Un MANCUSO D’ORO all’incanto a Londra: è la prima volta nella storia

736

Moneta “cerimoniale” e di ostentazione, il mancuso proposto da Dix Noonan Webb è il primo che potrà accasarsi in una collezione numismatica privata

 

di Antonio Castellani | Lo chiamano Gold Penny, o mancus, i britannici, il nominale in oro del valore di 30 pence che fu sporadicamente battuto nel corso del medioevo Oltremanica e un cui esemplare – un pezzo unico a nome di Ecgberth, sovrano dei Sassoni occidentali – andrà all’asta da Dix Noonan Webb il prossimo 7 settembre.

Ritratto di fantasia del de del Wesses, Ecgberth, al cui regno si riferisce la rarissima moneta in oro da 30 pence, un mancuso, presto in asta a Londra
Ritratto di fantasia del de del Wesses, Ecgberth, al cui regno si riferisce la rarissima moneta in oro da 30 pence, un mancuso, presto in asta a Londra

Ha anche una storia particolare, del resto, questo pezzo da novanta della monetazione medievale europea: battuto all’inizio del IX secolo, infatti, è stato dissotterrato da un metal detectorist rimasto anonimo in un campo nel villaggio di West Dean, al confine tra Wiltshire e Hampshire, nel marzo 2020.

La moneta di circa 19 millimetri di diametro, che pesa intorno ai 4,5 grammi, porta il titolo del re, EGGBEORHT REX, attorno a un monogramma che compone la parola SAXON.

Si tratta di un tipo di estrema rarità dal momento che i mancusi venivano coniati non per la circolazione, quanto per essere elargiti dal sovrano come “atti di generosità”, durante eventi cerimoniali e solo a personaggi di alto rango.

Con un singolo mancuso d’oro del valore equivalente di 30 penny d’argento (denari, all’epoca, di netta impostazione “carolingia”),  si potevano acquistare ben 360 pagnotte di pane. Il testamento di un re inglese del X secolo chiedeva specificamente che metallo per 2000 mancusi d’oro (il mancuso era anche unità di peso per i metalli preziosi) fossero alla sua morte coniati in monete effettive.

Di stile elegante, perfetta nella composizione e nella conservazione, la moneta appare di impianto tipicamente carolingio e sarà messa in vendita a partire da 200 mila sterline di base d'asta
Di stile elegante, perfetta nella composizione e nella conservazione, la moneta appare di impianto tipicamente carolingio e sarà messa in vendita a partire da 200 mila sterline di base d’asta

“Sfortunatamente – fanno presente gli studiosi che hanno analizzato l’esemplare – il volume di documenti del regno di Ecgberht è molto limitato, quindi non è possibile identificare alcuna occasione definita o probabile per il conio di questa moneta, e non è possibile datare l’esemplare a un periodo specifico all’interno del regno di Ecgberht che, nato nel 770, regnò dall’802 all’839”.

Si tratta, in ogni caso, dell’unica moneta d’oro tardo anglosassone in mani private, mnetre altri otto esemplari sono già noti ed esposti in medaglieri pubblici del Regno Unito, ad iniziare dal British Museum. È per questo che, nonostante l’esimia rarità del tipo, le autorità – in base al Treasure Act e alle normative di legge collegate in ambito britannico – hanno dato il via libera alla vendita all’asta, che avverrà a partire da una base di 200 mila sterline. Per l’articolo completo sulla moneta pubblicato nel sito della casa d’aste britannica clicca qui.