L’asta Ranieri 21 battuta in sala si svolgerà sabato 14 novembre 2026 a partire dalle ore 9.30, presso il Royal Carlton Hotel di Bologna. Aperto anche alle offerte live via web, l’incanto presenta un catalogo composto da ben 1071 lotti per i quali le offerte preliminari sono aperte fino alle ore 16.00 di venerdì 13 novembre.

L’asta Ranieri 21 vuole essere un omaggio alla numismatica con la “N” maiuscola. In questo catalogo, alcuni collezionisti di alto livello hanno deciso di mettere sul mercato, e quindi di rendere disponibili a tanti altri numismatici, il frutto della loro passione

Numismatica Ranieri vi offre, nel suo ventunesimo incanto di sala, una collezione di monete bolognesi messa insieme in oltre mezzo secolo di studio dove passione e tenacia nella scelta del tondello hanno costituito un elemento imprescindibile al pari della ricerca storica connessa al periodo. La collezione di oselle e di monete veneziane presenta simili caratteristiche: si è cercato di toccare la storia della Serenissima collezionando quei pezzi chiave difficilmente presenti in molte raccolte del XX secolo.

La collezione di imitazioni del grosso veneziano e del tirolino, invece, testimonia come un appassionato possa arrivare a possedere un insieme sistematico e rappresentativo della storia medievale italiana, formato da monete di difficilissima reperibilità che, tutte insieme, non ricordiamo essere state così sistematicamente rappresentate in un incanto pubblico.

 

Oselle e monete di Venezia dalle origini alla caduta


Sono 172 gli esemplari di monete della Serenissima che l’asta Ranieri 21 offre ai collezionisti, con alcuni esemplari di assoluta importanza ad iniziare dai multipli di zecchino sui quali primeggia, al LOTTO 643, un esemplare di Francesco Molin (1646-1655) alla base di 15.000 euro i cui segni di circolazione ne testimoniano l’uso monetale effettivo. Stessa base d’asta del LOTTO 663 a nome di Pietro Grimani (1741-1752) che tuttavia è impresso, sempre al peso di 10 zecchini d’oro, con i coni dello scudo della croce.

Before imageAfter image

Terzo gradino di questo simbolico “podio numismatico” per le monete veneziane all’incanto a Bologna per un eccezionale denaro a nome di Ludovico il Pio (810-814), LOTTO 559, con legenda VENECIAS MONETA e base di 10.000 euro. Tra le oselle, invece, molti esemplari in oro di pregio fra i quali vi mostriamo quello del 1764 del doge Alvise IV Mocenigo del LOTTO 572, alla base di 8000 euro e in alta conservazione.

Before imageAfter image

Non mancano monete di rara apparizione come la galeazza, o leone per le province marittime, offerto al LOTTO 659 a 8000 euro di base: l’esemplare è a nome del doge Alvise Pisani, fu coniato nel 1736 e trae il suo nome proprio dall’imbarcazione effigiata sul rovescio. Dalla “patrona” della vittoria di Lepanto, santa Giustina, prende nome invece il ducatone da 124 soldi di Silvesto Valier (1694-1700) che l’asta Ranieri 21 propone, in magnifico stato, con prima offerta fissata a 2500 euro (LOTTO 652).

Before imageAfter image

 

La zecca di Padova e le sue coniazioni del medioevo


Restando in Veneto, l’asta Ranieri 21 del 14 novembre presenta un’interessante raccolta di 95 monete padovane tra cui, in prima battuta, spicca il rarissimo grosso di Francesco I da Carrara, secondo periodo (1378-1386) che al LOTTO 775 è alla base di 1000 euro. Segue, al LOTTO 776, il soldo coniato negli stessi anni e che, in alta conservazione, merita una base di 750 euro.

Before imageAfter image

Al LOTTO 790, per Francesco II da Carrara (1390-1405) ecco un bellissimo grosso carrarino da 2 soldi a 350 euro di prima offerta, mentre lo stesso nominale, ma per Jacopo da Carrara (1345-1350), è al LOTTO 763 a 250 euro di partenza.

Before imageAfter image

 

Monete italiane medievali, rinascimentali e moderne


Con 433 lotti, questa sezione è una delle più ricche dell’asta Ranieri 21 e ai vertici per pregio e stima troviamo un denaro scodellato per Latisana (LOTTO 242) a nome di Mainardo II ed Engel berto III (1186-1232) che per l’eccezionale conservazione e la rarità è proposto da 10.000 euro di base. Stessa offerta di partenza per un’altra rarità da una piccola zecca: parliamo di Mesocco e del superbo scudo d’oro del sole di Gian Giacomo Trivulzio (1487-1518) che è in catalogo al LOTTO 253.

Before imageAfter image

Sono invece 8000 gli euro da mettere sul piatto come prima paletta per il testone leggero di Ercole I d’Este (1471-1505) del LOTTO 353, bellissimo esempio di moneta rinascimentale con ritratto. Tipicamente medievale, invece, l’impianto stilistico del pierreale di Pietro III d’Aragona con Costanza II, coniato nel breve periodo 1282-1285 e proposto al LOTTO 466 da 6000 euro.

Before imageAfter image

Tra le tante, prestigiose monete papali dell’asta Ranieri 21 – che vi consigliamo di analizzare con attenzione – ci piace segnalarvi la piastra “della raccolta della manna” a nome di Innocenzo XII, anno 1699, che al LOTTO 383 per la sua conservazione ha una base di 5000 euro. Per quanto riguarda le coniazioni di Bologna, altro nucleo portante dell’incanto, ecco invece ad esempio un bolognino d’oro del 1376-1401, di alta qualità, offerto da 2750 euro al LOTTO 90.

Before imageAfter image

Zecca di Bologna che fu a lungo papale e che ha sfornato tante rarità, come il bianco 1773 di papa Clemente XIV al LOTTO 188: unica moneta con ritratto di questo pontefice, merita 2500 euro di prima offerta, identica a quella fissata per il LOTTO 347, un bel tremisse pavese per Desiderio, coniato fra il 757 e il 774.

Before imageAfter image

A 2000 euro di partenza si attesta un’altra rarità papale di Bologna, ossia la gabella di Marcello II proposta al LOTTO 154 mentre a 1500 euro si attesta il LOTTO 350, un gradevole scudo di Alessandro Farnese millesimato 1595.

Before imageAfter image

 

Dal Ducato al Regno di Sardegna e d’Italia: i coni di Casa Savoia


Per gli amanti delle monete sabaude l’asta Ranieri 21 ha in serbo una selezione di 62 lotti fra i quali scegliere, ad esempio, alcuni massimali di Vittorio Emanuele III. Le 100 lire 1912 Aratrice, per esempio, sono al LOTTO 860 a 4500 euro di partenza mentre, al LOTTO 862, troviamo la Vetta d’Italia 1925 allo stesso prezzo di partenza.

Before imageAfter image

Per chi è interessato a monete dei secoli precedenti, invece, ecco ad esempio una bellissima doppia nuova del duca Carlo Emanuele II (1648-1675) disponibile al LOTTO 831 a base 4000 euro. Un pezzo iconico della serie sabauda, la lira 1652 INSTAR OMNIVM di Emanuele Filiberto, è invece disponibile da 2000 euro di prima paletta al LOTTO 830.

Before imageAfter image

 

Medaglie italiane e medaglie papali: alcuni highlight


Lasciando ai collezionisti il piacere di visionare le monete e le medaglie mondiali dell’asta Ranieri 21 del prossimo 14 novembre, concludiamo questa carrellata con alcuni esempi dell’arte di Pisanello iniziando dal LOTTO 44, che ci riporta nella Venezia del 1690 quando nell’argento fu celebrata la riconquista di Napoli di Malvasia. La medaglia, coniata a Norimberga, merita 4000 euro di base d’asta. A 1250 euro è proposto invece il LOTTO 2, che proprio di Pisanello, per Leonello d’Este, porta la firma: si tratta di una buona fusione coeva con piccolo foro che nulla toglie al fascino di questo piccolo capolavoro.

Before imageAfter image

Antonio Fabris, Antonio Canova e il Tempio di Possagno sono invece i protagonisti della medaglia al LOTTO 45, base 500 euro: in argento, questo conio neoclassico celebra il grande scultore e l’edificio eretto in suo onore. Del 1898 è invece la grande medaglia che ricorda il mezzo secolo dal Governo provvisorio risorgimentale, molto rara e in condizioni eccellenti a 300 euro di base al LOTTO 48.

Before imageAfter image

Concludiamo con due belle opere “gemelle” di Publio Morbiducci, ossia le medaglie per le mostre bovina e avicola degli anni Trenta del Novecento con al dritto l’Italia turrita dal capo ornato di spighe. Proposte rispettivamente al LOTTO 23 e al LOTTO 26, partono in asta da 300 euro ciascuna.

Before imageAfter image

Le offerte preliminari per l’asta Ranieri 21 che si terrà al Royal Carlton Hotel di Bologna e live sabato 14 novembre 2026 sono aperte: per ogni informazione, non esitate a scriverci a info@numismaticaranieri.it.