Il bicentenario di Antonio Canova celebrato da IPZS con una 5 euro e una 20 euro ispirate all’autoritratto dell’artista e alla sua Venere italica

 

di Mathias Paoletti | Moriva a Venezia il 15 ottobre del 1822, Antonio Canova, il maestro assoluto del Neoclassicismo acclamato in vita, amato dai potenti, vittima di decisive stroncature come quella di Roberto Longhi, riscoperto nel Novecento e oggi riconosciuto come uno dei massimi scultori di ogni tempo, tanto da meritare l’appellativo di “nuovo Fidia”.

Tutte e tre le autorità emittenti dell’area italiana lo celebrano quest’anno con speciali monete da collezione: San Marino lo ha fatto di recente con una bellissima 2 euro commemorativa che esalta la statua di Ebe (leggi qui l’articolo) e anche il Vaticano renderà omaggio all’artista avendo in scaletta una preziosa coniazione da 50 euro in oro proof.

Sono firmate da Uliana Pernazza le due “canoviane” d’Italia

Sono in oro e argento, invece, rispettivamente con valori nominali di 20 e 5 euro, le due monete per collezionisti che il Poligrafico e zecca dello Stato italiano rende disponibili attraverso il suo e-shop e sul mercato, con emissione ufficiale il 5 ottobre e affidate al bulino del maestro Uliana Pernazza.

Sono 5000 le monete proof in argento (mm 32, g 18 a titolo 925 millesimi) mentre si attesta a 1500 pezzi il contingente delle proof in oro (mm 21, g 6,45 a 900 millesimi di fino); prezzi di emissione fissati rispettivamente a 55 e 400 euro.

L’autoritratto, lo stemma araldico, la Venere italica

Felice la scelta dei soggetti, come la loro resa in forma di incisione: al dritto l’autoritratto dell’artista affiancato dallo stemma canoviano raffigurante il blasone araldico del Marchesato di Ischia di Castro del Lazio, opera anch’esso dello scultore e pittore italiano, entrambi esposti sulla sua tomba all’interno del Tempio Canoviano di Possagno, in provincia di Treviso. Nel giro, la scritta REPUBBLICA ITALIANA; a destra, la firma dell’autore U. PERNAZZA.

Al rovescio, invece, un particolare della statua in marmo conosciuta come Venere italica conservata nella Galleria Palatina di Firenze. A destra, il valore 5 EURO e il segno di zecca R; a sinistra, in verticale, le date 1822 e 2022, rispettivamente anno della scomparsa di Canova e anno di emissione della moneta; nel giro, la scritta ANTONIO CANOVA.

Due monete armoniose sia perché le opere effigiate sono entrambe di mano del grande maestro di Possagno, sia perché Uliana Pernazza è riuscita – per l’ennesima volta – ad armonizzare i soggetti con le legende, in composizioni aeree e nitide, di classica impostazione, nella miglior tradizione della monetazione repubblicana.

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