La Slovacchia ha dedicato una moneta da 20 euro a Maurice-Auguste Beniowski e, in particolare, a un episodio che ha segnato la sua vita di avventuriero, niente meno che la proclamazione a “re del Madagascar”.
La storia dietro questa vicenda è intrigante ed emerge dalle pagine ingiallite da più di due secoli, dato che il fatto ricordato sul tondello in argento avvenne esattamente 250 anni fa. Prima di tutto il protagonista: Maurice-Auguste (o Móric) Beniowski nacque il 20 settembre 1746 a Vrbové, città che all’epoca faceva parte del Regno d’Ungheria e che oggi si trova in Slovacchia.
Di nobile origine, fu soldato, viaggiatore ed esploratore. Dopo la morte dei genitori lasciò la sua terra natale e si unì alle forze della Confederazione polacco-lituana contro la crescente influenza dell’Impero russo. Nella primavera del 1769 fu catturato proprio dai russi, imprigionato a Kazan e successivamente deportato in Kamchatka, nell’estremo oriente dell’Impero.

Maurice-Auguste (o Móric) Beniowski, l’esploratore europeo che divenne “re del Madagascar”
Lì però fu protagonista di uno degli episodi più famosi della sua vita, quando organizzò una pericolosa fuga via mare e raggiunse il porto cinese di Macao, dal quale riuscì a tornare in Europa. Giunto in Francia, entrò al servizio di re Luigi XV, che gli conferì il grado di colonnello e gli affidò la missione di avviare un avamposto commerciale francese in Madagascar.
Beniowski arrivò sull’isola nel 1774, all’età di 27 anni, e fondò l’insediamento di Louisbourg (secondo altre fonti Port-Louis) nella baia di Antongil. Da quanto riportato in seguito nelle sue memorie, esplorò e mappò parte del territorio, costruì strade, promosse il commercio, migliorò le condizioni di vita della popolazione e strinse alleanze con diverse comunità locali.
Sempre secondo il suo stesso racconto, nell’ottobre del 1776 un’assemblea di capi tribali lo elesse loro capo o “gran re”, con il titolo di Ampansacabé, in lingua locale. Questa proclamazione a “re del Madagascar” è l’evento commemorato dalla moneta, sebbene la sua autenticità e la sua portata siano state oggetto di dibattito tra gli storici.

Il periplo dei viaggi compiuti nel XVIII secolo da Beniowski tocca vari continenti: un vero Ulisse dell’epoca dei Lumi
La fonte principale è il racconto autobiografico dello stesso Beniowski, e poiché il Madagascar non era all’epoca un regno politicamente unificato, il titolo di “re del Madagascar” non dovrebbe essere interpretato come una sovranità effettiva sull’intera isola.
Beniowski lasciò il Madagascar alla fine del 1776 e fece ritorno in Francia, dove il nuovo re Luigi XVI gli diede il grado di generale. Durante questo secondo soggiorno a Parigi si avvicinò agli ambienti dei coloni inglesi in America, già in guerra per l’indipendenza, conobbe Benjamin Franklin e intrattenne una corrispondenza con George Washington.
Nel 1778 l’imperatrice Maria Teresa d’Austria gli conferì il titolo di conte. Nel 1784, intraprese una seconda spedizione in Madagascar con il sostegno di commercianti americani e sulla costa orientale dell’isola, nella regione di Cap Est, iniziò a fondare un nuovo insediamento, che chiamò Mauritania. La sua crescente influenza destò però preoccupazione tra le autorità francesi di stanza sull’Île-de-France, l’odierna Mauritius e infatti Il 24 maggio 1786 Mauritania venne attaccata dalle truppe francesi e in quell’azione Beniowski venne ucciso.


La bella moneta da 20 euro in argento che la Slovacchia ha dedicato a Maurice-Auguste Beniowski
Aveva 39 anni. La sua figura acquisì maggiore notorietà dopo la morte grazie alla pubblicazione a Londra, nel 1790, dell’opera Memorie e viaggi di Augustus conte de Benyowsky a Mauritius. Il libro diffuse a livello internazionale il resoconto delle sue spedizioni e contribuì in modo determinante a consolidare la sua immagine come uno dei grandi avventurieri europei dell’Illuminismo.
E ora veniamo alle emissioni, composte da 3000 monete in versione fior di conio e 7050 proof, per una tiratura totale di 10.050 pezzi. Il peso corrisponde a 33,6 grammi, mentre il diametro è di 34 millimetri. Le 3000 monete per il “re del Madagascar” in finitura più pregiata sono presentate in un elegante cofanetto e offerte dalla zecca Mincovňa Kremnica a 102 euro, mentre le fior di conio sono vendute a 97 euro.
Il dritto è stato disegnato da Miroslav Ronai e mostra l’immagine di un veliero d’epoca sul mare agitato, un riferimento alle imprese e ai lunghi e rischiosi viaggi del nostro eroe. A sinistra dell’imbarcazione compare lo stemma nazionale della Slovacchia in forma di scudo. Sulla parte destra invece è presente un motivo grafico in micro incisione che cambia a seconda dell’inclinazione della moneta e presenta in alternanza il ramo di tiglio stilizzato, uno dei simboli dell’istituto emittente, e l’acronimo NBS, cioè Národná Banka Slovenska o Banca Nazionale Slovacca.

La versione proof della nuova commemorativa di Bratislava nel suo cofanetto speciale
Il rovescio, firmato da Branislav Ronai, figlio dell’autore del dritto Miroslav, ci presenta invece un ritratto del protagonista e alcuni elementi simbolici. Si vede una bussola, sulla destra, e l’isola del Madagscar, il cui profilo è sovrapposto a quello del continente africano, su una carta a sinistra.
Oltre a questo si scorge l’immagine di una testa di zebù stilizzata, animale strettamente legato alla cultura e alla vita quotidiana dello stesso Madagascar. In basso un altro elemento simbolico: uno stemma formato da una pianta locale nota come palma del viaggiatore (Ravenala madagascariensis), una mezzaluna e due stelle. Si tratta di un blasone che Beniowski aveva creato unendo simboli locali allo stemma araldico di famiglia. Nel giro si legge MÓRIC BEŇOVSKÝ KRÁĽ MADAGASKARU, che significa “re del Madagascar”, e l’anno 1776. Sul bordo invece corre l’incisione ŠĽACHTIC CESTOVATEĽ DOBRODRUH, che tradotto dallo slovacco vuol dire “nobile, viaggiatore, avventuriero”.
Re del Madagascar o meno, questa figura poco conosciuta che aveva in sé qualcosa di Ulisse, di Corto Maltese e del rajah bianco del Borneo, James Brooke, era in qualche modo degna di essere rappresentata su moneta e alla numismatica va il merito di avere contribuito a farla conoscere meglio – o proprio per la prima volta – a noi donne e uomini del XXI secolo.






































