Per la serie dei nostri approfondimenti dal titolo Quanto Vale? è il momento, dopo altri coni celebri della storia repubblicana, di parlare delle 50 lire Vulcano, uno spicciolo di grande bellezza che per decenni ha circolato nelle tasche di decine di milioni di italiani.

Di questo tipo di moneta abbiamo già parlato in un modo particolare, mettendo a confronto lo statuario Efesto/Vulcano che vi è raffigurato al rovescio con le sue mitologiche origini e sottolineando come il personaggio – mutuato da Roma attraverso la cultura greca – fosse, in realtà, una divinità “umanissima” essendo affetto da una grave disabilità fisica (clicca qui per approfondire).

 

Le origini della  moneta da 50 lire Vulcano nel 1950


Coniati i soli pezzi in italma da 1, 2 5 e 10 lire negli anni fra il 1946 e il 1950, la Zecca inizia a porsi il problema – a causa dell’inflazione e delle aumentate esigenze di circolazione monetaria – di produrre monete di maggior valore nominale e il taglio da 50 lire è il primo, assieme alle 100 lire, ad essere messo in cantiere con la realizzazione di progetti tra i quali una, di estrema rarità, vede Vulcano “assente” dal tondello che, invece, nell’idea dello scultore Giuseppe Romagnoli, prevede solo una massiccia incudine con poggiato sopra un martello.

 

Di estrema rarità, ecco un progetto da 50 lire in acmonital opera di Giuseppe Romagnoli in cui il dio Vulcano è “in ferie”

 

Un omaggio al lavoro manuale, alle officine e alle botteghe artigiane di cui pullula l’Italia del dopoguerra; un soggetto che, tuttavia, non risulta gradito mentre piacerà molto di più la plastica immagine di Vulcano intento al lavoro, pur in una nudità non così consona alla morale dell’epoca, quella di un’Italia a trazione democristiana e in cui la Chiesa ha riacquistato un ruolo di grande influenza.

 

50 lire vulcano moneta monete lira repubblica italiana italia valore numismatica collezione quanto vale rarità mito storia costume

Un bellissimo esemplare di prova in nichel delle 50 lire con data 1954: nella versione di serie sparirà il bordo perlinato

 

Le 50 lire di serie, un successo durato mezzo secolo


Sta di fatto che nel 1954, dopo i rarissimi esemplari di prova, vengono sfornate dalle presse dell’officina monetaria di Via Principe Umberto ben 17,6 milioni di pezzi che vanno in circolazione riscuotendo l’immediato gradimento della popolazione. Con 50 lire, a metà anni Cinquanta si compravano ancora due giornali o due biglietti del tram; per una tazzina di caffè ne bastavano 40 mentre la benzina costava circa 140 euro al litro. Un operaio in quel periodo guadagnava in media 40.000 lire al mese e un televisore – lusso per pochissimi – costava ben 160.000 lire.

 

50 lire vulcano moneta monete lira repubblica italiana italia valore numismatica collezione quanto vale rarità mito storia costume

Ecco la prova delle 50 lire Vulcano nella loro versione definitiva in acmonital con data 1954: un esemplare rarissimo e ricercato

 

Il tondello in acmonital delle 50 lire, dal bordo rigato, misura 24,80 millimetri di diametro e per 1,95 di spessore e pesa 6,25 grammi. Ne incide i coni il maestro Pietro Giampaoli che, per il dritto, traspone sulla matrice la testina dell’Italia adorna di un serto di quercia modellata da Romagnoli. Le firme dei due artisti compaiono in basso, sotto un rombetto, mentre lungo il bordo corre l’iscrizione REPVBBLICA ITALIANA, con quella “U” in forma di “V”, alla maniera latina, che rappresenta un vero e proprio tocco di poesia.

A differenza di altre monete della Repubblica Italiana, le 50 lire Vulcano vengono coniate senza interruzioni dal 1954 al 1989, con un picco assoluto di produzione nel 1978 quando vengono battuti ben 416.808.000 esemplari. L’anno più raro, invece, è il 1958 con appena 825.000 monete coniate, mentre dal 1985 al 1989 lo spicciolo vede la luce anche in versione fondo specchio, destinato alle sole serie proof per collezionisti emesse in numero limitato.

 

Gran parte delle 50 lire che rimangono nei nostri cassetti sono circolate e comuni: questo, ad esempio, è uno dei 17.700.000 pezzi coniati nel 1962

 

La versione “mignon” delle 50 lire, il tramonto di un mito


In modo simile alle 100 lire Minerva, anche le 50 lire Vulcano vivono l’ultima parte della loro gloriosa carriera “in formato ridotto” e vengono coniate in versione piccola – c’è chi le chiama “mignon”, chi “lillipuziane” addirittura – negli anni dal 1990 al 1995.

Il peso scende ad appena 2,70 grammi di acmonital, il diametro si riduce a 16,55 millimetri e lo spessore sale a 2,00 millimetri (con bordo liscio) per consentire alle presse della Zecca di Roma di imprimere i soggetti in un tondello così piccolo su cui campeggia ancora la sola firma del modellista ROMAGNOLI.

 

50 lire vulcano moneta monete lira repubblica italiana italia valore numismatica collezione quanto vale rarità mito storia costume

Le due versioni delle 50 lire Vulcano a confronto: quella grande emessa dal 1955 al 1989 e la “mignon” coniata dal 1990 al 1995

 

Talmente piccolo, quel tondello, da non venir gradito affatto dalla popolazione italiana nonostante in sei anni ne vengano messi in circolazione ben 532.755.000 esemplari, ai quali si aggiungono – uniche “rarità” – le poche migliaia di monete proof inserite nelle serie fondo specchio per i numismatici.

Un’ultima curiosità: sapevate che, mentre le 50 lire Vulcano di tipo grande hanno avuto corso legale fino al a28 febbraio 2002, termine ultimo del changeover tra lira ed euro, quelle piccole furono demonetizzate già il 16 ottobre 2000? Sì, è così: le “lillipuziane” vennero tolte di mezzo in anticipo.

 

Varianti e valori, qualche dato e qualche curiosità


Anche le 50 lire Vulcano non sfuggono al fenomeno degli errori di conio – davvero tanti, dai tondelli fustellati a quelli coniati su una sola faccia, fuori centratura, con asse spostato e così via – alle varianti tra le quali possiamo ricordare le date 1980 con lo “0” più o meno grande, lo stesso fenomeno per le cifre “88” del 1988, oppure il “7” di 1987 con e senza trattino a scendere sull’estremità in alto a sinistra.

Per quanto riguarda le versioni piccole degli anni Novanta, invece, sono la presenza o meno, e anche la dimensione del rombetto in basso al dritto, tra gli elementi di differenziazione dei coni. Questi e altri dettagli possono essere approfonditi nei cataloghi o nei siti specializzati.

 

Una curiosità: un tondello vergine in acmonital per le 50 lire uscito, chissà come, dalla Zecca di Roma

 

Sta di fatto che, a differenza di quanto si legge in molti pessimi articoli generati con l’intelligenza artificiale o a partire dall’incompetenza umana per la numismatica, la stragrande maggioranza delle monete da 50 lire Vulcano, circolate e di date comuni, che tanti di noi hanno ancora nel cassetto non hanno un valore commerciale o un interesse collezionistico particolare.

E per concludere un “amarcord”: di recente l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato ha dedicato alla 50 lire Vulcano due preziose riedizioni in oro, da un quarto e mezza oncia, con valori rispettivamente di 20 e 50 euro sulle quali potete scoprire ogni dettaglio leggendo qui.