La Concordia nell’Impero Romano è uno dei tanti concetti ai quali veniva associata una rappresentazione visibile, usata sulle monete e non solo; nella fattispecie, si tratta della personificazione divina dell’accordo politico, dell’armonia sociale e perfino dell’affetto familiare o coniugale.

Spesso raffigurata come una matrona seduta o stante, la Concordia  era associata in molti casi ad attributi quali una cornucopia (simbolo di abbondanza) nella mano sinistra e un ramo d’ulivo o una coppa (patera) nella destra. Sulle monete imperiali, tuttavia, essa appariva spesso mentre stringeva la mano a membri della famiglia imperiale o per simboleggiare l’accordo politico tra pretendenti al trono.

 

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La Concordia stante con patera e scettro su un denario di Antonino Pio (138-161) coniato dalla zecca di Roma (RIC III, n. 129) 

 

C’è tuttavia una moneta al tipo della Concordia (RIC III, n. 441) che, per la sua estrema rarità e la particolarità del rovescio, è interessante da approfondire in queste righe. Si tratta di un aureo di Marco Aurelio come cesare, coniato dalla zecca di Roma nel 148-149 sul cui dritto troviamo la legenda AVRELIVS CAESAR AVG P II F attorno al busto drappeggiato e a capo scoperto verso destra, per l’appunto, di Marco Aurelio.

Al rovescio l’iscrizione CONCORDIA TR POT III COS II con nel campo la Concordia stante di fronte, con la testa rivolta a sinistra, che protegge con il proprio mantello le piccole figure drappeggiate di Marco Aurelio (a sinistra) e Faustina Minore, stanti di fronte con i volti rivolti verso la divinità.

 

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L’eccezionale aureo di Marco Aurelio come cesare battuto nel 148-149 con al rovescio la Concordia in piedi che, col suo velo, protegge Marco Aurelio e Faustina Minore, giovane coppia destinata alla successione imperiale (RIC III, n. 441)

 

Il rovescio di questo splendido aureo raffigura magnificamente una scena incantevole che simboleggia l’armonia (concordia) tra Marco Aurelio e Faustina Minore, uniti in matrimonio nel 145. Emessa durante il regno di Antonino Pio, la rappresentazione della Concordia che accoglie e protegge accanto a sé i due giovani — simbolo di armonia coniugale e auspicio di una vita felice — non lascia trasparire nulla delle fitte trame e strategie politiche messe in atto per rendere possibile tale unione.

Voluto da Adriano negli ultimi due anni della sua vita — attraverso l’adozione di Antonino Pio e la successiva disposizione affinché questi adottasse a sua volta Marco Aurelio —, il matrimonio effigiato su questa moneta configurava, secondo il diritto romano, l’unione tra un fratello e una sorella; pertanto, Antonino Pio dovette formalmente svincolare dall’autorità paterna uno dei due sposi affinché la cerimonia potesse aver luogo.

 

Il raffinato rovescio dell’aureo, di cui sono conosciuti soli tre esemplari: questo è andato in asta da Roma Numismatics Limited il 7 ottobre 2021 (Auction 22, lotto 801) con base di 9000 GBP e realizzo di bel 36.000 GBP

 

Per quanto le difficoltà legali alla base della loro unione potessero apparire di cattivo auspicio, Marco Aurelio e Faustina rimasero sposati per trent’anni; in questo arco di tempo Faustina diede alla luce tredici figli, inaugurando un periodo di stabilità per la famiglia imperiale. Del resto, come sottolineato da alcuni autori, con il declino dell’autorità senatoriale e la concomitante ascesa al potere di individui che godevano di un accesso privilegiato all’imperatore – in particolare le mogli– la concordia all’interno della famiglia imperiale, e soprattutto tra imperatore e imperatrice, divenne fondamentale”.

Fu così che, sulla scia di questa successione meticolosamente orchestrata dal fine Adriano, si diffusero messaggi propagandistici come quello raffigurato al rovescio di questa magnifica moneta – volti a sottolineare l’armonia e i benefici apportati all’Impero dalla dinastia degli Antonini – che sarebbero diventati un elemento costante della monetazione imperiale.