Per la nuova serie numismatica dedicata ai feudi storici dei Grimaldi, dopo la moneta dedicata a Carladés è stata appena emessa una 2 euro per il Marchesato di Baux, ottenuto dalla famiglia attorno alla metà del XVII secolo.

Per l’esattezza, il Trattato di Péronne sottoscritto il 14 settembre 1641 segnò il passaggio del Principato di Monaco dal protettorato spagnolo all’alleanza con la Francia. E, in conformità gli impegni assunti, re Luigi XIII concesse un feudo nel 1642 a Hercule Grimaldi, figlio del Principe Onorato II: il Marchesato di Baux, in Provenza.

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I nuovi 2 euro monegaschi dedicati al Marchesato di Baux, in Provenza, feudo Grimaldi dal 1642 (courtesy Maison Gadoury Numismatique)

Dopo essere stato detenuto da sua altezza serenissima il principe Alberto II dalla sua nascita nel 1958 fino a quella di suo figlio nel 2014, la titolarità dell’antico feudo appartiene ora, per tradizione storica, al principe ereditario Jacques. La 2 euro per il Marchesato di Baux sulla faccia nazionale raffigura la famosa rocca di Les Baux-de-Provence (Bouches-du-Rhône) come appare oggi e i dintorni del villaggio di Les Baux-de-Provence.

In alto è indicato il paese di emissione, MONACO, mentre in alto a destra è raffigurato uno scudo a losanghe a richiamare l’araldica del Principato, e a sinistra una stella che rappresenta Les Baux. Lungo il bordo inferiore l’iscrizione MARQUISAT DES BAUX indica il soggetto della moneta; l’anno di emissione, 2025 e i marchi di zecca della Monnaie de Paris e dell’incisore generale, Joaquin Jimenez, completano il tutto.

La moneta, in finitura proof, è confezionata in astuccio ed è stata coniata dalla zecca di Francia (courtesy Maison Gadoury Numismatique)

La moneta monegasca da 2 euro per il Marchesato di Baux è stata coniata dalla zecca di Pessac in soli 15.000 esemplari a finitura proof confezionati in un elegante astuccio con certificato di garanzia. Una curiosità: al castello di Baux, al suo signore e ai cavalieri e alle dame che anticamente vi abitarono è ispirata la canzone Il Signore di Baux scritta nel 1979 da Angelo Branduardi e contenuta nell’album Cogli la prima mela pubblicato, con grande successo, nello stesso anno.