Più di 800 lotti, di cui metà dedicati alla numismatica, sono la ricca dote dell’asta di Natale Nomisma Verona 2025 che sarà battuta il 14 dicembre live su BidInside e in sala Presso Villa Mosconi Bertani in Via Novare 2 ad 37024 Arbizzano-Santa Maria (VR). Due sessioni, dalle 10.00 e dalle 14.30, per una vendita che vedrà il pomeriggio dedicato agli appassionati di monete mentre la mattinata sarà appannaggio dei collezionisti di orologi di lusso e di vini e distillati di pregio.

Per tutte le informazioni su condizioni di vendita, termini delle offerte pre asta ed esposizione dei lotti potete cliccare qui: da sottolineare che, anche l’asta di Natale Nomisma Verona del 2025 avrà un risvolto benefico, anzi due dal momento che il 2% dei prezzi di aggiudicazione sarà devoluto alla Cooperativa sociale “Frutti nuovi” e una quota della Collezione F.S. di distillati andrà invece alla LAV Lega anti vivisezione.

Quando il tempo è davvero prezioso…

Iniziamo questa preview dell’asta di Natale Nomisma Verona dalla sezione orologi, dal momento che all’incanto il 14 dicembre spicca, al LOTTO 7, un eccezionale Rolex Daytona – Barhain, Asprey del 1975 circa: un esemplare eccezionale per pregio e conservazione, che merita una base di ben 90.000 euro. Un altro Rolex Daytona, un Arabic Brown Dial prodotto nel 1981 circa, è invece in catalogo al LOTTO 8 alla base di 30.000 euro.

Sono 15.000. invece, gli euro di base del LOTTO 31, un Vacheron Constantin 222 del 1982 in ottime condizioni e il cui nome è dovuto al fatto che questo modello nacque nel 1975, “celebrativo” del 222° anniversario dell’azienda elvetica. Un Audemars Piguet Royal Oak, prodotto nel 1999 in soli 450 esemplari in acciaio e 50 in oro, è al LOTTO 35 a 22.000 euro di base d’asta: si tratta di un orologio che vide la luce a sostegno delle iniziative ambientali dell’azienda che fanno capo alla Foundation “Time for the Trees”.

E quando le monete sono testimoni del tempo…

Lasciando ai lettori il piacere di “gustare” la sezione dedicata a distillati e vini passiamo alla numismatica con il LOTTO 425 dove un solido per Arelate, molto raro, chiude la sezione delle monete classiche: emesso a nome di Valentiniano (364-375), quasi in fior di conio, vede l’imperatore come “restitutore della Repubblica”, un auspicio più che una realtà, ma soprattutto un formidabile messaggio di propaganda in una fase complessa della storia imperiale.

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Una rarissima mezza doppia di Genova del 1690 sigla ITC (mancante al MIR) spicca poi al LOTTO 484: in conservazione eccezionale, questa piccola ma importantissima moneta d’oro della zecca ligure sfiora la conservazione perfetta ed è offerta alla base di 4000 euro.

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Un fine ritratto a destra e l’aquila roveresca impreziosiscono invece il ducato di Francesco Maria I (1508-1534) per l’officina monetaria di Urbino al LOTTO 510: una delle più belle monete del Rinascimento italiano, simbolo numismatico di un piccolo, raffinato stato regionale nato grazie a Federico da Montefeltro. Base d’asta 6000 euro.

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Da visionare con attenzione le tante monete veneziane dell’asta di Natale Nomisma Verona 2025 e, fra le oselle, ecco al LOTTO 517 a 10.000 euro di prima offerta quella in oro da 4 zecchini del 1669 a nome del doge Domenico Contarini: magnifica l’allegoria della Giustizia sul rovescio per questo esemplare in splendida conservazione.

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Passiamo alle monete papali con il LOTTO 551: si tratta di un eccellente scudo d’oro del 1716, regnante Clemente XI Albani. Di estrema rarità ed eccezionale qualità, mostra al rovescio un arco spezzato con freccia, il cui significato potete scoprire cliccando qui; in asta, la moneta è alla base di 12.000 euro.

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Particolarissimo anche il mezzo scudo del 1706 – LOTTO 554, una delle tante monete di Clemente XI in vendita – con lo stemma “scomposto” del pontefice urbinate (approfondisci cliccando qui). La moneta, pressoché perfetta e mai passata in vendite pubbliche, è offerta da una base di 4000 euro.

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Sono 10.000 invece, passando alle monete sabaude, gli euro di base fissati per il LOTTO 678, una prestigiosa 4 zecchini con al rovescio l’Annunciazione, coniata a Torino nel 1745 a nome di Carlo Emanuele III: fondi lucenti, più che splendido, è uno degli esemplari migliori esistenti di questa tipologia.

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Un grande classico, le 100 lire 1903 del “re numismatico” con aquila araldica sul rovescio, lo troviamo invece a 10.000 euro di base al LOTTO 707 in quasi fior di conio: una delle monete del Novecento più ambite dai collezionisti, un must per ogni raccolta di livello.

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Medesima base, a seguire, per una chicca da amatori, il progetto da 20 lire d’argento senza data, ma del 1927, con al rovescio un toro cozzante e in esergo un piccolo fascio littorio: ispirata a Giuseppe Romagnoli dalle antiche monete di Thurium, questa idea non fu accolta ma rimane uno stupendo progetto degno delle collezioni di Regno d’Italia più prestigiose.

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Altro progetto interessante quello da 2 lire Quadriga del 1914: in catalogo al LOTTO 753, è infatti coniato in modo evanescente su lamina uniface in bronzo e, al rovescio, porta una Z incusa a indicare la Regia Zecca. Unico esemplare finora apparso sul mercato, è fior di conio e proposto a 3000 euro di base.

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Ai lettori il piacere di visionare tutti gli altri lotti dell’asta di Natale Nomisma Verona 2025 che si svolgerà il 14 dicembre e per la quale vi ricordiamo che le offerte preliminari sono già aperte. Con l’augurio di vedervi partecipare numerosi al nostro incanto, vi auguriamo buone feste.