L’asta di monete e medaglie Artemide LXVI, che comprende ben 866 lotti, si appresta ad essere uno degli appuntamenti numismatici più attesi della stagione: nelle due sessioni che saranno battute sabato 24 ottobre 2026, dalle ore 15.00 e domenica 25 ottobre dalla stessa ora, infatti, la casa sammarinese offrirà importanti materiali con un’attenzione particolare, come sempre, all’età antica.

Se al mondo greco, infatti, afferiscono 143 lotti, altri 171 sono relativi alla monetazione di Roma repubblicana, 134 a quella imperiale e 110 all’età bizantina. Importante anche la sezione delle monete e medaglie di zecche italiane, con 180 lotti, e a completare il tutto altri settori che vi invitiamo a scoprire nel catalogo online.

Ricordandovi che per ogni informazione potete scrivere ad info@artemideaste.com, vi segnaliamo che le offerte preliminari vengono accettate fino a venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 22.00 per gli esemplari battuti in entrambe le sessioni. Ma ora vediamo alcuni esemplari di pregio e particolari dell’asta di monete e medaglie Artemide LXVI, ad iniziare dai capolavori del mondo classico.

 

 

Monetazione greca, magno greca e siciliana


In vetta alla classifica di questo settore del catalogo, che conta 143 lotti, troviamo il LOTTO 139 dove, alla base di ben 30.000 euro, spicca una tridracma cartaginese in oro del 270-264 aC con volto di Tanit e un magnifico cavallo stante: la moneta è eccezionale per conservazione, oltre che molto rara, e appare un capolavoro di incisione soprattutto nella muscolatura del cavallo, di classica e immutabile bellezza.

L’ipnotico sguardo del leone di Rhegion ci colpisce invece al LOTTO 74, al dritto di una tetradracma del 475-465 aC; rara anche per il conio di rovescio, questa moneta merita 4500 euro di prima offerta.

Before imageAfter image

Un altro sguardo di classica bellezza, quello della ninfa Larissa, ammicca poi dallo statere in argento del LOTTO 124: la moneta, risalente al 356-342 aC, è di eccezionale stile, ben  coniata e delicatamente patinata e per questo il prezzo iniziale è fissato a 3000 euro.

Dalla zecca di Koson, nella regione della Skythia, viene invece il LOTTO 128: risalente al I secolo aC, questo bellissimo statere mostra già l’influenza romana nelle figure dei tre consoli al dritto e nell’aquila con corona d’alloro sul rovescio. La base d’asta è fissata a 2200 euro.

Before imageAfter image

Tanti esemplari dall’antica Sicilia, nell’asta di monete e medaglie Artemide LXVI. Ad esempio, al LOTTO 107, da Siracusa (466-405 aC) ecco una 12 litre di bellissimo stile che abbina Atena elmata ad Artemide a figura intera e che è proposta da 1500 euro di base.

Proviene invece da Metaponto e risale al 400-340 aC il LOTTO 51, uno statere di cui sono noti in questa variante due soli esemplari: al dritto un volto di divinità femminile, al rovescio l’iconica spiga simbolo della città e della vocazione agricola del suo territorio (base 1000 euro).

Before imageAfter image

 

Roma repubblicana e Roma imperiale in moneta


Al top, tra le monete “repubblicane” di Roma – e comprenderete le virgolette – c’è il LOTTO 306: si tratta di un denario di estrema rarità (base 12.000 euro) a nome di Giulio Cesare che costituisce o l’ultima moneta fatta coniare dal dittatore o, secondo alcuni, la primissima emissione militare fatta coniare da Ottaviano nel 44 aC. Sta di fatto che questo esemplare è eccezionale, non solo per rarità ma anche per conservazione e patina.

Segue, a 8000 euro di base d’asta, il LOTTO 302, uno degli aurei che il prefetto dell’Urbe L. Munatius Plancus conia nel 46-45 aC a nome dello stesso Giulio Cesare: molto rara e ben coniata, la moneta ci mostra al dritto il busto alato della Vittoria e al rovescio la classica anfora dei riti sacrificali.

Before imageAfter image

Tornando indietro, alle origini della numismatica romana repubblicana, il LOTTO 159 ci riserva uno spettacolare asse fuso in bronzo al tipo del Giano e della prora risalente al 225-217 aC con attraente patina a sfumature di verde: 2500 euro la base fissata per questo esemplare del peso di ben 254,4 grammi e dal diametro di 67 millimetri.

Uno dei più bei ritratti di Venere della numismatica romana, invece, è quello del denario al LOTTO 292 dell’asta di monete e medaglie Artemide LXVI: parliamo di una moneta coniata nel 47-46 aC, con al rovescio Enea che porta in salvo il padre Anchise. Un classico fra i classici, insomma, meritevole di 1000 euro di prima offerta.

Before imageAfter image

Passando alle monete imperiali, poi, stupisce un po’ – ma non tanto, in fondo – come il top lot in termini di stima non sia un prestigioso aureo quanto un sesterzio in bronzo, quello a nome di Galba del 68-69 offerto al LOTTO 337. Superbo per il ritratto come per la patina verde smeraldo e la conservazione, l’esemplare è straordinario per la sua bellezza e offerto alla base di 10.000 euro.

A 3600 euro di base un altro eccezionale ritratto imperiale, quello sul denario di Augusto della zecca di Colonia Patricia coniato nel 18-17 aC con al rovescio il Capricorno: questa moneta “zodiacale” (LOTTO 318) è fra le più ricercate del primo imperatore di Roma.

Before imageAfter image

Passando dalle origini al tardo impero, ecco al LOTTO 425 un superbo solido per Roma di Valentiniano I coniato nel 364-367: è di 2000 euro la base per questa moneta che al rovescio esalta l’imperatore come “colui che ha restaurato la Repubblica”.

Alla fine del secolo precedente, esattamente al 295-296, risale invece un esemplare eccellente di un tipo monetale non così di successo, ma di grande fascino. Parliamo di un argenteo, a nome dell’imperatore Diocleziano e coniato a Nicomedia (LOTTO 398) che merita 1000 euro di prima offerta essendo sia molto raro che praticamente in fior di conio.

Before imageAfter image

 

Rarità dalle zecche italiane medievali e moderne


Proseguendo nello sfogliare il catalogo dell’asta di monete e medaglie Artemide LXVI del 24-25 ottobre, passiamo alla numismatica italiana post imperiale. E non potevamo farlo che con l’augustale di Federico II (1197-1250) coniato a Messina e offerto a 10.000 euro al LOTTO 695: simbolico “ponte” fra l’antico e la nuova era, questa moneta infatti ci propone “Stupor Mundi” in vesti imperiali classiche e la fiera aquila sveva sul rovescio, a dar vira ad un capolavoro.

Il LOTTO 735, spostandoci di zecca in quel di Palermo, ci conferma  la ricchezza della numismatica meridionale con un’oncia da 30 tarì di qualità eccellente di Ferdinando III di Borbone che, risalente al 1791 e rarissima, è quasi fior di conio. Una fenice che merita 6500 euro di base d’asta e che farà infiammare la sala.

Before imageAfter image

Lasciandovi il piacere di visionare le altre rarità meridionali ci spostiamo in Toscana con il LOTTO 798, un bellissimo sanese d’oro del periodo 1423-1450 di eccezionale freschezza e testimone dell’epoca d’oro vissuta dalla città. Per accaparrarsi questo esemplare prossimo al fior di conio servono almeno 3000 euro.

A 1200 euro è proposto invece, nell’asta di monete e medaglie Artemide LXVI, un magnifico denaro a nome di Ludovico il Pio (814-840): la moneta, al LOTTO 805, è solo una delle tante veneziane in catalogo che meritano attenzione.

Before imageAfter image

Nel novero delle zecche ottocentesche, fra le altre spicca nella vendita del 24-25 ottobre quella di Parma, ad esempio con le raffinate 5 lire 1815 di Maria Luigia al LOTTO 738, di altissima conservazione e alla base di 500 euro.

Alla medesima base, coniato a Roma nel turbolento periodo repubblicano del 1798-1799, ecco invece un gradevolissimo scudo al tipo della Libertà in piedi con fascio, picca e pileo. La moneta, i cui coni sono usciti dal bulino di Tommaso Mercandetti, è rara e presenta una bellissima patina di monetiere (LOTTO 783).

Before imageAfter image

 

Medaglie in oro del Novecento, capolavori di rarità


Concludiamo questa presentazione dell’asta di monete e medaglie Artemide LXVI con alcuni esemplari di medaglistica. Nel catalogo, infatti, trovano spazio rarissime tipologie premiali e celebrative del periodo fascista come  quella del 1923 al senatore Filippo Cremonesi per la prima Mostra Romana (LOTTO 836, 4500 euro) incisa da Attilio Silvio Motti e coniata dalla Regia Zecca.

Una vera e propria opera d’arte moderna è invece la medaglia del 1933 per la costruzione, a Venezia, del Ponte del Littorio: modellato da Francesco Scarpabolla, in bilico tra simbolismo e futurismo, questo piccolo capolavoro merita 2500 euro di prima offerta al LOTTO 849).

Before imageAfter image

Publio Morbiducci firma invece il LOTTO 847: si tratta della celebrativa 1935 per la V Fiera di Tripoli su cui una fiera antilope sul dritto si abbina con un rovescio dedicato alla personificazione dell’agricoltura completata da un ariete e da stelle (base 1000 euro).

E “chiudiamo il cerchio”, almeno simbolicamente, con un’ultima medaglia in oro, quella per la torpediniera “Aretusa” varata nel 1938 e che si vide dedicate questo conio con al rovescio il profilo stilizzato della nave e, al dritto, una citazione numismatica che riprende uno dei celebri ritratti della ninfa nella monetazione classica. La medaglia, al LOTTO 833, è proposta a 600 euro di base.

Before imageAfter image

Vi ricordiamo che le offerte per l’asta di monete e medaglie Artemide LXVI del 24-25 ottobre 2026 sono già aperte e che le potete inviare, previa registrazione gratuita, attraverso il sito della casa d’aste. Allo stesso modo è possibile partecipare live a questo atteso e ricco incanto.