Il ritrovamento di un progetto, anche se incompleto, della banconota 1000 lire per l’Impero di AOI svela retroscena storici e monetari inediti

 

di Gerardo Vendemia | A seguito della conquista dell’Etiopia, il 9 maggio 1936 viene ufficialmente proclamato l’Impero d’Africa Orientale Italiana. Sotto il controllo italiano in Africa ci sono già Eritrea e Somalia, nonché Cirenaica e Tripolitania. Ancora, le Isole egee sono controllate dal Regno d’Italia, che usufruisce anche del Protettorato in Albania e della Concessione italiana a Tientsin.

Il nuovo equilibrio geopolitico richiede, come ovvio, anche una serie di adeguamenti alla circolazione monetaria, che non tardano ad arrivare. Nei territori denominati “Africa Orientale Italiana”, con Regio Decreto 1371 del 2 luglio 1936, la lira italiana diviene l’unica moneta a corso legale a decorrere dal 15 luglio.

La decisione era di certo già pervenuta all’Istituto Poligrafico dello Stato, dove si era iniziato a lavorare alla preparazione di una serie dedicata. E, anche se non conosciamo le indicazioni fornite dal Governo, sicuramente, mediante la cartamoneta, si intendeva trasmettere l’autorità italiana raffigurandone emblemi e figure prestigiose, del presente e del passato.

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L’inedito progetto da 1000 lire per l’AOI: il fronte con il valore e gli ovali

Un progetto da 1000 lire per un’inedita pagina di storia

Un eccezionale ritrovamento consente di svelare una parte di questa campagna di propaganda monetaria, all’epoca infruttuosa, e che oggi vive il suo riscatto: si tratta il progetto, incompleto, del taglio da 1000 lire.

Il bozzetto ci rivela i tratti caratteristici di ciò che quello che – se stampato – sarebbe divenuto il più grande biglietto italiano, con una area stampata di mm 222 in larghezza e mm 155 in altezza. La stampa monocromatica, di colore verde intenso, è delimitata da una cornice, di mm 4, contenente un nastro continuo.

Completano il fronte due ampie raffigurazioni, formate da elementi architettonici e floreali, entrambe sormontate dalla scritta “Lire 1000”. L’ovale a destra ospita uno spazio bianco, dal quale, in controluce, sarebbe comparsa la filigrana, mentre a sinistra troviamo la rappresentazione di Augusto corazzato.

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L’inedito progetto da 1000 lire per l’AOI: il retro con il transatlantico Rex

Al retro ritroviamo esatta corrispondenza degli ovali: a sinistra un gioco di linee curve concentriche riempie l’area dedicata alla filigrana, mentre a destra trova spazio il fascio littorio e l’anno dell’era fascista, il XIV, che decorre dal 28 ottobre 1935 al 27 ottobre 1936. Elementi geometrici e floreali circondano e uniscono gli ovali nella parte inferiore, mentre in quella superiore trova spazio un’ampia raffigurazione del transatlantico Rex, il più grande mai costruito al mondo fino a quel momento.

Quel transatlantico simbolo di un’epoca irripetibile

La scelta è inedita, ma soddisfa in pieno le esigenze. Il Rex rappresentava infatti l’eccellenza tecnologica e la maestria industriale italiana: venne costruito tra il 27 aprile 1930 e il 1° agosto 1931, data del varo, senza badare a spese, nei cantieri navali Ansaldo di Sestri Ponente. Numerosi aneddoti e curiose storie si legano al Rex sin dalla prima traversata dell’Atlantico: la partenza avvenne da Genova il 27 settembre 1932 e la nave, a causa di problemi alla centrale elettrica di bordo, dovette fermarsi due giorni a Gibilterra per le riparazioni. Alcuni passeggeri decisero di scendere e recarsi in Germania, sul transatlantico Europa, salvo poi arrivare a New York e trovare il Rex già ormeggiato.

Nell’agosto del 1933 il Rex conquistò il Nastro Azzurro, premio riservato alla nave passeggeri più veloce nell’attraversamento dell’Oceano Atlantico, in regolare servizio e senza scali di rifornimento. Fu allora che l’imprenditore Antonio Zanussi chiese e ottenne di poter creare una linea di elettrodomestici con la denominazione REX per evocare un prodotto di alta qualità. A trent’anni dalla conquista del Nastro Azzurro, nascerà l’omonima birra, il cui nome “oltre ad essere identificativo del mare e della natura, è un chiaro richiamo al premio conferito al transatlantico Rex”.

A sinistra, manifesto pubblicitario del Rex risalente al 1938; a destra una foto della nave

Affondato durante il Secondo conflitto mondiale, il transatlantico ha conservato nel tempo un fascino indiscusso con numerose rappresentazioni e citazioni, come nel film Amarcord di Fellini, in cui una nutrita flotta di piccole imbarcazioni private ne attende il passaggio di notte.

In conclusione, dal biglietto illustrato traspare tutta la maestosa eleganza di quello che è il taglio più elevato del periodo e dunque anche della serie. La versione definitiva avrebbe certamente soddisfatto le aspettative del re e del capo del Governo Benito Mussolini e avrebbe costituito per i collezionisti uno dei biglietti più ambiti, in virtù della breve permanenza italiana in Africa e di una circolazione giocoforza limitata.

Con buona probabilità, a causa dei tempi ristretti, il Governo opta invece per l’emissione di quattro esemplari, ricavati da piccole modifiche alla serie di biglietti della Banca d’Italia già a corso legale in Italia. I tagli sono quattro: da 50 (disegnato da Pietrucci, con elementi di Giovanni Capranesi), 100, 500 e 1000 lire (interamente disegnati da Capranesi). Vengono variate le colorazioni e aggiunte le diciture relative alla specifica circolazione nei territori dell’AOI. La limitazione della circolazione alla sola Africa Orientale Italiana sarà in seguito revocata con D.M. del 25 novembre 1942.

Di quella 1000 lire è andato dunque tutto perduto?

Ci aspetteremmo che un progetto non approvato rappresenti un capitolo chiuso, qualcosa che poteva essere, ma non è stato. Del resto quel biglietto così affascinante, non ha mai visto la luce. Oggigiorno ci disfacciamo di ciò che è guasto e, piuttosto che riparare, sostituiamo. Se qualcosa non ha funzionato, ripartiamo da zero.

Assegno turistico da 100 lire del 1938, fronte

Eppure, qualche decennio fa, anche un istituto nazionale, come il Poligrafico dello Stato, conservava e riutilizzava all’occorrenza. Ed allora ecco che gli stessi elementi grafici possono essere ritrovati altrove, talvolta modificati, ma riconoscibili. Soprattutto, la loro scoperta è in grado di svelare nuovi retroscena e farci scoprire la filigrana che avrebbe avuto quel biglietto da 1000 lire per l’Africa Orientale Italiana. Ma andiamo per gradi.

Assegno turistico: la filigrana è la stessa del progetto da 1000 lire AOI

Alcuni ornamenti delle cornici sono riprodotti negli assegni turistici, contemporanei al progetto, autorizzati con Regio Decreto del 20 marzo 1936 “per favorire il movimento turistico nel Regno, nelle Colonie e nei Possedimenti italiani”. Da un rarissimo esemplare del 1938, proveniente da un’asta americana, è possibile avere un riscontro e scoprire alcune interessanti novità. La filigrana, ad onde continue e ripetute, consta di un ovale a destra, che ospita la testa di Atena elmata, dea della guerra: ebbene, la misura dell’ovale calza perfettamente sulla prova da 1000 lire.

Il transatlantico Rex sul retro dell’assegno turistico da 100 lire

La stessa filigrana dell’assegno turistico sarà riutilizzata nel 1941 sui cinque tagli più elevati della serie di banconote della Cassa Mediterranea di Credito per la Grecia da 500, 1000, 5000, 10.000 e 20.000 dracme. Sul retro dell’assegno, invece, ricompare uguale, ma speculare, l’immagine del Rex, stavolta con la prua a destra.

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La filigrana del progetto da 1000 lire AOI sulle emissioni per la Grecia

Anche il busto dell’imperaore Augusto – un altro dei simboli della “romanità” esaltata dal fascismo – trova nuova gloria, quando, nel 1942, viene raffigurato sulla cartamoneta per occupazione italiana dell’Egitto, nei tagli da 50 piastre, 1 lira, 5 lire e 10 lire egiziane. Infine, la cornice del biglietto viene “recuperata” e la ritroviamo ancora sia sui tagli più alti della serie dei biglietti destinati alla circolazione in Grecia, che in quelle per il Sudan e l’Egitto.

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Il busto dell’imperatore Augusto sulle banconote per Sudan ed Egitto

Il naufragio di quel biglietto eccezionale – quella 1000 lire che avrebbe portato il leggendario Rex “fino in Africa” – genera, dunque, ancora oggi qualche rimpianto per ciò che poteva essere, ma non è stato. Tuttavia, come gli insegnamenti di un padre diligente, rivive e si conserva orgoglioso nei suoi “figli”.