Il 27 ottobre 2026, Sincona presenterà la Lake View Collection, che comprende spettacolari monete svizzere tra cui un multiplo da 20 fiorini d’oro della città di Lucerna datato 1557, che è la più grande moneta d’oro svizzera del XVI secolo. Ecco la sua storia.
Alla fine del 1524, il Gran Consiglio di Zurigo deliberò l’espropriazione dei beni ecclesiastici e, nell’aprile del 1525, abolì la messa. Nel 1527, l’abate di San Gallo fuggì dalla città poiché gli abitanti avevano aderito alla Riforma protestante. Nel gennaio del 1528, Berna impose la Riforma all’interno delle proprie mura, spingendo altre città a seguire il suo esempio. Nel 1529 fu la volta di Basilea e Sciaffusa, nel 1530 di Neuchâtel e nel 1536 di Ginevra e del Vaud.
Non tutte le città aprirono le porte alla Riforma: alcune, temendo l’espropriazione dei beni ecclesiastici, scelsero di rimanere fedeli alla fede tradizionale. Lucerna era la più potente e influente tra queste, tanto da porsi alla guida della fazione cattolica all’interno della Dieta federale. Nei numerosi conflitti tra i cantoni rimasti fedeli alla fede antica e quelli riformati, Lucerna parlava spesso a nome dell’intero schieramento cattolico. L’adesione di Lucerna al cattolicesimo è testimoniata da un donativo lucernese del 1557, del valore di 20 fiorini d’oro, coniato utilizzando i coni del tallero di Lucerna.

Lucerna. 20 fiorini d’oro del 1557, dritto. Coniata utilizzando i coni del tallero. Probabilmente l’unico esemplare noto. Conservazione: quasi splendido (Good Extremely Fine). NGC AU Details. Stima: 250.000 CHF. Dall’asta SINCONA 108 (27 ottobre 2026), n. 2047
Cosa è raffigurato sui 20 fiorini di Lucerna del 1557?
Il lato con lo stemma mostra l’insegna di Lucerna tra due leoni. Sopra di essa, i leoni sostengono lo stemma coronato del Sacro Romano Impero, a simboleggiare il potere imperiale. Con questo simbolo, il Consiglio di Lucerna intende sottolineare la propria dipendenza esclusiva dall’imperatore, dichiarando che nessuno – nemmeno la Dieta federale (Tagsatzung) – ha l’autorità di impartirgli ordini.
Attorno, disposti in cerchio, si trovano gli stemmi di 15 baliaggi (Vogteien). Un baliaggio è un territorio dipendente amministrato (e soggetto a tassazione) da un balivo (Vogt) per conto dell’autorità sovrana. Attraverso questi stemmi, Lucerna esibisce dunque l’estensione e la ricchezza dei territori sotto il suo dominio. Tra questi figurano (partendo da ore 1): Rothenburg, Entlebuch, Sempach, Triengen, Malters, Kriens, Merenschwand, Ebikon, Weggis, Horw, Habsburg, Münster, Sursee, Ruswil e Willisau.
L’altra faccia reca un’iscrizione latina che, tradotta, significa: “A San Leodegario, patrono di Lucerna”. Nel riquadro superiore è visibile la data 1557. La scena raffigurata illustra il martirio di San Leodegario. Il vescovo, che indossa gli abiti liturgici e la mitra, è seduto a destra su un alto trono. Un cavaliere armato sopraggiunge da sinistra e utilizza un grande trapano per cavare gli occhi al santo.

Lucerna. 20 fiorini d’oro del 1557, rovescio. Coniata utilizzando i coni del tallero. Probabilmente l’unico esemplare noto. Conservazione: quasi splendido (Good Extremely Fine). NGC AU Details. Stima: 250.000 CHF. Dall’asta SINCONA 108 (27 ottobre 2026), n. 2047
Chi era San Leodegario?
San Leodegario, la cui festa viene celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 ottobre, è una figura storica la cui biografia è ben documentata. Nacque nel 616 nel regno dei Merovingi. Poiché anche suo zio ricopriva un’alta carica ecclesiastica, Leodegario fece rapidamente carriera nella Chiesa. Nel 659 la regina lo nominò vescovo di Autun. In tale veste, fece approvare durante un concilio l’abolizione della regola monastica irlandese a favore di quella benedettina. Si trattò di una decisione politica piuttosto che ecclesiastica; del resto, Leodegario va considerato più come un politico dedito al potere che come un paladino del cristianesimo.
Mentre la regola benedettina attribuiva al vescovo l’autorità suprema sul monastero, secondo la regola irlandese il monastero dipendeva solo dal proprio abate. Attraverso questa e molte altre misure, Leodegario divenne un sostenitore della nobiltà locale, che all’epoca deteneva il monopolio delle cariche ecclesiastiche.

L’accecamento di San Leodegario. Vetrata svizzera del XVI secolo, oggi conservata nella King’s College Chapel di Cambridge (Foto: KW)
L’antagonista di Leodegario era Ebroino. In qualità di maggiordomo di palazzo della Neustria, egli tentò di accrescere l’influenza della nobiltà a vantaggio del potere centrale. Si giunse allo scontro armato tra le truppe di Ebroino e quelle di Leodegario. Quest’ultimo fu sconfitto ed Ebroino, seguendo le usanze dell’epoca, lo fece prima mutilare e poi uccidere, il 2 ottobre 679.
Dopo la sua morte, Leodegario fu venerato soprattutto nei monasteri benedettini. Il monastero benedettino di Murbach, in Alsazia, diffuse il suo culto a Lucerna. Possedeva vaste proprietà nel territorio di Lucerna, gestite tramite una prepositura. Come centro spirituale di tale prepositura sorse la chiesa di San Leodegario (St. Leodegar im Hof), oggi simbolo di Lucerna.
Perché Lucerna celebra San Leodegario sulle sue monete?
Avere un patrono costituiva un elemento fondamentale nella prima età moderna. I fedeli si aspettavano che il “loro” santo intervenisse a loro favore nelle vicende politiche e militari. Esibendo la propria ricchezza attraverso lo sfarzoso Donativ (una moneta celebrativa di grande modulo), il proprio potere tramite gli stemmi dei balivi ivi raffigurati e la protezione celeste mediante l’immagine di San Leodegario, Lucerna trasmetteva un messaggio chiaro a chi osservava l’oggetto: è grazie a San Leodegario che Lucerna possiede ricchezza e potere; ed è sempre grazie a lui che Lucerna conserverà tali beni anche in futuro, a dispetto di ogni nemico.

St. Leodegar im Hof, uno degli edifici di culto simbolo simboli di Lucerna. Per secoli, il nunzio apostolico in Svizzera utilizzò la Hofkirche di Lucerna come propria cattedrale (Foto: KW)
Qual è il valore del multiplo da 20 fiorini di Lucerna?
Sincona stima questa eccezionale moneta donativo di Lucerna – dal peso di 20 fiorini, ovvero 65,39 grammi – a 250.000 franchi. Si tratta di un prezzo relativamente basso, se rapportato alla rarità e all’importanza dell’oggetto, e che potrebbe essere facilmente superato. Le grandi monete d’oro del XVI secolo sono infatti estremamente rare. Prima della conquista del Nuovo Mondo, l’Europa centrale disponeva di scarse riserve auree; di conseguenza, vennero coniate poche monete d’oro di grande peso e ancor meno sono giunte fino a noi. Tra tutte le grandi monete d’oro svizzere del XVI secolo giunte fino a noi, questo esemplare – offerto da Sincona e noto probabilmente in un unico pezzo – è il più pesante. Stilando una classifica delle monete d’oro più pesanti dell’Antica Confederazione, questo esemplare occuperebbe verosimilmente la sesta posizione.
Per l’epoca in cui fu realizzata, questa moneta celebrativa (donativo) presenta una coniazione eccezionalmente nitida e un’ottima conservazione. Tuttavia, come era consuetudine all’epoca, i campi della moneta furono leggermente levigati per accrescerne l’attrattiva. Tale intervento dell’epoca non è adeguatamente riflesso dal grado di conservazione assegnato da NGC: non è infatti possibile applicare meccanicamente a una moneta coniata a mano nel XVI secolo un sistema di valutazione concepito per monete coniate a macchina nel XIX e XX secolo.
Un grado di conservazione che non rende giustizia alla bellezza della moneta potrebbe penalizzarla agli occhi degli investitori; i collezionisti, invece, sapranno certamente apprezzare la straordinaria bellezza di questo pezzo. Resta da vedere se i collezionisti saranno disposti a pagare prezzi elevati quanto quelli offerti dagli investitori, i quali basano le proprie decisioni esclusivamente sui parametri di conservazione.







































