Una moneta di Caracalla di grande bellezza è al centro di questo articolo, ma prima una domanda: vi è piaciuto il film Il Gladiatore II? Bella storia? Beh, sono tutte bugie e invenzioni. E’ ben diverso diverso ciò che realmente accadde tra l’imperatore Caracalla e suo fratello. Ma gli sceneggiatori, si sa, seguono una lunga tradizione e, del resto, molti storici hanno già inventato bugie su Caracalla.

Fratricidio contro ragion di Stato


L’imperatore Caracalla (188-217) ha fornito una scusa perfetta a quanti volevano tacciarlo di pazzia ordinando l’omicidio di suo fratello Geta. Probabilmente non aveva scelta se voleva impedire una guerra civile, dato che suo padre non aveva chiarito a sufficienza la successione. Geta radunò i suoi sostenitori per organizzare un colpo di stato e prendere il potere. Alla fine, si sarebbe arrivati ​​a uno scontro militare che sarebbe costato migliaia di vite se Caracalla non avesse staccato la spina e fatto uccidere suo fratello. Persino la loro madre in seguito si schierò con Caracalla.

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Impero Romano, Caracalla. Dritto dell’aureo coniato dalla zecca di Roma nell’anno 214 (mm 20, g 7,4, h6), Dall’asta Triton XXIX, 2026, lotto 779. Base 20.000 USD, realizzo 30.000 USD

Lo storico Cassio Dione, a cui dobbiamo l’odioso resoconto degli eventi, non lo fece. Possiamo solo speculare sulle sue ragioni. Forse non gli piaceva il fatto che tutti gli abitanti dell’impero avessero ora la cittadinanza romana. Forse pensava che le tasse fossero troppo alte e le priorità sbagliate. Una moneta ci dà un indizio che Caracalla non era affatto il sadico spietato che viene spesso descritto.

La Salus, Telesforo, Asclepio e la sfera misteriosa


Una moneta di Caracalla, un aureo coniato a Roma nel 214, raffigura tre divinità. Tutte sono associate alla guarigione. A sinistra c’è Salus, che nutre un serpente da una ciotola; al centro c’è Telesforo con un mantello con cappuccio. Il suo nome, “colui che porta la fine”, descrive ciò che fece: annunciò in sogno al malato la decisione divina: guarigione o morte.  El alla sua destra, vediamo Asclepio con il suo bastone a forma di serpente. Ma cos’è ciò che ha vicino al piede? È una palla? Non vorrete pensare che, davvero, Asclepio giocava a calcio?

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Dettaglio del rovescio dell’aureo di Caracalla con, da sinistra, le figure della Salus, di Telesforo e dell’Asclepio “calciatore” con una “palla” accanto al piede

Certo che no. La piccola palla identificava il particolare Asclepio che Caracalla voleva onorare. Perché nell’antichità non tutti gli dei erano uguali. C’erano l’Asclepio di Epidauro, l’Asclepio di Coo, l’Esculapio dell’Isola Tiberina e, naturalmente, l’Asclepio di Pergamo. E la moneta di Caracalla si riferisce proprio a quest’ultimo.

La sfera è in realtà una rappresentazione piuttosto infelice di un omphalos. L’ombelico del mondo? Facciamo chiarezza: inizialmente, l’omphalos era solo il tumulo funerario di un eroe, e Asclepio – come Eracle – fu trasformato da essere umano in un dio, che è ciò che il piccolo omphalos commemora.

L’Asclepio di Pergamo in una statua rinvenuta a Siracusa

Caracalla, un imperatore di Roma in terapia?


Ma perché Caracalla onorava così tanto l’Asclepio di Pergamo? Cassio Dione, che era così ostile a Caracalla, racconta con piacere che l’imperatore amava particolarmente visitare i templi degli dei guaritori a causa di problemi di salute. Soffriva anche di incubi in cui suo fratello e suo padre lo attaccavano con le spade sguainate. Chi non avrebbe fatto lo stesso in questa situazione? Oggi, lo definiremmo un soggetto con disturbi psicosomatici. I sacerdoti di Pergamo erano specializzati in questo campo. Non sappiamo cosa facessero, ma l’imperatore in seguito mostrò gratitudine all’Asclepio di Pergamo, e questi finì per diventare soggetto di più di una moneta di Caracalla.

Asclepio comparve ripetutamente sul rovescio delle monete romane, di solito con la piccola sfera. Questo, solo perché gli incisori romani non capirono che si trattava in realtà di un omphalos. Si limitarono a copiare il loro modello…