e medaglie Varesi 87 andrà in scena, ricca di un catalogo di 1090 lotti, martedì 19 e mercoledì 20 maggio nella magnifica location del Castello di Belgioioso, in provincia di Pavia. Due sessioni a cui i collezionisti più fortunati potranno partecipare in presenza, nell’elegante cornice del complesso storico in provincia di Pavia, mentre per tutti resta la possibilità di partecipare online (sfoglia qui il catalogo). Questo il calendario della vendita:
- Sessione I: martedì 19 maggio 2026 alle ore 11.30 (lotti 1-196)
- Sessione II: martedì 19 maggio 2026 alle ore 14.00 (lotti 197-792)
- Sessione III: mercoledì 20 maggio 2026 alle ore 10.00 (lotti 793-1090): solo live internet
L’asta di monete e medaglie Varesi 87 comprende un interessante numero di monete classiche (205 lotti), ben 394 lotti di zecche italiane medievali e moderne, 104 relativi a Casa Savoia senza contare la Collezione Carmagnola di monete veneziane di pregio (ducati, zecchini e loro multipli, oselle) e la Collezione A. C. di monete del Sud Italia (“soli” 25 lotti, ma con alcuni esemplari di altissimo livello). Da non trascurare neppure le monete estere e la parte medaglistica.
Proprio della Collezione A. C. di monete del Sud Italia, non a caso, fa parte l’esemplare con il prezzo di partenza più alto: si tratta del lotto 575, un eccellente reale (per Brindisi o Messina) a nome di Carlo I d’Angiò (1266-1282) che, al modulo largo e alla conservazione superba, unisce una rarità R4 (euro 20.000). Lo segue, a 15.000 euro di base, una moneta della Collezione Carmagnola: si tratta di un conio veneziano, di un “semplice” ducato a nome di Marino Grimani (1521-1523) che tuttavia gli appassionati sanno essere R4, uno dei pezzi chiave nella serie aurea della Serenissima (lotto 467).

Alla stessa base si colloca il lotto 555, ma stavolta parliamo di un multiplo da 10 zecchini di alta qualità per il tipo di moneta, battuto durante il dogato di Alvise IV Mocenigo (1763-1778). E sempre per una prima offerta di 15.000 euro viene proposto anche un massimale del Regno d’Italia, le ricercate 100 lire 1864 di Vittorio Emanuele III del lotto 625: R2, soli 579 pezzi coniati, la moneta è in bello splendido.

Ci spostiamo in Sicilia, con il lotto 299, per ammirare una doppia oncia 1814 di Ferdinando III di Borbone coniata a Palermo con ritratto coronato del sovrano e al rovescio il triscele fra rami d’alloro: moneta iconica, Spl e R3, merita una base d’asta pari a 14.000 euro. A 10.000 euro viene invece proposta (lotto 306) la maestosa 8 doppie di un altro Borbone, Ferdinando I di Parma, uscita dai torchi della zecca emiliana nel 1786: R2 e con fondi lucenti, giudicata in conservazione Bb/Spl, conserva intatto il fascino della monetazione del piccolo ducato.

Un altro zecchino di grande rarità arricchisce l’asta di monete e medaglie Varesi 87 al lotto 519: si tratta di quello del doge Francesco Corner (sul trono per pochi mesi nel 1656) che, giudicato R5 e pur con tracce di appiccagnolo, richiede una prima offerta di almeno 10.000 euro. La stessa cifra è richiesta per un’altra icona della numismatica medievale italiana, l’augustale per Brindisi o Messina a nome di Federico II di Svevia al lotto 573: R2 e Spl, la moneta spicca per il bello stile e la freschezza.

Non rifulge solo l’oro, tuttavia, nel catalogo dell’asta del 19-20 maggio 2026: in argento, in buon Bb nonostante il foro otturato, al lotto 173 troviamo una moneta genovese R4 ossia quella da 8 reali del 1666 emessa dal Banco di San Giorgio per gli scambi con la Spagna (base 8000 euro). A poco meno, 7000 euro di base, viene invece offerta al lotto 143 la 10 franchi (R4) dell’assedio inglese di Cattaro, risalente al 1813 e tra i pezzi più particolari della monetazione legata al mito di Napoleone Bonaparte.

A novant’anni dalla proclamazione dell’Impero d’Africa Orientale Italiana segnaliamo poi il lotto 683 dove spiccano le 100 lire 1936-XIV coniate per la prima volta quell’anno proprio per esaltare l’apoteosi del regime fascista. La moneta, prodotta in soli 812 esemplari, è Spl+ e merita 6000 euro di base. Sono 5000, invece, gli euro di prima offerta per il massimale aureo della serie fiorentina del primo ‘800: parliamo degli 80 fiorini 1828 del lotto 167, moneta R2 e proposta in conservazione Spl.

Un’altra icona numismatica del Regno d’Italia – le 5 lire Quadriga 1914 – è in catalogo al lotto 656: R2 e qSpl, questo capolavoro di modellazione di Davide Calandra parte, nell’asta di monete e medaglie Varesi 87, da 4000 euro. A 3500 euro, invece, è proposto al lotto 142 un bel ducatone 1594 (R e Bb/qSpl) a nome di Vincenzo I Gonzaga per Casale: godibile il ritratto, sempre elegante il san Giorgio che uccide il drago su un esemplare dal bel metallo lucente.

A nome di un altro Gonzaga, Carlo II con la reggenza della madre Maria (periodo 1637-1647) è invece il lotto 190: parliamo del ducatone in argento con i due ritratti di madre e figlio accollati ed abbinati al rovescio con la Vergine che tiene Gesù bambino in braccio (base 3000 euro, moneta R2 e Bb). E “al femminile” è anche il lotto 496 nel quale l’asta di monete e medaglie Varesi 87 propone l’osella 1597 della dogaressa Marina Grimani, superbamente ritratta sul dritto (conservazione BB, moneta R3 a base di 3000 euro).

Ai collezionisti l’invito a non trascurare le “zecche minori” dato che spesso riservano autentiche sorprese, come il lotto 153 che, per Desana, ci riserva un affascinante testone a nome di Pietro Berard de la Foucadiere (1516-1529) di rarità R2 e in conservazione qSpl alla base di 2000 euro. Stessa offerta di partenza per l’esemplare di copertina dell’asta di monete e medaglie Varesi 87, l’oncia palermitana da 30 tarì del 1793 al tipo della Fenice emessa a nome di Ferdinando III di Borbone (lotto 300). Moneta non rara, ma introvabile in Spl e con patina di antico medagliere su metallo brillante: un gioiello!

Da un “peso massimo” a uno “spicciolo” d’argento, ma che la rarità e la conservazione rendono meritevole di 1800 euro di base: parliamo degli eleganti 10 soldi 1830 (lotto 309) a nome di Maria Luigia duchessa di Parma Piacenza e Guastalla (R3 e Fdc, tra i migliori esemplari conosciuti). Di pregio anche, al lotto 684, le 20 lire 1936-XIV, serie Impero, in versione PROVA: qFdc e di rarità R3, questo ennesimo capolavoro di Giuseppe Romagnoli parte da 1500 euro di base d’asta.

Avviandoci a concludere quest’anteprima dell’asta di monete e medaglie Varesi 87, non possiamo non soffermarci su una moneta di rara apparizione sul mercato, il testone per Urbino al tipo della sfera armillare coniato da Francesco Maria I della Rovere (1574-1621 e 1623-1624): R2, con buoni rilievi, questa affascinante tipologia è proposta da 1300 euro di prima offerta. Ne merita almeno 1200, infine, la 5 lire FIRENZE MARZO 1861, prima commemorativa del Regno d’Italia, che è in catalogo (Bb e R2) al lotto 620.

Le offerte preliminari per l’asta di monete e medaglie Varesi 87 sono già aperte: seguiteci sulle piattaforme online e partecipate di persona, al telefono o live internet alle tre sessioni del 19 e 20 maggio 2026. La casa d’aste Varesi è a vostra disposizione, come sempre, per fornirvi ogni chiarimento o assistenza. Questi i nostri contatti: tel. 0382 570685; cell. 348 3174040; fax 0382 489234; mail info@varesi.it.





































